Il Natale degli sfollati all'hotel San Crispino: le riflessioni di una signora di Camerino

3' di lettura 20/12/2016 - “Fra qualche giorno è Natale. Il giorno più bello, nasce Gesù bambino. Purtroppo per molta gente non sarà come gli altri anni. Fra queste persone colpite dal devastante terremoto, ci sono molti di noi, che si trovano ospitati all’Hotel San Crispino di Trodica di Morrovalle. Si è tristi, perché non possiamo passare il Natale nelle nostre case distrutte. Anche se non sarà un 'felicissimo' Natale, cercheremo di tirarci un po’ su, perché chi ci sta ospitando ci tratta come se ci conoscesse da sempre. Stiamo bene per il mangiare, ciò che si chiede, se possono farlo ti accontentano con tutto il cuore. E’ gente buona, gentile. Siamo tutti contenti, anche se nei nostri cuori ci sarà sempre un po’ di tristezza. Vedremo che le feste le passeremo con un po’ di serenità e sarà grazie anche alla gente di qui, del paese e di quelli vicini. Grazie. Grazie. Speriamo che tutti siano d’accordo con me.”

A scrivere è una signora di Camerino sfollata a causa del terremoto.

Sensazioni e riflessioni comuni a tutte le persone sfollate e ospitate nello storico Hotel San Crispino, dove lo spirito familiare è diventato sempre più forte con il passare dei giorni. La vicinanza del Natale contribuisce a trasmettere tali sensazioni fra la comunità ospitata e lo staff, sempre vicinissimo a tutti e in tutto. Una situazione che ha contribuito a conciliare la convivenza di un gruppo multietnico, che nella disgrazia ha trovato modo di conoscersi meglio ed instaurare nuovi rapporti. E’ proprio in esperienze come queste che la gente diventa più buona e solidale a prescindere dal clima natalizio.

Succede fra persone che si conoscevano già nelle rispettive città, dove magari non c’era però una frequentazione assidua, ma anche fra quelle di altri paesi ed etnie diverse, costrette a lasciare le proprie abitazioni. In questo caso l’integrazione è stata ancora più spontanea e diretta.

Al gruppo più numeroso e stabile, ruotano nuovi arrivi di persone che transitano da altri centri della costa, mentre altre partono verso nuove sistemazioni (autonome) o alternative, pur di riavvicinarsi alle rispettive case. Vedere uniti allo stesso tavolo, famiglie italiane e straniere con i loro bambini, studenti, operai, anziani e giovani, tutti con problemi ed esigenze diverse è una bella sensazione, così come quella della disponibilità nell’aiutarsi a superare le piccole e le grandi difficoltà.

Il pensiero comune è legato alla preoccupazione della propria casa, alla volontà di rientrare quanto prima nella città o paese d'origine, e per molti anche al rispettivo futuro. A cercare di far superare nel migliore dei modi un periodo di difficoltà di cui è difficile prevedere ancora la durata, c’è lo stesso amore di chi accoglie e ospita i terremotati e che si sta adoperando per far trascorrere loro le festività natalizie nel migliore dei modi.

Quella dell’Hotel San Crispino è una famiglia sempre più grande, dove il punto di riferimento è la gestione con tutto il suo personale e vedere e sentire che ci si chiama tutti per nome è la sensazione più bella e l’emblema del feeling creatosi fra ospiti e proprietà.

L’hotel si arricchisce di luci e colori, l’albero addobbato e le scritte augurali, alimentano il clima di festa, più difficile da intravedere nel volto degli sfollati, dove il sorriso si unisce a quel filo di incancellabile tristezza. Per coloro che non si riuniranno ai propri familiari e parenti, l’hotel offrirà il pranzo di Natale, quello della Vigilia ed il cenone di Capodanno.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 20-12-2016 alle 18:08 sul giornale del 21 dicembre 2016 - 5759 letture

In questo articolo si parla di attualità, terremoto, morrovalle, camerino, angelo ubaldi, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aEQ6





logoEV