Harcome riparte anche a Camerino: "Una scommessa sul futuro dell'entroterra"

21/12/2016 - Forse non abbiamo scelto il momento migliore per festeggiare e di fatti non sarà proprio una festa quella di venerdì 23 Dicembre in occasione dell’inaugurazione della nuova sede Harcome a Camerino in via D’Accorso 37.

Piuttosto un modo per ritrovarsi, per riaffermare un concetto. Quello che, veicolato da molti con l’hashtag “#ilfuturononcrolla”, vogliamo ribadire anche noi.

Di fatti Harcome, azienda specializzata nel chiavi in mano residenziale, con sede nel centro di Camerino prima dal 26 ottobre, ha visto, come molte attività del nostro territorio, svanire anni di duro lavoro in pochi minuti. Inghiottiti dalla violenza dell’evento sismico ci siamo trovati senza più l’ufficio né il negozio che tra molte difficoltà avevamo aperto puntando tutto nel centro dell’antica città ducale nonostante la tendenza di molti a spostarsi dai nostri magnifici centri storici a favore di più attrezzate zone industriali e commerciali.

Nonostante questo, nei mesi post sisma, abbiamo tenuto la barra dritta e non solo abbiamo inaugurato un nuovo punto a Civitanova lo scorso sabato per esportare la nostra esperienza sul tema della casa acquisita negli anni nei comuni verso la costa, ma siamo riusciti a allargare il nostro organico come da programma scommettendo più di prima sul nostro progetto.

Oggi questa scommessa la vogliamo rilanciare puntando su un territorio, quello dell’alto maceratese, svuotato in gran parte della propria gente. Una ripartenza, la nostra, che non può più aspettare e che esige risposte alle tante domande che ad oggi la gente ci pone anche come tecnici incaricati di ricostruire ciò che è andato perso. Come è possibile evitare che tutto questo accada di nuovo? Come costruire le nostre nuove case e come proteggere i nostri fragili centri storici? Domande che prevedono una profonda analisi non solo del rischio sismico nei nostri territori, ma anche una valutazione attenta dell’importanza del nostro patrimonio storico visto come fonte di reddito e vanto nei confronti della comunità internazionale.

Per questo motivo la nostra risposta non può che essere quella di riunire sotto uno stesso obbiettivo tecnici che, con diversi bagagli professionali, possano vedere sotto le diverse sfaccettature le molteplici parti di un unico grande problema quale è la ricostruzione. Ingegneria e architettura oggi più che mai dunque non possono che valutare insieme le migliori soluzioni possibili che salvaguardino l’identità dei nostri borghi da una parte, rendendoli sicuri e vivibili dall’altra. Non abbiamo bisogno di bellissimi centri svuotati della loro gente, di presepi da cartolina o musei a cielo aperto, ma non abbiamo neanche bisogno di finti borghi snaturati della loro identità preziosa.

Oggi si affaccia l’opportunità per le nostre stupende cittadine di diventare modello di uno stile di vita che coniughi la cultura dell’arte a quella del cibo, quella della formazione e dell’innovazione a quella dell’accoglienza, quella dell’ambiente allo stile di vita dolce che tutti ci invidiano. Harcome, nata e cresciuta in questo fertile substrato non può che aderire a questo appello che da molte parti giunge di pensare e ridisegnare il futuro e farlo insieme a chi vuole continuare a scommettere sulla nostra bellissima terra.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2016 alle 17:22 sul giornale del 22 dicembre 2016 - 1298 letture

In questo articolo si parla di economia, camerino, harcome

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aESS