Esanatoglia perde uno dei suoi pezzi più pregiati: chiude la storica edicola di corso Vittorio Emanuele II

Esanatoglia 30/12/2016 - L’edicola ha chiuso i battenti il trent’uno dicembre 2016; la luce anemica del neon si è spenta in via definitiva sugli scaffali vuoti e sul bancone, dove i quotidiani erano schierati a mazzetti sovrapposti come fossero grandi carte da gioco ed erano pronti a essere distribuiti agli affezionati lettori di Esanatoglia.

Pochi giorni fa, mentre si occupava della mamma malata, Anna, con una punta di malinconia mista ad orgoglio, mi aveva detto: “Domani è il tuo ultimo Corriere, dopo trentatre anni di gestione, si chiude.”

La notizia, per la verità, circolava in via ufficiosa da qualche tempo, ma si stentava a crederci; un altro pezzo di storia del paese si era frantumata tra i meccanismi del tempo che fugge e ingoia scenari vissuti a cui ci si era abituati. La rivendita di giornali, in quel piccolo locale centrato sul corso Vittorio Emanuele II, era iniziata negli anni cinquanta o forse ancor prima, abbinata alla Barbieria del mitico Armando Tozzi, per tutti chiamato Figaro. E che dire della sua consorte Sisa che lo ha coadiuvato per tanto tempo nell’attività. Il caro amico Tonino, loro figlio, con la sua innata simpatia, contagiava chiunque entrasse ad acquistare le figurine Panini o un qualsiasi rotocalco rosa. Tex lo trovavo semi nascosto sotto l’ultimo ripiano a destra e bisognava chinarsi per individuarlo; appesi con le mollette sui ripiani, dondolavano fascicoli di enciclopedie e corsi di ricamo abbinati a gomitoli di lana colorati.

A volte, dietro il bancone, capitava di trovare il sostituto di turno, che poteva essere l’affabile Angelo, per tutti Aldo l’ingegnere, che dandoti il giornale ti chiedeva quanto costasse; gli attori dell’Edicola Tozzi erano molteplici: la zia di Anna, l’amica piemontese o quella eugubina. Poi c’erano le staffette dei Bar, addetti volontari per l’approvvigionamento quotidiano dei giornali, in special modo quelli sportivi da poter leggere sorseggiando un caffè.

Questa sera, passando davanti all’edicola, ho visto scatoloni chiusi e scaffali semi vuoti; Tex a colori era appoggiato su una pila di libri tascabili e il pacco dei resi era pronto dietro l’angolo vicino il banco. Anna potrà finalmente prendersi in pace un caffè al Bar Centrale, senza corrermi incontro quando sto entrando in edicola per acquistare il mio consueto, abituale quotidiano.

Penso tra me. E sì! Un briciolo di vita se ne va insieme all’edicola di Anna, un piccolo pezzo di cuore si è nascosto in quei cartoni chiusi col nastro adesivo, mentre si spengono le luci al neon, in attesa di essere riaccese sulle copertine di un ritrovato mondo stampato su carta dall’odor di petrolio, dove gli esanatogliesi continueranno a porre gli occhi per arricchire le conoscenze e ampliare i propri orizzonti. Perché leggere è assaporare lentamente il gusto della vita. Guardare al futuro senza scordare il passato per meglio vivere il presente.






Questo è un articolo pubblicato il 30-12-2016 alle 00:45 sul giornale del 31 dicembre 2016 - 2690 letture

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