Tra il milione di luci di piazza Del Popolo atterra la befana della Pro Loco: allestito anche un percorso artistico

2' di lettura 03/01/2017 - Venerdì prossimo (6 gennaio) “Arriva la Befana” in piazza Del Popolo. La grande installazione “OneMillionLights” col suo milione di luci, allestita da Comune e Pro Loco, ospiterà l’atteso evento a partire dalle ore 16. Ingresso libero per tutti, grandi e piccini, e tanti dolci in dono.

Sarà occasione, per chi non l’avesse già vista, per ammirare l’installazione urbana di Andrea Tabocchini, Alessandro Donati e Leonardo Ottaviani che in questo periodo di festività ha voluto rendere omaggio al paesaggio marchigiano mediante sei colline e diversi chilometri di illuminazioni natalizie.

Inoltre si potrà seguire anche il percorso artistico “Human territories”, ad opera di Giorgio Bartocci. Un allestimento unico, realizzato in collaborazione con Filippo Ceci e Saverio Serini, in cui Bartocci insedia delle figure organiche in un contesto architettonico complicato, dopo aver creato per la città di Catanzaro una medesima azione di arte urbana. Per San Severino l’artista ha ideato una sorta di posizionamento temporale attraverso un’arte contemporanea-moderna e sempre più attuale della “classica” street art. La creazione di una “società multi-specie” che propone Giorgio spesso nei suoi ultimi lavori si riplasma sottovoce, quasi in sordina, e ricrea un’armonica sinfonia visiva proponendo elementari forme e nature astratte: le silhouette delle anime, le ombre di ognuno di noi sintetizzate in poche forme – elementi che l’artista chiama “livelli” – protagonisti di interventi titolati Territori umani (temi ricorrenti nella sua personale iconografia d’avanguardia).

Diviso tra urban-art e public-design, Giorgio Bartocci si fa da sempre portavoce semi-inconsapevole di una tensione creativa che scaturisce dagli input e dalle info costanti della società contemporanea. Sempre impegnato nella sua interazione figurativa tra le complesse strutture urbane e i propri contesti sociali, Giorgio popola tele e pareti di figure via via gonfie o esplose, quasi la metafora visiva di una somatizzazione andata male, tra sfondi cupi e grigi, in cui si battono solo pochi dettagli chiave, spesso in colori fluo. La tensione cui dà forma l’artista è la stessa tensione in cui ognuno ristagna, tra incoerenze, simulazioni, buoni visi e cattivi giochi; una tensione creativa che in Bartocci dà i suoi frutti con un’iconografia personalissima, evocativa e intima come un desiderio proibito.

Bartocci ha studiato progettazione grafica e comunicazione visiva all’Isia di Urbino. Ha realizzato numerosi progetti di visual design, commissioni per enti privati e istituzioni pubbliche. Attualmente vive e lavora a Milano.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-01-2017 alle 16:28 sul giornale del 04 gennaio 2017 - 1124 letture

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