Prestito dell'Altarolo del Salimbeni, Bianconi replica a Centrosinistra per San Severino: "Non è la prima volta"

Vanna Bianconi 3' di lettura 10/01/2017 - “Se vogliamo valorizzare quello che abbiamo facciamolo conoscere anche altrove, dimostriamoci aperti al territorio se vogliamo che il territorio sia aperto nei nostri confronti”.

Con queste parole l’assessore alla Cultura del Comune di San Severino Marche, Vanna Bianconi, ha risposto in aula all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Centrosinistra per San Severino”, rappresentato dal consigliere Francesco Borioni, in merito al prestito dell’Altarolo di Lorenzo Salimbeni in occasione della mostra “Le Marche per le Marche”, curata da Vittorio Sgarbi.

“Non è la prima volta che l’opera esce dalla nostra pinacoteca civica - ha spiegato l’assessore, sottolineando - Precedentemente la stessa era già stata in mostra a Verona e a Macerata. Non è più delicata di altre opere del 1400. Sicuramente non è più delicata della Madonna della Pace del Pinturicchio che, nel 2015, fu concessa alla Reggia di Venaria Reale in occasione dell’Expo”.

Nelle scorse settimane lo sposalizio Mistico di Santa Caterina è stata selezionata e richiesta da Sgarbi per la mostra “le Marche per le Marche”, che raccoglie opere d’arte prese da Norcia, dal Maceratese e da altre parti d’Italia, per focalizzare l’attenzione sui luoghi colpiti dal sisma con spirito di solidarietà e vicinanza. “Si potevano scegliere opere da altre città terremotate ma la presenza pittorica dei Salimbeni ad Urbino ci ha favorito. Noi l’abbiamo considerato un privilegio che la qualità delle nostre opere ci ha concesso - ha spiegato l’assessore Bianconi rispondendo all’interrogazione, per aggiungere - La dimensione regionale dell’iniziativa “Le Marche per le Marche” non va sottovalutata come non va sottovalutato il richiamo che l’evento vuole lanciare. Il filo conduttore della mostra sono le certezze comuni del territorio marchigiano, legate da ritmi che ancora consentono la riflessione, il dialogo, la coesione sociale spesso raccolta sotto un campanile, di fronte ad una pala d’altare, nei corridoi di un museo dove opere mute si ritrovano in replica negli ambienti domestici. "

"L’Amministrazione comunale - ha proseguito - ha riflettuto sul da farsi pensando bene che il prestito temporaneo di una sola opera non sminuisse l’importanza della Pinacoteca, neppure in periodo da terremoto. L’importanza dell’evento e la particolare sede dell’esposizione, l’oratorio di San Giovanni a Urbino, sono stati considerati non secondari ma motivo di onore e di orgoglio per la città e per il territorio. E’ più facile che un visitatore della Mostra urbinate, dopo aver ammirato lo Sposalizio mistico di Santa Caterina si incuriosisca e venga a vedere le altre opere esposte nella nostra Pinacoteca, piuttosto che un visitatore che arriva a San Severino non vada a visitare la Pinacoteca perché non c’è esposto in quel momento l’Altarolo del Salimbeni. Il polittico del Crivelli e quello del Veneziano, la Madonna della Pace del Pinturicchio e altre tele prestigiose - ha concluso l’assessore in aula - meritano ugualmente la visita della Pinacoteca”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2017 alle 18:34 sul giornale del 11 gennaio 2017 - 679 letture

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