Ex Sacci, il comitato SalvaSalute denuncia: "Sperpero di denaro pubblico del sindaco di Castelraimondo"

Renzo Marinelli 2' di lettura 31/01/2017 - Da anni il Comitato Salva Salute tenta di mettere in guardia la cittadinanza e le amministrazioni locali in merito alla pericolosità dell'attività della cementeria di Castelraimondo.

Abbiamo sostenuto che l’autorizzazione non doveva e non poteva essere rilasciata con simile leggerezza e siamo stati oggetto di attacchi da parte del sindaco di Castelraimondo e di quello di Gagliole. Il TAR ha poi certificato che avevamo ragione noi.

Abbiamo sostenuto che il numero di morti ed ospedalizzazioni per patologie collegate all'incenerimento nell'area interessata dalle ricadute della cementeria era spaventosamente alto. Siamo stati additati come terroristi, fino a quando un'indagine epidemiologica condotta dalle strutture regionali ha appurato che i nostri dati erano corretti.

Abbiamo sostenuto che l'indagine ambientale, costata 60 mila euro prelevati dalle tasche dei cittadini, era stata decisa e realizzata esclusivamente per supportare le scellerate posizioni dei sindaci di Gagliole e di Castelraimondo, della Regione Marche della Provincia di Macerata, e per questo siamo stati nuovamente oggetto di attacchi da parte di tutte le amministrazioni locali. A nostre spese abbiamo fatto periziare l'indagine ambientale e abbiamo dimostrato che, ancora una volta, avevamo ragione noi, in quanto una nota ed affermata società di consulenze ambientali ha certificato che detta indagine non ha la minima valenza scientifica.

Assistiamo, oggi, alla resa della Regione che, finalmente, chiede alla Cementir di Caltagirone di adeguare il proprio stabilimento e di cominciare a rispettare la normativa. Denunciamo, tuttavia, il nuovo sperpero di denaro pubblico realizzato dal sindaco di Castelraimondo, il quale, sostenendo una spesa che si aggira attorno ai 15 mila euro, ha nominato un consulente per sentirsi dire quello che sosteniamo da anni, che ha attestato il TAR Marche e che, finalmente, sostiene anche la Regione e cioè, che la cementeria di Castelraimondo non è a norma.

Rivendichiamo con forza la correttezza del nostro operato, sottolineando che senza il Comitato, la Regione, la Provincia e i sindaci di Castelraimondo e di Gagliole avrebbero nuovamente consentito alla Cementir di mantenere in vita una struttura non a norma ed inquinante. Ci auguriamo che, per il futuro, continui il dialogo che, con enorme fatica, il Comitato è riuscito ad aprire con le istituzioni, al fine di impedire che nella nostra area venga concessa a Caltagirone la possibilità di incenerire rifiuti all'interno della cementeria di Castelraimondo. Il Comitato non dimentica che lo scopo principale della sua battaglia è impedire la realizzazione di questo scellerato progetto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-01-2017 alle 17:47 sul giornale del 01 febbraio 2017 - 3067 letture

In questo articolo si parla di politica, salute, castelraimondo, sacci

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