Falcucci dopo l'incontro con Mattarella: "Prima adeguiamo gli strumenti urbanistici, poi ricostruiamo"

4' di lettura 02/02/2017 - L'incontro del 30 gennaio con il Presidente della Repubblica presso l’UNICAM hanno aderito molti sindaci delle nostre aree terremotate .

In qualità di sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Comune completamente distrutto per il 97% dall’evento sismico, a margine dell’incontro in Rettorato, sono riuscito a colloquiare direttamente con il Presidente Mattarella e rappresentare quanto già più volte espresso in altre occasioni sottolineando le principali iniziative che lo Stato, la Regione e gli Enti locali devono attivare.

Ho, innanzitutto, dato una mia lettura del terremoto nella nostra provincia che, a mio parere, ha tre scenari: uno distruttivo (Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso), uno drammatico (Camerino, Pieve Torina, Muccia, Valfornace, Fiastra e altri), uno con molti danni (San Severino Marche, Tolentino e altri).

Nel dettaglio il primo scenario vede paesi totalmente distrutti (Castelsantangelo con crolli per il 97%), Ussita con meno crolli ma con percentuale di danni elevatissima, Visso moltissimi danni e crolli al centro storico con alcune attività appena riaperte con enormi disagi. Da noi non c'è nessuno, solo 5 allevatori con alcuni supporter, di notte dormono in 8-12 persone.

Il secondo scenario vede una Camerino con un centro storico deserto e inagibile, con attività commerciali chiuse (hanno appena aperto una grande tensostruttra al cui interno è stato realizzato un mini Centro commerciale), l'Università con enormi problemi sia logistici, sia didattici che sta con difficoltà superando.

L'ultimo, con parecchi e pesanti danni e molti sfollati (numero alto ma in percentuale rispetto ai residenti non pari ai precedenti scenari) in città che comunque vivono è la vita procede con inevitabile difficoltà e con problemi enormi per le strutture scolastiche.

Ne consegue che necessariamente gli interventi di ricostruzione devono essere tarati in maniera diversa, non si possono trattare allo stesso modo realtà completamente distrutte, con realtà che, pur con grandi difficoltà, sostanzialmente vedono le attività commerciali esistere e produrre reddito offrendo servizi come prima, magari meno comodi ma comunque fruibili. Non si può parlare di ricostruzione senza prioritariamente eseguire le indagini con una seria micro zonizzazione sismica dei territori colpiti come il nostro (fino a 6,5 scala Richter) sulla base della quale decidere se e come ricostruire adeguando da subito i PRG alla zonizzazione di livello 2 e 3.

Al Presidente ho riaffermato che non è ammissibile sperperare le già poche risorse in voli pindarici di megagalattiche ricostruzioni se, a seguito delle irrinunciabili indagini geologiche profonde, si dovessero prendere poi decisioni sconvolgenti e radicalmente innovative. Le popolazioni debbono essere informate tempestivamente ed evitare al massimo promesse non mantenibili, meglio attendere i necessari tempi tecnici, prima di dare illusioni ad una popolazione stremata dal terremoto e non possiamo dare informazioni illusorie, ma dobbiamo dare certezze!

Adeguare quindi immediatamente gli strumenti urbanistici per tutte le zone del cratere, almeno quelle maggiormente connesse con l’epicentro del sisma senza la cui realizzazione non si potrà ipotizzare nulla sul come e dove procedere con l’opera di ricostruzione. Come si può oggi parlare di ricostruzione, quando individuare le aree per le SAE è estremamente difficile per le prescrizioni che l'organo tecnico del Dipartimento Funzione Tecnica, che è il CNRIRPI, impone senza una vera e propria analisi approfondita sull’intero territorio urbanizzato?

Noi, dopo varie riunioni al riguardo con tutti gli organi tecnici previsti, abbiamo finalmente individuato 4 aree (Frazioni di Nocria, Gualdo e Capoluogo) per le quali sono già stai eseguiti i primi sopralluoghi da parte delle Ditta individuata nell’ambito dell’accordo quadro nazionale per le SAE, mentre per la quarta (Frazione di Vallinfante) si dovrà procedere prima ad una attento studio del territorio e porre in essere interventi di mitigazione già prescritti dai citati organi tecnici, poi partirà la fase della realizzazione piazzole SAE.

A tal proposito i cittadini residenti che hanno scelto quell’area sono stati già informati. Dopo 5 mesi dal sisma, si è constatato che la macchina amministrativa e l'impostazione data ai diversi interventi devono essere profondamente modificati. Troppi passaggi, troppa burocrazia e troppo accentramento con la novità assoluta degli attuatori unici che sono a Rieti. Le loro risposte sono farraginose e spesso disordinate rispetto alle competenze, quindi è necessaria anche una modifica normativa.


da Mauro Falcucci
Sindaco di Castelsantangelo sul Nera





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2017 alle 15:21 sul giornale del 03 febbraio 2017 - 1784 letture

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