Un giubbino anticinghiale per cani da caccia made in Fiastra: ecco la nuova vita di bomber Fede, tra terremoto e artigianalità

Francesco Fede Guerrino 7' di lettura 02/02/2017 - Da calciatore a imprenditore. Francesco Fede, ex talento cresciuto nel Camerino degli anni ’90 e più volte vicino a squadre professionistiche come Perugia, Fermana e Gubbio, dopo aver deliziato le platee regionali con le sue giocate e splendidi gol, da circa due anni ha trasformato il suo estro nell’impresa ideando un giubbino anti-zanna di cinghiale, per cani da caccia.

Un’idea che sta trovando larghi consensi e che è frutto della sua seconda passione dopo il calcio, ovvero la caccia. Al momento riesce a portarle avanti ancora entrambe, gioca nel Fiuminata in Prima Categoria ed è a soli 4 gol dalla soglia delle 300 reti in carriera. Inoltre produce da solo il giubbino, che ha chiamato 'GUERRINO' in onore del suo primo cane da caccia avuto.

Come se non bastasse, la passione per il calcio lo vede frequentare in questo periodo anche il corso per diventare allenatore.

L’attività imprenditoriale che ha realizzato con il marchio GUERRINO è a conduzione famigliare e l’ha porta avanti da solo nella sua abitazione di Fiastra, dove a causa del terremoto ha dovuto trasferire il laboratorio nel garage, luogo dove hanno trovato riparo in pieno sisma anche genitori. “Purtroppo il terremoto ha condizionato la produzione – dice Francesco Fede – in quanto c’è stato un periodo nel quale non si poteva tornare in casa, perché il sisma era una cosa brutta e devastante. Non si poteva lavorare assolutamente, perché non c’erano proprio le condizioni, sia ambientali, sia emotive; era una tragedia dietro l’altra. Poi mi sono rimboccato le maniche e dopo qualche giorno ho ricominciato a lavorare, perché la gente aveva fatto degli ordini ed era giusto che li rispettassi, poi anche per tornare alla normalità”.

I disagi a Fiastra e nelle frazioni sono stati tanti, già a cominciare dalle scosse del 24 agosto che hanno fatto fuggire diversi turisti. Profondamente segnato il centro del paese ed alcune zone periferiche come la scuola, che era stata inaugurata pochi anni fa. “Per alcuni giorni sono mancati gas e luce e ci siamo trasferiti prima nel centro sociale, poi abbiamo comprato una roulotte - aggiunge Fede – i locali di casa adibiti a laboratorio non avevano vie di fuga. Le scosse facevano paura ed era difficile mettersi al riparo in tempo. La casa non ha subìto grossi danni, ma non c’erano le possibilità per continuare a viverci e lavorare, cosicché ci siamo trasferiti fuori e nel garage che è in cemento armato. Inoltre per un po’ di tempo, anche i corrieri per la fornitura del materiale non potevano raggiungere Fiastra per le case a rischio di crolli lungo le strade di accesso al paese”.

Il giubbino anti-zanna è una creazione particolare, soprattutto quello fatto in casa, perché viene realizzato, tutto a mano. “L’idea del giacchetto è stato un frutto della mia passione – prosegue Francesco Fede – in quanto la mia seconda passione oltre al calcio era la caccia, soprattutto quella al cinghiale e siccome avevo ed ho tuttora dei cani da cinghiale, ho pensato a come proteggerli, in quanto sappiamo che i cinghiali sono pericolosissimi e molto spesso i cani vengono uccisi nella lotta. Per questo ho pensato ad una protezione dagli attacchi. L’attività sta riscuotendo un grandissimo successo, al di là delle mie aspettative - aggiunge Fede – i clienti sono molto contenti del prodotto e con l’entusiasmo e la voglia che ho cerco di migliorarlo di volta in volta”.

Nel giro di poco tempo e attraverso i canali giusti, tra cui fiere e l’online, il giacchetto sta affermandosi non solo dentro i confini nazionali. “Questo prodotto sta riscuotendo grande successo in Italia - continua Fede – perché ci sono tantissimi cacciatori di cinghiali, ma anche all’estero. Ho venduto molti giubbetti anche in Francia ed in altre parti d’Europa, come ad esempio in Cecoslovacchia dove c’è stato un buon riscontro. Comunque il 90% del mercato è in Italia. Nelle Marche il giubbino anti-zanna costituisce ancora una novità assoluta, perché c’è una cultura diversa rispetto ad altre regioni. Quest’anno anche molti cacciatori marchigiani hanno risposto bene all'acquisto di questo prodotto rispetto alle altre regioni, ma sta comunque salendo ovunque”.

Quello che riesce a far breccia nel pubblico, è il fatto della realizzazione manuale e artigianale. E’ come avere il sarto per il proprio cane, oltre alla garanzia sui materiali utilizzati per le sue componenti. “Rispetto ad altri produttori – continua Fede – io realizzo il giubbino su misura e artigianalmente. Mi faccio mandare le misure del cane, oppure per i più vicini vengono direttamente e gliele prendo a casa, poi lo produco come faceva il vecchio sarto di una volta. Il vero cuore del giubbetto è l’interno che è composto da uno strato di Dynafelt, un materiale antisfondamento usato di recente anche per i giubbotti antiproiettile in dotazione alle forze dell’ordine. E’ un prodotto eccezionale che i denti e la forza del cinghiale non riescono a superare. Per il resto il giubbino è composto da due cordure resinate, per uno strato interno e uno esterno antipioggia, fatte apposta per evitare infiltrazioni di acqua. Oltretutto le cordure sono fatte per durare più a lungo possibile”.

La fantasia dell’imprenditore-calciatore si è distinta in questo caso ed è piaciuta per l’aspetto estetico, quello del colore del giubbetto. “Il colore varia a seconda della richiesta del cliente – afferma Fede – c’è chi lo vuole più o meno colorato. Però diciamo che di solito i colori che vanno per la maggiore sono quelli giallo e arancio ad alta visibilità, poi si possono fare anche verdi, neri, ma rischiano di confondersi con la vegetazione e quindi più pericolosi all’interno della macchia. Il nuovo giubbetto che ho inventato io è stato il bicolore, metà giallo e metà arancio, che dentro ill bosco ti permette di riuscire a capire la direzione del cane e quindi della preda."

Trattandosi di un articolo realizzato esclusivamente a mano e su misura, la produzione è limitata anche per il tempo che richiede il suo confezionamento. “Ne faccio parecchi, ma non tantissimi – precisa Fede - perché li realizzo tutti a mano e perciò ci vuole più tempo rispetto ad una fabbrica. Non ho una scaletta giornaliera, quello che riesco a fare di volta in volta e lavorando spesso dalle ore 6 alle 22 a seconda degli ordini. Molto spesso lavoro anche il sabato e la domenica. La realizzazione di un giubbino dipende da tante cose, a cominciare dalla grandezza del cane, per uno ci vogliono circa 3-4 ore di lavoro. Si tratta di un lavoro duro, che richiede molta precisione e attenzione, perché è fatto su misura”.

Un lavoro fatto con passione, impegnativo, che deve rispettare delle scadenze. Un sacrificio in più per il giocatore imprenditore di Fiastra, che continua a coltivare anche la passione per il calcio. “Diciamo che il calcio resta una grande passione, ma adesso è il lavoro che viene prima di tutto – conclude Fede – e lo sport mi porta via quelle tre ore a settimana prima di cena e per me è anche uno sfogo da questa attività. Il corso di allenatore è molto impegnativo, ma adesso anche la caccia è finita ed avendo meno caos col lavoro riesco a conciliare le due cose, anche se è molto faticoso”.








Questo è un articolo pubblicato il 02-02-2017 alle 11:38 sul giornale del 03 febbraio 2017 - 8904 letture

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