La famiglia dell'assessore Potentini lasciata senza luce da Eni e Enel: "Costretti a sfollare a Macerata"

Roberto Potentini 3' di lettura 03/02/2017 - Ha dell'assurdo quanto successo nelle ultime ore all'assessore del Comune di Matelica Roberto Potentini ed alla sua famiglia.

A raccontare quanto successo è proprio Potentini: "Il 2 febbraio alle ore 11.30 nella mia abitazione in campagna vocabolo San Venanzo a Matelica non c’è più energia elettrica - spiega Roberto - Aspettiamo un’ora poi verifico nel contatore che compare la dizione “Cessata”: telefono a Enel Distribuzione e mi comunica che loro hanno staccato definitivamente la corrente su mandato del mio fornitore di elettricità ENI. Perché? Le bollette sono tutte pagate con addebito automatico in banca. Risulta, dopo 4 ore di numeri verdi, che io ho chiesto il distacco. Vero, ma non in vocabolo San Venanzo ma in un mio appartamentino in centro storico sempre di Matelica corso Vittorio Emanuele in quanto reso inagibile dal terremoto e su richiesta telefonica di ENI stessa."

Un evidente scambio di indirizzi che provocherà non pochi problemi alla famiglia Potentini. "Dopo altre ore di ricerca e una corsa al punto ENI di Fabriano - prosegue l'assessore - risulta che non si sa chi ha incrociato l’indirizzo di Corso Vittorio Emanuele con il numero del contatore (POD) di San Venanzo. Peraltro nel precedente fornitore, questo errore non era presente, per cui è evidente e deduco che l’errore l’ha fatto ENI nel leggere le precedenti bollette fornite per procedere alla migrazione. Evidenziato l’errore, nessuno, né ENI, né Enel Distribuzione ha trovato il modo di bloccare il processo di distacco avvenuto in modo elettronico (con i nuovi contatori non occorre muoversi dagli uffici per dare o togliere corrente), quindi una famiglia con 3 bambini di 4, 6, 7 anni di cui uno con bronchite, dopo 12 ore di freddo e al buio sono dovuti sfollare a Macerata a casa di parenti."

"Lo scandalo è che nessun dirigente ha mostrato interesse al problema, Enel Distribuzione ha staccato un contatore corrispondente ad un altro indirizzo e si è assolutamente disinteressato (chiesto per cortesia di verificare la tracciabilità della comunicazione per evidenziare tra distributore e fornitore l’errore, ma richiesta maleducatamente negata)" spiega ancora Roberto.

L'ultima comunicazione dell’operatore ENI a Potentini è la seguente: “Deve rifare un contratto, con relative spese di allaccio, e se ne parla tra 15 giorni forse”. Una situazione paradossale.

"Quindi: una casa inagibile da terremoto, la seconda agibile con provvedimenti, ma la mia famiglia rimane sul posto comprando, a proprie spese una roulotte, parcheggiata fuori della casa, ma comunque allacciata con la corrente per il riscaldamento, l’illuminazione e l’acqua calda - afferma Potentini - Roulotte dove dormire per superare il trauma dei bambini, ma anche questa è resa inutilizzabile. I bimbi mi dicono che “Enel Distribuzione ed ENI sono ancora più cattivi e potenti del terremoto” e rifiutano aiuto ad una famiglia con 3 minorenni lasciando, per errore, senza corrente una civile abitazione per un periodo indefinito, e quindi anche la roulotte, a fronte di bollette tutte sempre pagate. Dove non potè il terremoto - conclude Roberto - poterono Enel Distribuzione ed ENI."






Questo è un articolo pubblicato il 03-02-2017 alle 12:16 sul giornale del 04 febbraio 2017 - 1802 letture

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