Pedemontana, il comitato: "Chiediamo la revisione del progetto, così è una cattedrale nel deserto"

Lavori in corso - 550 11/06/2017 - Dopo gli incontri pubblici di venerdì 9 giugno promossi dal Comitato Pedemontana per incontrare la popolazione, invitando le Autorità Comunali a partecipare, Matelica inizia a comprendere e ad essere consapevole del danno ambientale ed economico che deriverà dalla realizzazione del progetto esecutivo della strada “Pedemontana”.

In tanti infatti hanno preso parte ai due incontri di cui il primo alla presenza del Sindaco Delpriori, volto proprio ad informare la cittadinanza, sulle poche certezze e sulle tante lacune di un progetto, non ancora disponibile neanche alle Autorità. L’assenza totale di ogni possibile forza politica all’incontro, ci fa capire purtroppo che verso la tutela ambientale e del territorio, i vari partiti e movimenti si fanno belli solo in campagna elettorale, restando evidentemente incollati ad altri interessi nel resto del tempo. Al contempo però, l’attiva partecipazione alle nostre assemblee del sindaco Alessandro Delpriori e dell’assessore all’agricoltura Roberto Potentini, ci ha dato coraggio e speranza, dimostrando comunque l’intenzione di chi governa la città, di tenere nel dovuto conto non solo gli interessi della politica ma anche e soprattutto quelli della Comunità.

Da venerdì è più chiaro a tutti che non ci sia stata alcuna trasparenza e pubblicità per il progetto che secondo quanto ricostruito dal Sindaco ha subito alterne vicende nel corso degli anni. Il progetto iniziale risalirebbe infatti agli anni ’70 e ben altro era il tracciato, poi inseguito a diverse fasi di riprogettazione, senza che venissero fornite adeguate motivazioni, si è arrivati all’individuazione dell’attuale tracciato. Tra il 2010 ed il 2012 vengono infine apportate ulteriori varianti del tratto in galleria, di cui nessuno è stato informato né la popolazione, né tanto meno i proprietari dei terreni interessati. Il terremoto che ha colpito l’area del cratere risulta inoltre esser stato il passpartout, un acceleratore, per far approvare in velocità tutto il tracciato, facendo prevalere i criteri di urgenza e di economicità su quelli di equità, rispetto ambientale e tutela della fragile economia agroalimentare e vitivinicola che risulta essere attualmente l’unica risorsa di una Comunità che cerca faticosamente di conquistarsi un posto di eccellenza tra i prodotti di alta gamma del made in Italy.

La Pedemontana che nasceva come infrastruttura voluta per “catturare valore”, in grado cioè di produrre una ricchezza nella popolazione residente pari al proprio costo (220ml di euro) in un periodo, 30 anni fa, in cui la vallata presentava una alta densità di piccole e medie imprese che caratterizzavano il modello marchigiano, oggi fornirebbe invece un enorme investimento in infrastrutture al momento di utilità quasi inesistente.

Quest’opera dallo sbancamento ambientale faraonico, oggi si rivela una cattedrale nel deserto, un’opera oramai senza una reale finalità, dopo la chiusura dei grossi poli industriali della zona e di tutte le imprese satelliti. Inoltre verrebbero meno proprio per motivi di economicità, quei criteri di rispetto ambientale quali il basso impatto visivo in galleria, la scelta del percorso meno impattante con le colture ad alto valore e la difesa dell’habitat che caratterizza la nostra vallata. Il passaggio in superficie, l’assenza di qualsiasi criterio di rispetto ambientale e dell’impatto visivo saranno l’ultimo definitivo colpo inferto a chi avesse investito sull’ambiente e sul territorio.

Non è chiaro chi abbia firmato l’autorizzazione della distruzione delle aree archeologiche disseminate lungo il percorso di cui sono ben informati gli Archeoclub locali, né chi abbia autorizzato l’estirpazione di 140 querce per cui fino a ieri era necessaria l’autorizzazione delle Guardie Forestali anche solo per rimuovere un ramo che risultasse pericoloso per la pubblica via. Ci si chiede perché nessuno abbia quantificato i danni economici che sarebbero derivati da questa strada, costruita oggi in base a quanto era adeguato per 30 anni fa, senza neanche tener conto della perdita di lavoro nel settore agricolo del turismo e delle attività ricettive, in un’area già colpita dalla crisi del 2008, dal bail in di Banca delle Marche e infine da un sisma, che ha fiaccato e messo in ginocchio le ultime capacità di resistenza di questa popolazione che non ce la fa a rialzarsi.

Un amministratore illuminato avrebbe a nostro avviso dovuto rivedere il progetto adattandolo alle sopraggiunte esigenze della popolazione, se il risparmio era il criterio da seguire, doveva essere perseguito laddove l’opera risultasse inutile e si potesse provvedere con un intervento sostanziale sull’attuale percorso viario come nel caso del tratto di Colle delle Pere (strada tra Matelica e Castelraimondo, ndr), invece di devastarlo con un reticolo di strade inutili come nell’attuale progetto. Il Comitato non vuol bocciare il progresso e lo sviluppo, se la strada è ciò di cui i Matelicesi ritengono di aver bisogno per ripartire, ma chiedere la revisione e un ripensamento oculato dell’intero progetto viario che questa volta tenga conto dei criteri e dei principi, costituzionalmente protetti dell’ambiente, dei beni archeologici e del lavoro.

Troppi i dubbi e le domande rimaste senza risposte emerse nel corso degli incontri e inquietante l’enorme accelerazione dei lavori in assenza anche di una chiara risposta sulla fase in cui si troverebbe il progetto, il lotto 2 che interessa Matelica sebbene sia stato ufficialmente definito come ancora in fase di progettazione esecutiva, mentre in documenti pubblici risulterebbe invece già esecutivo. Proprio per difendere i diritti di chi abita e dei giovani che decideranno di rimanere a vivere in questa vallata, porteremo avanti la nostra azione tutti insieme cercando nel contempo di informare fino a quando questo progetto assurdo possa essere sostituito almeno da un progetto ragionevole, rispettoso di quei principi basilari e inviolabili sanciti dalla nostra Carta Costituzionale che in seguito alle vicissitudini del sisma, sembrano essere venuti meno.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2017 alle 13:07 sul giornale del 12 giugno 2017 - 1964 letture

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