Due scosse di terremoto a Caldarola

3' di lettura 25/08/2017 - Una prima scossa nella mattinata ed una seconda nel pomeriggio. Entrambe di lieve intensità rispetto a quelle dei mesi scorsi, ma comunque percepite distintamente dalla popolazione.

Il terremoto torna ad avere epicentro nell'entroterra maceratese, precisamente a Caldarola, con scosse di magnitudo 3.3 (alle ore 5 e 44) e 3.5 (alle ore 17 e 32). Il primo si è verificato ad una profondità di soli 8 km, mentre il secondo a 9 km. Non si registrano danni a persone o cose. Tra le due anche un evento sismico di magnitudo minore (2.5) alle ore 7.22.

Sulla scossa della mattinata è intervenuto con un lungo post su Facebook il sindaco di Camporotondo e geologo Unicam Emanuele Tondi. "Non è il primo che si verifica in questa zona e subito dopo, alle 7:22, ce ne è stato un altro di magnitudo 2,5 - ha scritto Tondi - Come si può vedere dalla mappa (nella foto sotto), l’epicentro non ricade all’interno della zona destabilizzata dagli eventi di fine ottobre 2016 e quindi non sono considerati aftershocks o, più comunemente, terremoti di assestamento. Essendo tuttavia la zona molto vicina, non si può escludere che i forti eventi degli ultimi mesi ne abbiano anticipato la genesi."

Il sindaco allega poi un'immagine con un grafico delle scosse registrate a Caldarola dal 1700 in poi. "Nel grafico sono riportate le Intensità (danni) risentite a Caldarola dal 1700 in poi. Come si può vedere, terremoti locali di modesta magnitudo (stimata tra 4,5 e 5,0) si sono verificati nel 1921 e 1936. Terremoti generati da faglie piccole (1000 volte più piccole di quella del Monte Vettore-Monte Bove), che non arrivano in superficie e di cui l’Italia è piena. A Caldarola e nei Comuni vicini - aggiunge Tondi - i danni provocati dagli eventi del 1921 e 1936, sul costruito dell’epoca, sono stati simili o leggermente minori di quelli generati dai terremoti di fine ottobre 2016. Diverso il discorso del terremoto del 1799, con un’area epicentrale non ben definita e con danni notevoli avvenuti in un’area ampia che da Sarnano, a sud, si estende fino a San Severino, a nord e a Camerino ad ovest. Anche in questo caso, il terremoto è stato generato da più faglie minori, ripetuti eventi che nel complesso hanno generato danni diffusi e poche, pochissime, vittime."

"Precisiamo che non c’è mai stato un vulcano a Caldarola - continua il geologo - A Garrufo (tra Caldarola e Camporotondo) ci sono fenomeni geologici, tipo vulcanelli di fango e sinkhole (buche), legati alla circolazione delle acque sotterranee. Considerazione personale: poiché le accelerazioni al suolo legate ai forti eventi dei mesi scorsi hanno raggiunto quelle massime possibili per l’area, almeno sulla base della Carta di Pericolosità Sismica nazionale, gli edifici attualmente agibili e non danneggiati non devono temere l’occorrenza di eventuali (ma speriamo comunque di no) terremoti generati da piccole faglie locali."


di Grazia Tuderi
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Questo è un articolo pubblicato il 25-08-2017 alle 18:41 sul giornale del 26 agosto 2017 - 4328 letture

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