Tapanelli sulle Sae a Camerino: "Dimettiamoci tutti"

2' di lettura 19/03/2018 - Qualche giorno fa è uscito l’ennesimo articolo sui media locali, quelli nazionali non si interessano più del caso, sul cronoprogramma della consegna delle SAE nel maceratese.

A ragion veduta, in questa breve frase, ci sino almeno due grosse contraddizioni. Quasi due figure retoriche. Due antifrasi. La prima è contenuta nella esplicitazione stessa di cronoprogramma. Dal sito www.treccani.it ne esce questa definizione: “programma che prevede le date di scadenza per ogni singola fase della realizzazione di un progetto”. Il programma effettivamente c’è, ma niente dice sulle scadenze e sulle fasi di realizzazione, tanto sono labili e ballerine le indicazioni ivi contenute.

Un programma ad minchiam, direbbe Franco Scoglio.

La seconda la possiamo estrapolare dall’acronimo SAE. Un bell’acronimo è sempre chic e non impegna. Tuttavia, a prova di ignorante, parliamo di Soluzioni Abitative in Emergenza. Ora, qui l’antifrasi rasenta la presa per i fondelli. Forse la supera. Niente soluzioni, anzi! Non ci sono neanche le abitazioni.

Dulcis in fundo, a quasi tre natali dal sisma, faccio la profezia che qualche terremotato non vedrà la SAE neanche con Babbo Natale targato 2018, parlare di emergenza diventa un cicinino surreale. Ecco, di queste due figure retoriche, a Camerino, ne abbiamo la più completa e lapalissiana mise en place.

C’è chi dice 311, qualcun altro 314, non si sa bene neanche quante siano queste SAE, ma sta di fatto che sugli alloggi emergenziali, a Camerino, nessuno sa che pesci prendere. Salvo le doverose, da minimo sindacale, proteste ed interrogazioni di noi della minoranza, nessuno apre bocca; né per questa né per le altre problematiche in sospeso: dalla nuova scuola fino al futuro centro commerciale.

Sicuramente le carte, così si dice in gergo, saranno in ordine. Le procedure stanno camminando secondo normativa. Di questo non ho alcun dubbio. Ma alla fine ci troveremo a dire: “l’operazione è riuscita perfettamente, ma il paziente è morto”. Faccio, a questo punto, una proposta ai colleghi di maggioranza e minoranza.

Dimettiamoci, in blocco, tutti. In questo modo il Governo sarà costretto a mandare un commissario, nel selvaggio far est, e toccare con mano la realtà in cui molti amici terremotati vivono. Facciamolo, insieme, per protestare ad alta voce; per sottolineare che l’amministrazione non può e non deve essere complice di antifrasi così grandi. Facciamo, tutti insieme, un po’ di politica e lasciamo stare le carte, i protocolli e i commi bis.


   

da Pietro Tapanelli
Sindaco di Sefro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2018 alle 09:43 sul giornale del 20 marzo 2018 - 1269 letture

In questo articolo si parla di politica, camerino, tapanelli

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