L'appello del sindaco di Camerino: "Rivedere cratere per avvantaggiare tutti i comuni, ci aiutino le università"

Gianluca Pasqui 2' di lettura 07/04/2018 - Prendendo in prestito le parole di un vecchio detto, ribadite anche di recente dall'arcivescovo Brugnaro – durante l'omelia per la commemorazione dei trent'anni dal sacrificio dei due carabinieri Corinto e Chiarelli – non posso che sottolineare a gran voce che “il futuro è adesso, e non esiste futuro senza presente”.

Bene quindi i progetti a lungo raggio per la rinascita del nostro territorio martoriato dal sisma, bene le iniziative come quella che si è svolta sabato mattina all'Università di Camerino, promossa dal Consiglio Regionale delle Marche, che ha presentato i primi ed interessanti risultati della ricerca “Nuovi sentieri di sviluppo dell'Appennino marchigiano dopo il sisma”, alla quale hanno collaborato tutte e quattro le università delle Marche e che può costituire un punto di partenza per una progettualità condivisa (leggi). Ma non possiamo pensare di programmare il futuro se, prima di tutto, oggi non mettiamo delle basi solide e concrete al nostro presente, così come non si può costruire nessuna casa senza fondazioni.

Ed è soprattutto alla luce di quanto detto dal presidente del Consiglio Regionale, Antonio Mastrovincenzo, il quale ha sottolineato la profonda eterogeneità del cratere sismico, sotto molti profili, e la possibilità di differenziarlo, articolandolo sulla base di zone a diversa intensità di danno e di necessità, che rivolgo un invito agli attori principali degli studi presentati: gli atenei marchigiani.

Siamo ormai tutti d'accordo che il vero punto di partenza su cui basare la ricostruzione reale del nostro territorio sia quello di andare a rivedere il cratere, a dividerlo secondo fasce di danno che permettano puntualità degli interventi. Non possiamo che farlo sulla base di numeri, di dati reali che ci permettano una classificazione da valutare attraverso indicatori concreti. L'invito che ho rivolto loro anche sabato mattina, è quello di andare a studiare in termini scientifici un piano che possa definire con oggettività massima gli effettivi livelli di danno e quindi le reali necessità da supportare all'interno di tutto il territorio compreso nel cratere. Voglio infatti precisare che queste parole non sono ad escludere nessun comune che è stato toccato dal terremoto, ma anzi ad avvantaggiarli tutti, nel senso che ciascun Comune avrà in termini scientifici e quindi concreti, quello che gli spetta dalla ricostruzione.

Purtroppo ancora oggi, a quasi due anni dal primo grande evento distruttivo, stiamo ancora parlando di come poter affrontare questa fondamentale problematica. È ora di fermare le parole e di dare spazio ai fatti.


   

da Gianluca Pasqui
Vicepresidente del Consiglio Regionale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2018 alle 13:51 sul giornale del 09 aprile 2018 - 1015 letture

In questo articolo si parla di politica, camerino, Gianluca Pasqui

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