Fanelli sulla struttura donata dall'ADA a Camerino: "E' inutilizzabile, ennesimo esempio di come perdere opportunità"

Marco Fanelli 4' di lettura 24/05/2018 - Il 18 luglio del 2017 veniva inaugurato a Camerino il nuovo centro sociale polivalente realizzato in tempi record grazie alla donazione dell'Ada, l'associazione per i diritti degli anziani.

Come ogni inaugurazione che si rispetti è stato fatto il taglio del nastro ed una bella festa con tanto di spettacolo musicale finale e scambio di convenevoli tra tutti i presenti che si dichiaravano soddisfatti del risultato ottenuto (leggi). La struttura, situata in via Vaccolini, nel quartiere Vallicelle, come spiegato dallo stesso Presidente dell’ADA è stata realizzata grazie ai proventi del 5x1000, in collaborazione con la Uil, che è riuscita a regalare ai camerti un punto di aggregazione sicuro e adatto ad ospitare qualsiasi tipo di iniziativa. Lo stesso Presidente dichiarava: “Questo è un centro dalle mille possibilità di utilizzo e incontreremo le persone di questo quartiere per capire cosa serve. Non diventerà una cattedrale nel deserto ed anche quando Camerino sarà ricostruita lo spazio inaugurato oggi potrà essere usato diversamente. Ci affideremo inoltre all'Ada di Camerino per tenerlo aperto 7 giorni su 7".

Nella realtà però, la struttura è stata aperta solo il giorno dell’inaugurazione, perché da quel giorno, ormai pertanto da 10 mesi è rimasta sempre chiusa. Molti si sono chiesti quali fossero i problemi, ma l’amministrazione Comunale, come spesso accade, non ha mai dato una spiegazione ufficiale del perché quella struttura, a dieci mesi di distanza dall’inaugurazione, non fosse mai stata aperta. Dopo una breve ricerca ho scoperto che quella struttura è di fatto inutilizzabile allo scopo, perché Terna, il gestore della rete di trasmissione italiana in alta tensione (elettrodotti), ha precisato che le opere non sono compatibili con le linee elettriche presenti, in particolare non viene rispettata la vigente normativa in materia di distanze tra edifici, opere di urbanizzazione e linee elettriche e la norma relativa ai limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromegnetici.

Con una procedura del tutto inusuale, come spesso accade a Camerino, la donazione è stata discussa in consiglio dopo che le opere erano state già realizzate e pure inaugurate (in realtà si sarebbe dovuto fare prima). Il protocollo di intesa con ADA è stato infatti approvato nel consiglio Comunale n. 42 del 28/9/2017, occasione nella quale anche io ho votato favorevole. Prima di votare tuttavia, così come risulta dal verbale, chiesi se erano stati valutati gli aspetti riguardanti la presenza dell’elettrodotto.

Mi è stato risposto che erano stati già oggetto di valutazione e che l’immobile risultava fuori dal campo di azione dello stesso. Oggi posso dire con certezza che quella era una bugia perché la richiesta è stata fatta al gestore Terna qualche giorno dopo il consiglio e si è scoperto che quella costruzione non è utilizzabile perché non a norma. Mi dispiace per tutti quelli che donando il loro 5 per mille pensavano di fare qualcosa di buono e di utile per gli abitanti di Camerino ai quali sicuramente avrebbe fatto molto comodo poter disporre di un punto di aggregazione.

Mi chiedo se Graziano Fioretti della Uil Marche, Nirvana Nisi presidente Ada Marche, Alberto Oranges presidente dell'Ada, Romano Bellissima, segretario Uil Pensionati e Carmelo Barbagallo, segretario generale sempre della Uil, presenti all’inaugurazione, siano stati informati della situazione reale e se si ritengono soddisfatti. Sull’operato dell’amministrazione comunale non vi è nulla da dire, se non che siamo di fronte all’ennesimo esempio di come perdere opportunità, il tutto semplicemente per voler continuare a prendere le decisioni dentro una stanza senza farne partecipe nessuno.

Non è un caso se negli altri comuni, dopo il terremoto, i cittadini sono rientrati già tutti da un pezzo, se le messe in sicurezza procedono a lumaca e se per riaprire via Parisani ci abbiamo messo un secolo. Non è un caso se da altre parti le scuole donate sono già state realizzate ed inaugurate ed invece noi ce le siamo fatte sfuggire (vedi donazione Merloni) e quelle dello Stato sono state bloccate per inadempimenti a livello Comunale. Non è un caso se i commercianti negli altri comuni hanno già tutti una sistemazione dignitosa e se i nostri sono ancora sotto una tenda, così come non è un caso che i nostri uffici Comunali non abbiano ancora trovato una sistemazione degna e si trovano in parte anche su immobili che non rispettano i parametri della normativa antisismica. Per non parlare delle mancate demolizioni che ci hanno resi famosi in tutto il cratere. La cosa che mi dispiace di più è che a rimetterci è sempre e comunque la città.


da Marco Fanelli
Consigliere Comunale Camerino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-05-2018 alle 12:48 sul giornale del 25 maggio 2018 - 1745 letture

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