Esche avvelenate a Matelica, il sindaco: "Il responsabile si costituisca prima che la sua posizione si aggravi"

Delpriori 2' di lettura 26/05/2018 - Più di un cittadino e anche i servizi sanitari preposti (che con gli organi di polizia sono già al lavoro) ci hanno segnalato la presenze di esche avvelenate e questa volta in giardini privati.

L’atto in sé configura gravi reati penalmente perseguibili e prima che la posizione si aggravi invitiamo la persona autrice del gesto a costituirsi presso gli enti di polizia locale, anche perché le autorità locali faranno di tutto per arrivare all’esecutore materiale del vile gesto.

La fattispecie del reato, infatti, è normata dagli Artt. 544 bis e 544 ter del codice penale e prevedono una pena fino a 18 mesi di reclusione. La Città di Matelica come da regolamento sulla tutela per gli animali promuove rispetto e tolleranza verso tutti gli esseri viventi e in particolare verso le specie più deboli al fine di favorire una corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, quindi tale gesto è un delitto verso tutta la città ed è da ritenersi un atto ostile verso lo sviluppo della persona umana ed un atto di discriminazione verso i possessori di animali.

Si contrasta in modo palese con l’articolo 2 della costituzione che riconosce la libertà di ogni cittadino di esercitare in modo singolo o associato, le attività connesse con l’accudimento e la cura degli animali. Tutti questi concetti sono espressi nel nostro regolamento comunale per la tutela degli animali, ma per far si che ciò non rimanga lettera morta si invita la cittadinanza tutta a denunciare qualsiasi atto vile che possa attentare alla salute pubblica di persone ed animali, entrando in questo caso anche nel privato.


da Alessandro Delpriori
Capogruppo di "Per Matelica"





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2018 alle 18:10 sul giornale del 28 maggio 2018 - 3468 letture

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