Lavori sulla SP136 tra Castelsantangelo e Castelluccio, il parco: "Nessun diniego alla richiesta"

04/07/2018 - Si è tenuta martedì pomeriggio, a Castelsantangelo sul Nera, una riunione operativa che ha individuato una soluzione condivisa tra Ente Parco, ANAS, Protezione Civile, Provincia di Macerata e Comune di Castelsantangelo sul Nera per l’avvio dei lavori di ripristino della strada provinciale SP 136 “Pian Perduto” che collega Castelsantangelo, e dunque la provincia di Macerata, a Castelluccio di Norcia.

Tutti gli intervenuti hanno dovuto riconoscere che il Parco ha sempre avuto un atteggiamento estremamente collaborativo ed ha risposto in tempi celerissimi e che, dunque, eventuali ritardi nell’avvio dei lavori non sono e non possono essere ad esso ascrivibili. “Le nostre non sono decisioni dettate da pregiudizi” ci tiene a precisare il presidente del Parco, Oliviero Olivieri (nella foto).

“Chi afferma che prendiamo le nostre decisioni per dispetto, se ne assume le responsabilità. Conosciamo bene l’importanza ed il valore strategico dei lavori di ripristino della SP 136. Siamo abituati a studiare le carte e a cercare soluzioni. Ed è quello che abbiamo fatto anche in questo caso, tra l’altro tenendo sempre aggiornato il Sindaco di Castelsantangelo sugli sviluppi della vicenda e collaborando fattivamente, come dimostra l’incontro di ieri pomeriggio convocato proprio per individuare insieme alternative realistiche. Per questo stupisce l’aver appreso dalla stampa nei giorni scorsi dichiarazioni volte a screditare pretestuosamente l’ente che rappresento. Il Parco - prosegue Olivieri - ha approvato nel luglio 2017 un progetto dell’ANAS che prevedeva la realizzazione del cantiere lungo la strada senza occupazione di altri spazi. Successivamente è arrivata una richiesta per un nuovo cantiere e per un campo base con 19 containers localizzati in zona 1 del parco a Spina di Gualdo, non solo dormitori ma anche uffici e refettorio. Il Parco non ha dato alcun diniego alla richiesta, ma ha risposto evidenziando la diversità con il progetto iniziale e segnalato che la localizzazione era situata in area sensibile poiché ricadente in zona 1 “area interna” in cui prevalente è l’interesse di protezione ambientale di cui al DM 03/02/1990 che stabilisce la perimetrazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini".

"Inoltre, relativamente alla tempistica, poiché s’imputano troppo spesso al Parco ritardi nelle valutazioni, segnaliamo che i progetti e le varianti per il ripristino della strada in oggetto sono stati valutati in tempi strettissimi una volta presentati in sede di conferenza dei servizi. In ogni caso - conclude Olivieri - possiamo dire che, grazie alla intelligenza e alla buona volontà di tutti gli intervenuti, si è deciso di situare il cantiere e il campo base in zona 2, un’area meno sensibile in cui è consentito allocare container per un periodo temporaneo”. Quello che servirà appunto a rendere possibile i lavori per il ripristino della strada SP 136.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2018 alle 18:56 sul giornale del 05 luglio 2018 - 375 letture

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