Al via il primo festival di turismo responsabile in Italia: prima tappa a Ussita e Fiastra

3' di lettura 16/04/2019 - Conto alla rovescia per il via del primo Festival di Turismo Responsabile in Italia, realizzato in 15 tappe fra città e territori attraverso un tema cardine da cui partire e riflettere: RESTANZA, termine nato dall’antropologo Vito Teti e tema nazionale di IT.A.CÀ 2019.

Da un lato il fenomeno dei piccoli centri italiani che nonostante lo spopolamento massiccio, mostrano il coraggio di reinventarsi e creare nuove opportunità di accoglienza, dall’altro una rete di persone che compie ogni giorni grandi sforzi per dar luce al fenomeno, presidiando i territori e mostrando tutto il senso di solidarietà diffusa e di quell’appartenenza che lentamente sembrerebbe scomparire, ma che invece esiste, pulsa e vuole emergere con tutta la sua forza.

Tante le novità di quest’anno, in primis la scelta significativa di cedere la palma di apertura a due realtà colpite dai terremoti 2016/2017, Ussita e Fiastra, all’interno del Parco Nazionale Monti Sibillini, tappa che dal 25 al 28 aprile lancia la rassegna in nazionale. La prima edizione di IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini nasce dall’incontro tra il cordinamento nazionale di IT.A.CÁ, C.A.S.A. - Cosa Accade Se Abitiamo (Frontignano di Ussita) e Alcina - Centro di Educazione Ambientale (Fiastra), organizzatori del festival, con il patrocinio del Comune di Ussita, del Comune di Fiastra e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tutto questo è stato possibile grazie al confronto, al supporto e all’impegno di tantissime persone, territori e realtà che credono e vogliono impegnarsi per un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

Da giovedì 25 aprile a domenica 28 aprile Ussita e Fiastra saranno attraversate da quattro giorni di incontri, tavole rotonde, passeggiate, film, documentari, installazioni, lezioni di yoga, letture e mostre su diversi temi legati al turismo sostenibile, insieme a svariate realtà e collaboratori di IT.A.CÀ da tutta Italia. Si parlerà di esperienze di comunità, restanza e resistenza, recupero della memoria storica, responsabilità e beni comuni, ricettività diffusa, spopolamento, terremoto e messa in sicurezza dei territori, cammini e prospettive ad essi legate, comunanze agrarie e margini di rinascita, accoglienza e integrazione, economie possibili, alternative di sviluppo e cooperazione. A dieci anni dal terremoto de L’Aquila non poteva mancare anche un incontro più ampio sulla vulnerabilità sociale e materiale di tutto il Centro Italia.

La Restanza è per gli organizzatori una riflessione collettiva e aperta su come abitare le terre colpite dal sisma, contro l’abbandono e lo spopolamento delle aree interne dell’Appennino Centrale. L’obiettivo è molteplice, ambizioso e sicuramente in prospettiva: riscoprire memorie collettive e tradizioni perdute, far incontrare comunità inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, riflettere su modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, recuperare le identità interrotte, intendere il territorio come bene ma anche come responsabilità comune, rivendicare servizi negati o perduti, ricongiungersi con il ruolo centrale del patrimonio naturalistico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2019 alle 12:14 sul giornale del 17 aprile 2019 - 1023 letture

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