Indagini sulla piscina delle Saline: presentate le memorie difensive. Magistrelli, "Non aspettiamo 10 anni per fare chiarezza"

19/04/2019 - Sono state presentate venerdì mattina in Procura, ad Ancona, le memorie difensive di alcuni degli indagati per la vicenda relativa alla gestione della piscina delle Saline nel periodo successivo l'alluvione del 3 maggio 2014.

La Procura ha infatti notificato gli avvisi di chiusura delle indagini a tredici membri delle Giunte dei due mandati del sindaco Maurizio Mangialardi: quelle del 2010 e quelle del 2015. La chiusura delle indagini sulla vicenda è stata notificata al sindaco Maurizio Mangialardi, agli assessori ed ex assessori Gennaro Campanile, Michela Francesca Paci, Maurizio Memè, Fabrizio Volpini, Stefano Schiavoni, Paola Curzi, Chantal Bombrezzi, Simonetta Bucari, Enzo Monachesi, all'ex presidente Uisp Massimo Tesei e a Nadia Rotatori e Giorgio Gregorini. Gli assessori ed ex assessori sono indagati per abuso d'ufficio per il fatto di aver votato le delibere di Giunta che concedevano la proroga delle convenzioni alla Uisp per la gestione della piscina delle Saline nel 2014-2015.

Nelle memorie presentate venerdì dall'attuale vice sindaco Maurizio Memè e dall'ex assessore Fabrizio Volpini, assistiti dall'avvocato Marina Magistrelli, viene ribadito quando dichiarato fin da subito dal sindaco Mangalardi e dagli assessori stessi. Viene precisato anzitutto che le proroghe concesse riguardavano tutti gli impianti sportivi del Comune e non solo la piscina Saline e che proroghe erano motivate "dalla necessità di operare con rapidità per via della grave situazione di emergenza venutasi a creare a causa della tragica alluvione del 3 maggio".

Viene inoltre sottolineato che il Comune, all'epoca dei fatti, sotto il Governo Monti, si trovava in esercizio provvisorio e comunque non avrebbe avuto a bilancio le disponibilità economiche per organizzare e pianificare i bandi per tutte le strutture sportive, dovendo concentrare le poche risors disponibili per risollevare la città dai danni provocati dall'alluvione. La tesi difensiva ribadisce che le delibere contestate erano corrette e regolari, sia da un punto di vista formale che tecnico essendo anche corredate dai pareri favorevoli dei dirigenti amministrativi.

“Spero davvero che non si debba attendere 10 anni -ha commentato l'avvocato Marina Magistrelli, accompagnata dall'avvocato del suo studio Giulia Marinelli- per vedere riconosciuta la totale estraneità ai fatti dei miei assistiti che sono e hanno sempre amministrato la cosa pubblica con onestà e correttezza".






Questo è un articolo pubblicato il 19-04-2019 alle 23:55 sul giornale del 20 aprile 2019 - 656 letture

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