Gli albergatori del maceratese si ritrovano per Natale: preoccupa la situazione degli hotel terremotati

5' di lettura 14/12/2019 - Nel tradizionale “Dinner Natalizio” della Federalberghi Macerata, che quest’anno ha fatto tappa all’hotel “La Cantina di Ale” a Recanati, è stato fatto il punto della situazione non solo a conclusione dell’anno in corso per quanto riguarda il settore, ma anche quello generale a tre anni dal sisma che ha colpito profondamente le strutture ricettive dell’entroterra, in particolare quello montano.

La Federalberghi Macerata conta 18 strutture sui centri dei Sibillini danneggiate gravemente dal terremoto e da allora per i titolari non si vede una via d’uscita. Problematiche legate alla burocrazia che rallenta la ricostruzione. “Il nostro territorio e le imprese associate – ha sottolineato nel saluto il presidente di Federalberghi Macerata Massimo Milani – sono sempre impegnate quotidianamente per combattere la lotta serrata e le insidie di un mercato turistico sempre più competitivo, con le incognite legate alla necessità di rilanciare per la Provincia di Macerata una reale attività di ricostruzione, materiale, sociale ed economica legata al sisma. Gli albergatori che sono ancora senza attività da dopo il sisma stanno affrontando queste difficoltà con la solita tenacia ed hanno la nostra solidarietà, ma chiediamo un maggiore impegno, soprattutto alla politica per sbloccare quanto prima la situazione e accelerare la ripartenza”.

“Al settore serve maggiore e tempestiva informazione da affiancare alle imprese per snellire le pratiche burocratiche – aggiunge Milani - ma anche maggiori opportunità di finanziamento. Stiamo lavorando in sinergia con la Confcommercio Marche Centrali per cercare di portare il turismo a livello di qualità importanti e con ritorni economici altrettanto rilevanti per la Regione, grazie in particolare alla promozione e definizione di linee guida per lo sviluppo del settore. Sono stati programmati 3 seminari tecnici in collaborazione con la Confcommercio, che saranno organizzati nel primo trimestre del 2020. Affronteremo tematiche come: il controllo di gestione di un albergo, l’accessibilità intesa come opportunità di sviluppo e un focus specifico sarà su “bike e family hotel”".

Oltre agli operatori di settore, diverse le autorità politiche, istituzionali e delle associazioni di categoria che hanno preso al conviviale di fine anno di Federalberghi. In montagna sui Sibillini la situazione delle strutture alberghiere è drammatica, in quanto quelle danneggiate gravemente sono ancora tutte bloccate. Ancora non si è mosso nulla, è ancora tutto fermo come a tre anni fa. C’era la speranza di una delocalizzazione e riapertura per l’hotel Cristal di Ussita, ma non sembra che potrà riavviare l’attività prima di Natale. “Dopo tre anni è cambiato solo che ci siamo innervositi per la lunga attesa – dice Ortelio Valori titolare dell Hotel Sibilla a Sassotetto di Sarnano - e non si sa entro quale anno si sbloccherà la situazione e torneremo a gestire l’albergo. La nostra struttura è classificata L3 per quanto ci riguarda andrebbe demolita, ma dipende da quanto e quando ci risarciranno. Per noi l’importante è ripartire. Non abbiamo trovato una struttura alternativa adatta per noi per poter delocalizzare l’attività. Abbiamo trovato qualcosa fuori Regione e poi c’era il vincolo per i 9 anni di affitto e ci davano un incentivo di 350.000 euro in base alle metrature. Se poi ritorni nell’albergo tuo devi rimborsare anche la differenza. Attualmente viviamo soltanto con il noleggio degli sci. Mi sono permesso di mettere davanti all’albergo un container rivestito a villetta per il noleggio delle attrezzature invernali, mi hanno contestato anche quello e me lo hanno fatto togliere”.

D’accordo sul fatto di una ricostruzione di nuove strutture e con tutte le nuove normative di sicurezza adeguate al posto. “Certo che è il momento e l’occasione per rinnovare le strutture alberghiere danneggiate, ma comunque va accelerato comunque tutto il sistema di ricostruzione. I tempi sono troppi lunghi a partire dall’esame dei progetti per non parlare poi della realizzazione. Da tre anni a questa parte siamo ancora alla situazione iniziale e l’attesa è snervante”.

In collina nell’entroterra gli albergatori che avevano subito un brusco rallentamento del flusso turistico nell’immediato post sisma, via via hanno ripreso il loro giro di affari e la gente è tornata ad apprezzare la natura e l’enogastronomia tipica del maceratese. “La paura che ha frenato bruscamente il turismo dopo il territorio è andata via via sfumando - dice Paolo Moreni dell’Hotel Ristorante “Il Cavaliere” a Polverina di Camerino – abbiamo proseguito andando avanti con impegno e costanza. Ha ricominciato molto bene il turismo legato alla natura, escursioni, in bici soprattutto e a piedi, legato alla cornice dei Monti Sibillini, molto più attento e sostenibile. Penalizzato fortemente, invece, quello relativo alla cultura, per la chiusura dei siti museali, delle chiese e di conseguenza del salvataggio delle opere d’arte. Ha ripreso invece molto bene il turismo religioso, grazie ai cammini, come quello francescano della marca, lauretano e delle terre mutate, nelle zone montane ha riportato uno spiraglio di luce nel nostro settore. Mentre per la provenienza dei turisti questi sono prevalentemente italiani, gli stranieri per quanto riguarda la montagna sono in leggera ripresa, ma sempre in cifre piccole rispetto alle presenze nazionali”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2019 alle 12:47 sul giornale del 16 dicembre 2019 - 269 letture

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