Lo storico presidente Quadraroli racconta il Camerino: "Gli anni più belli? Quelli dell'Eccellenza e della D"

7' di lettura 13/07/2020 - Con i suoi 30 anni da dirigente, di cui 28 da presidente e due da vice, Domenico Quadraroli, caldarolese di nascita, ma camerte di formazione prima e di adozione sportiva poi, è stato il presidente più longevo del Camerino Calcio e continuerà ad essere parte integrante della società da vice presidente.

Un terzo di storia biancorossa, iniziata a buoni livelli e con un ruolo importante, quello di vice-presidente dell'era Marzufero (la più vincente e dell'allora Polisportiva Camerino), ne fanno una delle figure più importanti della storia calcistica ducale. Il suo ingresso in società avviene nell'aprile della stagione 1991-92, quella che resta una delle pagine di storia più belle dell'era Marzufero, quando il Camerino vince allo spareggio contro la Vis Stella (1-0 al Polisportivo di Civitanova con gol di Malizia) il campionato di Promozione, che aveva visto i biancorossi di mister Mattiacci raggiungere la Vis Stella di Monsampolo del Tronto appena una settimana prima all'ultima giornata al Livio Luzi, grazie al 3-1 in rimonta firmato dalla tripletta di Giampiero Riommi (che rispose a Coccia in rete al 2' di gioco gelando uno stadio Livio Luzi gremito all'inverosimile per una delle partite più memorabili del calcio camerte).

Un Quadraroli che iniziò quindi come portafortuna e che ottenne poi altre promozioni, una Coppa Regionale di Eccellenza, vittorie di campionati di Prima e Seconda Categoria, tra cui va ricordata l'ultima impresa nell'anno del terremoto, quando da un possibile abbandono la squadra si aggiudicò il campionato di Prima Categoria girone C con mister Santoni. Alla lunga, dopo tante vicissitudini degli ultimi anni, Quadraroli ha passato la mano, ma non la sua fede biancorossa. "Ho deciso di allentare l'impegno perché effettivamente non ho più gli stimoli giusti - spiega Quadraroli - ed anche per l'attuale situazione, perché l'impegno di portare avanti una società richiede più dispendio di energie e quindi maggiori difficoltà. Resto sempre come dirigente e cercherò di dare il mio contributo come posso in tutti i modi per sostenere la società e gli altri dirigenti".

In circa 30 anni di dirigenza, per Domenico Quadraroli, come per tanti dirigenti di calcio, ci sono stati momenti belli e meno belli, con il Camerino che in questo terzo di centenario ha vissuto i suoi momenti più belli tornando in Serie D dopo oltre 20 anni, ma allo stesso tempo anche momenti difficili. Alle soddisfazioni si uniscono anche alcuni rimpianti. "Soddisfazioni tante - dice Quadraroli - risultati a parte che nel calcio ce ne sono di tutti i tempi, soprattutto per chi resta nell'ambiente tanto tempo. Pertanto io di questo periodo ho soprattutto ricordi belli, anzi bellissimi, perché al di là dei risultati per me è stato importante conoscere e vivere questo ambiente attraverso tante persone. Il fatto di aver incontrato e fatto amicizia con tanti giocatori, allenatori, dirigenti, ma anche altre persone che gravitano nell'ambiente è stato molto bello ed ancora è vivo in me il ricordo di tutti. I risultati non sono paragonabili al rapporto instaurato con tutte queste persone, in quanto tale situazione è contraccambiata e non si cancella. Se poi vogliamo parlare di risultati, i momenti più belli sono stati degli anni di Eccellenza con la vittoria della Coppa Italia, che ci ha portato a giocare memorabili trasferte come ad Alcamo, Sanremo, Imola, quindi gli anni successivi nel Campionato Nazionale Dilettanti (Serie D), dove ci siamo tolte belle soddisfazioni".

Quadraroli si avvicinò per caso al Camerino e mai avrebbe immaginato di poter scrivere poi la più lunga pagina di storia da dirigente e da presidente della gloriosa società. Tanti i personaggi del calcio camerte hanno contribuito alla sua crescita in ambito sportivo. "Circa 30 anni fa un amico, come l'ex presidente imprenditore Sante Marzufero, mi chiese di dargli una mano - racconta Quadraroli - e vista anche la mia passione del calcio ed il fascino di una società come Camerino, mi spinse a dirgli di sì. Certo che in quel momento mai avrei immaginato di poter arrivare a tanto. E' stata una bellissima esperienza, nella quale sono stato a contatto con grandi personaggi che hanno fatto la storia del Camerino Calcio. Figure come il vice presidente Lodovico Borgiani, il presidente onorario Fausto Tomassini, sono state importantissime in quei primi anni da dirigente, ma altrettanto fondamentali sono stati altri presidenti come Giorgio Bottacchiari. Quindi il prof. Domenico Marchetti, papà di Massimo, presidente e figura importantissime per il nostro settore giovanile, dai quali ho avuto importanti insegnamenti. Uno dei più importanti che è fondamentale, almeno a questi livelli, è che per ricoprire il ruolo di presidente e fare bene c'è bisogno dell'aiuto di tutti in una società, altrimenti con la dittatura non si va da nessuna parte. Poi non posso certo che ringraziare dirigenti come Giulio Mosciatti, Nando Ferretti e Franco Pettinari, con i quali ho condiviso gran parte della mia presidenza, persone che amano e vivono di calcio".

Nel suo trentennio Quadraroli, a differenza di altri presidenti della storia del calcio in generale, non è stato identificato come un camerte dall'ambiente sportivo cittadino, ma il suo cuore ed il suo amore vero verso la società biancorossa sono ancora più grandi della massa critica di sportivi. Contrariamente, visti anche i momenti più critici, è stato proprio il presidente Quadraroli ad evitare grossi rischi alla società, risollevandola a piccoli passi, con una sana e oculata programmazione. Aspetti che vanno oltre alla categoria del campionato ed al blasone storico della stessa società. Per i suoi trascorsi, Quadraroli meriterebbe tanto da parte della città, non solo il riconoscimento di sportivi e addetti ai lavori. "Non mi ha dato mai fastidio sentirmi dire che non ero di Camerino - precisa l'ex presidente - perché come ripeto, da solo non avrei potuto fare niente. A parte il fatto che mi sento in parte camerinese perché a Camerino sono andato a scuola e poi ho frequentato l'università, io ho inteso Camerino non solo come città fine a se stessa a livello calcistico, ma come punto di riferimento per tutto il territorio. Il Camerino ha fatto calcio con tutti i ragazzi del territorio. Sono stati tanti e continuano ad essere molti i ragazzi che iniziano a giocare al calcio a Camerino. Averne avuti tantissimi, che ci hanno dato tante gioie in tutte le categorie è stata per me una grandissima soddisfazione. Ora tutti questi ragazzi, le loro famiglie, i loro amici, sono tutte persone con cui condividiamo la stessa realtà ed incontrarci di volta in volta, ricordando sempre quei momenti è una delle cose più belle. Per cui, ripeto, non mi ha dato alcun fastidio".

Il passaggio del testimone fra Domenico Quadraroli ed il giovane dirigente avv. Enrico Pupilli (attuale e neo presidente) è avvenuto alla fine della stagione, poi quella iniziata è stata interrotta dal Coronavirus. Una botta che nessuno si aspettava e che ha colpito anche lo sport in maniera pesante. Dall'alto della sua esperienza l'ex presidente inquadra così il futuro del calcio dilettantistico minore. "Il calcio minore ha subito una bella botta - dice Quadraroli - in quanto già prima c'erano molte difficoltà ed ora ce ne saranno sempre di più. Difficoltà che non saranno facili da affrontare e non solo economiche. Una cosa che andrà fatta a livello dilettantistico è abbandonare quell'impostazione da semiprofessionismo che ormai è fuori luogo nell'era post-Covid".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 13-07-2020 alle 18:07 sul giornale del 14 luglio 2020 - 512 letture

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