Si è parlato di Giuseppe Piermarini al Foyer del Teatro di Matelica grazie al Lions Club

5' di lettura 29/09/2020 - Nel periodo dell'emergenza Covid- 19, iL Lions Club Matelica,non si è mai fermato, continuando a svolgere la sua missione di servire, con aiuti concreti alle strutture ospedaliere e alle RSA, direttamente impegnate a fronteggiare la pandemia. Solo ora ci si è potuti però ritrovare in una conviviale con finalità culturali, da tempo programmata e finalmente svoltasi al Foyer del Teatro Piermarini di Matelica, incentrata sulla figura dell’architetto Giuseppe Piermarini e il suo tempo.

Relatore della serata, l'architetto Gianluca Pecchia, docente di tecnologia e libero professionista, cui interessi spaziano dall'architettura e l’urbanistica, all'arte contemporanea e ai personaggi che nel tempo hanno reso illustre la nostra Matelica in campo artistico, architettonico e letterario, nonché in ambito industriale e delle tecnologie. Ospite della serata l'Assessore alle finanze economia bilancio e cultura Dott. Giovanni Ciccardini che, rivolgendo il suo saluto ai presenti, ha sottolineato come il teatro di Matelica sia diventata una struttura fruibile per eventi culturali, convegni e manifestazioni globali. La presidente del Lions Club Matelica Maria Gilda Murani Mattozzi ha rivolto il proprio saluto ed il proprio ringraziamento agli ospiti, al relatore e ai soci, Illustrando come i Lions siano presenti in ambito sociale e svolgano concretamente la loro missione di ‘servire nella diversità’, prossimo appuntamento Lions, sarà la realizzazione dell’Aula d’Arte, all’Istituto Comprensivo E. Mattei di Matelica, dove verranno donati 12 tavoli da disegno, che ospiteranno 24 studenti, su richiesta del Dirigente Scolastico, Dr. Andrea Boldrini e di prossima inaugurazione.

L'architetto Pecchia ha proceduto ad illustrare il tema della serata, dal titolo “L'architetto Giuseppe Piermarini e il suo tempo”, accennando ad un auspicabile gemellaggio tra il teatro di Matelica e il teatro Alla Scala Di Milano, uniti in nome dal loro ‘comune progettista’, proposta già caldeggiata dall’illustre scrittore matelicese Libero Bigiaretti nella rivista “Week-End” X 1982 n.67. Il teatro di Matelica è anomalo, per la mancanza di una facciata che ne esalti la funzione e per le dimesse porte d’ingresso, ma all’interno è un vero e proprio gioiello, con tre ordini di palchi e il loggione e un’interessante volta affrescata. Giuseppe Piermarini nasce a Foligno nel 1734 e ivi muore nel 1808. Interessato alla meccanica, all’ottica e all’acustica, non disegna né realizza progetti architettonici nella sua città natale. Si reca invece a Roma, dove diviene invece l’allievo del Vanvitelli. A Caserta, collabora col suo insigne Maestro e mentore alla realizzazione della magnifica e superba Reggia, voluta dal Re di Napoli, coadiuvando il più noto architetto del tempo nella direzione dei lavori e nello sviluppo dei disegni. Figlio del suo tempo, che vede la prima rivoluzione Industriale e le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei, il Piermarini condivide il rinnovato entusiasmo per le proporzioni e l’armonia delle forme della classicità greco-romana e rinascimentale, noto come neoclassicismo. Da sempre interessato alla meccanica, all’ottica e all’acustica, contemporaneo dei grandi musicisti del tempo, Mozart, Salieri e Beethoven; affascinato dalla pittura illusionistica e dall’esaltazione prospettica delle superfici complanari, già sperimentate negli affreschi seicenteschi di Andrea Pozzo e rinvenibili nelle false quinte delle opere pittoriche di Andrea Mantegna, Giuseppe Piermarini traduce nei suoi lavori e disegni d’interni la particolare sensibilità artistica e le sue predilezioni. Tecniche queste che ha avuto modo di affinare nella progettazione di sale della musica, saloni da ballo, teatri di corte, lavorando al Palazzo Ducale di Milano e alla cupola della cappella di corte, realizzando la Villa Reale di Monza, il Palazzo Belgioioso d’Este, l’Aula Magna e l’Aula Scarpa dell’Università di Pavia e altre opere architettoniche.

La progettazione e realizzazione del Teatro alla Scala rimane la sua opera più famosa. Inaugurato nel 1778, la facciata, severa e lineare, il nuovo Teatro Ducale rispecchia i canoni neoclassici, con la simmetria della base, del fusto e del coronamento, recante un timpano con lesene. La struttura interna prescelta dall’ormai famoso architetto è quella del teatro all’italiana, con foyer, platea a forma di ferro di cavallo, che offre maggiore visibilità e un’acustica migliore, rispetto alla tradizionale sala rettangolare; applicando le innovazioni tecniche e tecnologiche del tempo, dota l’ampio palcoscenico di “macchine” per operare i cambi di scena. Il Teatro alla Scala conta sei ordini di palchi (quattro più due). All’epoca al suo interno erano presenti un ridotto, ora adibito a museo teatrale, e sale da gioco.

Il Teatro di Matelica viene realizzato nel 1808/9 su progetto di Giuseppe Piermarini, poco dopo la morte avvenuta a Foligno, dai capomastri Belli e Fontana ed inizia a funzionare nel 1812. In seguito, l’architetto Ghinelli, autore del Palazzo Comunale, amplia il boccascena, procedendo a un restauro statico del teatro. Il crollo della volta originale, affrescata da Spiridione Mattei, ha condotto al suo rifacimento ad opera di Tito Boccolini. Nel 1979, un crollo ha portato alla scoperta di reperti archeologici piceni e di strutture termali di epoca romana. La riapertura al pubblico è avvenuta il 20/04/1995. In quell’anno, il Signor Bruno Murani Mattozzi, già condomino del teatro nel frattempo ceduto al Comune di Matelica, propone di intitolarlo a Giuseppe Piermarini e, dal 1996, la denominazione diventa quella di Teatro Piermarini Città di Matelica. Nella sua prima realizzazione il teatro non aveva un loggione, ma cinque ordini di palchi, con paraste sovrastate da capitelli corinzi, raffigurazioni a medaglione di musicisti italiani, volte e dipinti.

Nell’ambito della rassegna “Aspettando il teatro”, tenutasi a Milano nel 1988, i disegni del “Piermarini” sono stati esposti alla Scala di Milano. La puntuale ed esaustiva relazione dell’Arch. Gianluca Pecchia ha suscitato molto interesse e la serata si è protratta nel Foyer del teatro con una conviviale, purtroppo a numero di posti limitato, nell’assoluto rispetto delle esigenze restrittive dettate dalle misure anti Covid19.


   

da Raffaella Roversi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-09-2020 alle 11:57 sul giornale del 30 settembre 2020 - 737 letture

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