Valentina, camerte a Delft: la situazione in Olanda tra smart-working e nostalgia di casa

9' di lettura 02/01/2021 - C’è tanta nostalgia di casa per la bella geologa camerte Valentina Zampetti, che vive attualmente a Delft, bella, storica e caratteristica città olandese sede dei palazzi reali e meravigliosi musei.

La pandemia ne ha frenato il ritorno in Italia e nella sua Camerino per le festività natalizie, ma non ha ostacolato il suo lavoro dove si divide tra l’Olanda e l’Inghilterra, sia online o in presenza. In Olanda si è anche sposata con Jurgen, geologo orange, impiegato al servizio geologico nazionale. La giovane coppia ha un bimbo di 9 anni, Lukas, che è nato durante il periodo di lavoro vissuto dalla coppia in Qatar.

Nata e cresciuta a Camerino, dove ha studiato e conseguito la laurea in Scienze Geologiche, Valentina ha poi proseguito la specializzazione con una borsa di studio Unicam, che l’ha portata a trasferisi in Olanda, alla Vrije Universiteit di Amsterdam dove ha conseguito il dottorato in Sedimentologia dei Carbonati. Ha quindi lavorato come Coordinatore Scientifico Europeo per il programma scientifico International Ocean Drilling Program e poi ha continuato la sua carriera nell’industria petrololifera come geologa. In passato, sempre per lavoro, ha vissuto in Scozia e poi in Qatar per ben 7 anni, mentre dal 2014 è ritornata in Olanda per la Shell come Subject Matter Expert in interpretazione sismica nel gruppo di Specialist Geoscience. Attualmente è alla guida del “team lead” di un pool di geologi specializzati e fa la pendolare tra l’ufficio di Londra e la casa a Delft in Olanda.

L’Olanda ha scoperto in ritardo rispetto all’Italia la presenza del virus nella prima ondata. Come hai vissuto quella esperienza avendo i tuoi famigliari a Camerino?
“In effetti all’inizio della pandemia la situazione in Olanda era molto controllata con dei focolai localizzati in un paio di regioni ed era scioccante vedere la situazione in Italia da lontano, quasi non ci si credeva e le tipiche domande sulla mal gestione venivano naturali. Ovviamente l’ho vissuta con forte preoccupazione, i miei genitori non sono più molto giovani. Ho provato tanta tristezza per gli amichetti di mio figlio, bambini bloccati in casa e per i miei nipoti ed i loro amici. Il contatto umano nei bambini, negli adoloscenti come nei più anziani è così importante, soprattutto nella nostra realtà camerinese così umana! C’è stata anche molta preoccupazione per le conseguenze economiche associate al lockdown. Molti miei amici hanno attività private, già danneggiate dal terremoto e dalla lenta ripresa, un pensiero grande lo avevo per loro e molta ammirazione per la loro forza e resilienza. Non dimentichiamo anche che molta gente a Camerino vive nelle casette post-terremoto. Un isolamento forzato e lungo in pochi metri quadri deve essere stata un’esperienza veramente difficile. Quindi sì, tanta tristezza e preoccupazione non solo per la mia famiglia, ma anche per la mia città”.

Quando invece è scoppiata la bomba virale anche in Olanda come vi siete organizzati, ci sono state disposizioni diverse da quelle adottate in Italia?
“Le disposizioni in Olanda sono state per gradi e non si è mai raggiunto il totale lockdown. Si è iniziato con la distanza, senza l’obbligo delle mascherine e con negozi aperti. Si sono poi intensificate le regole per le aggregazioni sociali e c’è stata la chiusura di bar e ristoranti, parrucchieri ed estetiste, cinema, teatri e musei, poi negozi ed infine le scuole. L’uso odelle mascherine nei negozi e luoghi chiusi è divenuto obbligatorio solo recentemente. I trasporti pubblici hanno dimezzato la capienza (per esempio nei treni degli adesivi segnalavano posti dove sedere per garantire la distanza) ed era (è) obbligatorio l’uso delle mascherine. Le aziende hanno favorito lo smart-working e ridotto la capienza negli uffici (20%). In Olanda, comunque lo smart-working è già in uso da molto tempo e molta gente lavora da casa almeno un giorno a settimana”.

In che modo hai affrontato il lavoro durante i periodi di lockdown?
“Per il mio lavoro è stato un pesce d’aprile! Infatti ho iniziato la mia nuova posizione a Londra il primo aprile. Ho un contratto di international commuter (pendolare internazionale). La mia famiglia resta in Olanda e viaggio 3 giorni a settimana nell’ ufficio londinese. Ho iniziato virtualmente ed è stato un po’ difficoltoso iniziare un nuovo lavoro, in un nuovo ambiente, virtualmente! Comunque essendo Shell una compagnia internazionale con sedi in molti paesi del mondo, lavorare online era già abituale anche se il contatto diretto e l’interazione manca tantissimo. Da settembre ho iniziato a visitare l’ufficio di Londra ed è stato rigenerante rincontrare alcuni colleghi e avere conversazioni non attraverso uno schermo. Purtroppo attutalmente si è ritornati al lavoro a distanza e il numero dei meetings si è quadruplicato”.

Per le scuole la situazione è stata diversa da quella italiana, perché e quali protocolli sono stati adottati?
“Le scuole sono state le ultime a chiudere per un periodo di circa 6 settimane da marzo a fine maggio. Le scuole primarie e parte delle secondarie sono poi state riaperte con presenze alternate (50% di capienza a giorni alterni). Fino a ritornare a ritmi normali per le primarie. A differenza dell'Italia le vacanze estive sono molto ridotte (6 settimane nel periodo luglio-agosto). Gli esami finali della scuola superiore sono stati fatti online. Dopo le vacanze estive, le scuole hanno ripreso normalmente, ma con l’aumento dei contagi sono state chiuse il 19 dicembre e la riapertura è prevista intorno al 19 gennaio. Quindi da lunedì 4 inizierà la scuola online. Centri ludici/dopo scuola (day-care) e asili sono comunque disponibili per persone impiegate in lavori definiti fondamentali (dottori, infermieri, autisti di trasporto pubblico etc). I corsi universitari invece sono stati e sono solo virtuali”.

A livello di sostegno ai lavoratori fortemente penalizzati dalla situazione legata ala Covid-19, in che modo lo stato olandese è andato loro incontro e quali sono stati i tempi, considerato che la burocrazia è molto più snella che in altri paesi?
“Lo stato olandese è molto efficiente e senza dubbio anche prima del Covid aveva un sistema di sostegno per i lavoratori molto forte e ben strutturato. Con l’arrivo dell’emergenza Covid hanno generato ed implementato diversi pacchetti di supporto anche per i lavoratori indipendenti (in Italia li definiremo a partita IVA) come per negozianti e ristoratori. Per compagnie in gravi situazioni economiche hanno garantito anche il pagamento degli stipendi (90%) ai dipendenti, provata una perdita di almeno del 70% degli introiti".


Qual è la situazione dei contagi nella tua città?
“Tenendo conto che Delft ha una popolazione di circa 100.000 abitanti, i positivi nell’ultimo periodo sono intorno ai 300 giornalieri. La scorsa settimana si sono registrate 3 decessi associati al Covid. Quindi in trend con la regione dell’Olanda del Sud, dove i casi totali sono circa 200.000 con 2.800 decessi registrati”.

La tua città è molto movimentata per mercati ed in generale anche per turismo. Com’è cambiata in questo quasi anno di Covid-19?
“La città è ancora vitale, essendo una città studentesca. Molti studenti, infatti, nonostante le lezioni siano virtuali, sono rimasti in città. Il turismo ha subito un forte colpo. Le stradine, i canali e le piazza del centro sono ora facilmente transitabili anche in bicicletta. Quest’anno (perfino in estate) si è registrato un enorme calo di visitatori, i ristoranti ed i café in centro erano vuoti. La crisi del turismo è chiaramente dimostrata dalla chiusura di molte attività. Per esempio, ha fatto grande scalpore la recente chiusura del più grande e storico negozio di souvenir nella piazza principale”.

Con quali restrizioni avete trascorso il Natale, come e dove vi siete riuniti, anche online con i tuoi a Camerino e gli altri parenti in Olanda?
“Per il periodo festivo ci sono state molte restrizioni. Tutto chiuso tranne supermercati e farmacie. E’ stato (ed è tutto’ora) possibile ricevere solo 2 visitatori in casa (esclusi bambini sotto I 12 anni d’età). Per cui ci si è dovuti organizzare e ci si vede con amici 2 alla volta per una cena o per un aperitivo. Il giorno di Natale lo abbiamo trascorso con la famiglia di mio marito. Nostro figlio Lukas il più deluso, abituato al Natale italiano e alle montagne innevate”.

Quali sono le tradizioni principali di queste feste nei Paesi Bassi, sia gastronomiche, che civili e religiose?
“In Olanda, la festa principale per I bambini è Sinterklaas (San Nicola) che si celebra il 6 dicembre. Anche se i bambini aspettano con ansia la sera del 25 dicembre dove Sintrklaas con i suoi aiutanti (I Pietjes) porta i regali ai bambini buoni. Quest’anno la festa è stata molto contenuta. Generalmente, ci sono delle grandi sfilate nelle maggiori città e Sinterklaas arriva sulla sua barca a vapore dalla Spagna e poi attraversa la città in groppa al suo cavallo bianco distribuendo dolcetti. Quest’anno purtroppo, come per il Natale, festeggiamenti limitati nelle case e con pochissimi visitatori”.

Per quanto riguarda l’arrivo dei vaccini, arrivati poco dopo lo scoppio dell’ondata che portato in Olanda una nuova versione del virus, come hanno accolto l’inizio della campagna gli olandesi e quando pensi di essere vaccinata?
“In seguito alla scoperta del virus mutato inglese, dal 29 dicembre il governo olandese richiede il test con risultato negativo per entrare in territorio olandese, requisito che non era necessario precedentemente. Le vaccinazioni inizieranno ufficialmente l'8 gennaio e avranno come priorità le categorie più a rischio. Attualmente si sta discutendo se anticipare la vaccinazione per personale medico al 4 gennaio”.

Tornerai a Camerino quando sarà superata la pandemia?
“Sinceramente non vedo l’ora. Anche quando eravamo in Medio Oriente non mancavamo di tornare a Camerino almeno due volte l’anno, dove ho anche ristrutturato una casetta che apparteneva ai miei nonni. La mia famiglia, i miei amici, le mie montagne e la nostra gastronomia mi mancano moltissimo, anche se i pacchi ricevuti durante il Natale con le delizie nostrane hanno alleviato la nostalgia. Speriamo di poter venire a febbraio (le scuole olandesi chiudono in genere per una settimana) e di trovare i Sibillini innevati”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 02-01-2021 alle 19:28 sul giornale del 04 gennaio 2021 - 1806 letture

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