Scuola, Coronavirus e DaD, il preside Cavallaro: "I ragazzi sentono l'esigenza di crescere insieme"

5' di lettura 15/01/2021 - Scuole chiuse o aperte in era Coronavirus è stato un problema che ha visto fin da subito un confronto-scontro abbastanza forte.

Le Marche in questo dibattito sono state protagoniste fin da subito, con l'allora governatore regionale Luca Ceriscioli che decise in anticipo di chiudere le scuole opponendosi al decreto ministeriale di inizio epidemia. Una linea dura, che si è rivelata poi giusta e che in seguito, fino ad oggi, è stata seguita anche da altre regioni. Una decisione che fece scalpore e che trovò anche l'opposizione dello stesso Governo Conte, che poi si è dovuto ricredere.

Con il passare del tempo le cose non sono molto cambiate, considerato che per la ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie, alcune regioni hanno scelto di decidere da sole la data del ritorno in classe per le scuole secondaria di secondo grado, statali e paritarie superiori. Le Marche sono quelle che ripartiranno il prossimo 1 febbraio (lunedì). Per quanto riguarda le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, si è andato sempre a scuola (escluso il periodo di lockdown) e ci si va regolarmente anche adesso.

Per quanto e dove possibile è stata adottata la didattica a distanza (la cosiddetta DaD), che aiuta ma non risolve il problema dell’apprendimento in presenza ed ha anche i suoi limiti tecnici strutturali. Inoltre, con la DaD gli alunni perdono quel contatto umano e di socializzazione, fondamentale per la crescita della persona. Quest’ultimo aspetto è stato esaltato sempre più dalla pandemia da Covid-19, con gli alunni e studenti a tutti i livelli che stanno riscoprendo la necessità di andare a scuola mentre prima facevano festa ad ogni minimo giorno di vacanza in più oltre a quelle previste. Nel territorio montano oltre alle misure Covid-19 bisogna fare i conti in questo periodo anche con il "generale inverno", che fino ad ora ha portato ad un solo giorno di chiusura.

Facciamo il punto della situazione con il prof. Maurizio Cavallaro, dirigente didattico dell'istituto comprensivo di Camerino (nel quale sono inserite le scuole di Fiastra e Serravalle di Chienti) e che da qualche anno ha la reggenza anche dell'istituto di Pieve Torina, Visso (con Ussita e Castelsantangelo sul Nera), Muccia e Valfornace. Le scuole di questi distretti sono tutte comprese in un territorio di 750 km quadrati dell'Unione Montana di Camerino per un totale di circa 900 alunni fra tutti e due gli istituti comprensivi.

Nelle varie scuole di Camerino quali problemi ha creato la DaD?
"La DaD, ad oggi chiamata didattica digitale integrale - dice il prof Maurizio Cavallaro - noi la stiamo attuando principalmente per venire incontro alle esigenze di alcune famiglie che hanno problemi di quarantena, ad oggi 7-8 ragazzini, mentre abbiamo avuto una classe poco prima di Natale. Comunque ci stiamo organizzando ancora di più. Ho visto anche dagli incontri con i genitori in vista delle iscrizioni, che sta entrando nella pratica comune accedere ad una piattaforma con la videocamera per le lezioni. Però non è certo la stessa cosa che essere in classe. Il bello della scuola è che tuti vogliono andarci anche nei giorni difficili, perché la scuola è fantastica quando si sta insieme, quando si condivide una battuta, un ragionamento e quando c'è la discussione, il confronto."

Sembra che si siano invertite le cose con il Coronavirus, prima i bambini erano contenti quando non andavano a scuola, anche per un solo giorno di vacanza, oggi invece, restando molti giorni a casa, sentono il bisogno di andare, per la mancanza di socializzazione con compagni e di condivisione delle lezioni con gli insegnanti?
"Adesso sì, sentono proprio questa esigenza del crescere insieme, ma non solo fisicamente, anche mentalmente e culturalmente. Questo lo diceva anche don Milani, quando si sta insieme una parola in più, un'idea in più, sviluppa l''intelletto. Più c'è un linguaggio dietro, più l'intelligenza progredisce. Quindi sono tantissimi i fattori che stimolano una buona scuola e anche buoni alunni. Siamo contenti che ci sia questo interesse e siamo anche contenti del rapporto con i genitori, che nella giusta misura chiedono questo intervento scolastico. Non è solo l'assistenza perché non si sa dove lasciare i figli, ma è proprio in interesse a pensare in una società in crescita. In questi incontri i genitori stanno capendo l'importanza dell'inglese e noi ci diamo da fare con le certificazioni, orari aggiuntivi, poi sono altrettanto importanti le conoscenze scientifiche e ci stiamo aggiornando. Gli insegnanti si sono rimboccati le maniche fin dal 3 marzo, da quando ci è piovuta all'improvviso addosso la didattica a distanza".

Ci sono stati problemi con il sostegno?
"Quest'anno con il sostegno i problemi li abbiamo avuti con le nomine, perché c'è stata una procedura farraginosa proprio nell'anno peggiore, per cui, purtroppo, siamo riusciti ad avere il quadro completo solo poco prima di Natale. Molte delle persone che hanno lavorato con questi bambini devo dire sono anche molto innovativi. Molti contatti con le equipe mediche che seguono questi ragazzini, quindi molte procedure moderne ed ovviamente una grande cuore da parte delle famiglie. Fino ad oggi siamo riusciti sempre a far venire a scuola tutti i bambini. Siamo anche una scuola che può ospitare i tirocini delle università che si stanno formando per un futuro da insegnanti ed entrano anche nel contesto degli insegnanti di sostegno".

Coloro che hanno usufruito della DaD hanno avuto problemi per seguire le lezioni da casa?
"Il problema è quello di tutti, quello delle connessioni. Abbiamo scritto anche ai sindaci ricordando che, siccome la fibra già doveva essere garantita quasi dal terremoto del 1997 e poi dopo quello del 2016, sarebbe veramente importantissimo avere delle buone connessioni. La nostra scuola ha poi prestato una sessantina di apparecchi fra computer e tablet. Per il mezzo tecnico una soluzione la troviamo per accontentare un po' tutti, ma per una buona connessione ci devono pensare altri, noi non possiamo fare nulla".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2021 alle 12:20 sul giornale del 16 gennaio 2021 - 702 letture

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