Scuole superiori di Camerino pronte per il rientro anticipato, Rosati: "DaD ottimo strumento, ma aumenta le distanze sociali e culturali"

5' di lettura 20/01/2021 - Nelle scuole superiori di Camerino tutto è pronto per il rientro in classe degli studenti a partire da lunedì prossimo 25 gennaio, data anticipata dalla Regione rispetto a quella prevista per il 1 febbraio.

Le Marche fin dall'inizio della pandemia sono state una regione di esempio per la gestione delle scuole, sia quando c'era da chiudere subito (come si ricorderà con il confronto tra il governo Conte e il governatore di allora Luca Ceriscioli che alla fine ebbe ragione), sia adesso, dove la giunta Acquaroli si è impegnata per sostenere sotto ogni forma il rientro. Inoltre, questi giorni sono importanti per le scuole superiori, in quanto devono promuovere la propria offerta formativa alle matricole ed in tempi di Covid non è semplice conquistare ed attrarre gli studenti.

Di tutte queste problematiche ne parliamo con il dirigente scolastico dei licei Costanza Varano e Istituto tecnico Antinori di Camerino prof. Francesco Rosati.

Sono pronte le scuole che dirige per riaprire da lunedì prossimo?
"Le scuole erano già pronte il 7 gennaio, quindi nessun problema. Inoltre, con l’Istituto Tecnico Antinori abbiamo già fatto dei rientri in presenza per svolgere attività laboratoriali, le uniche consentite dalla norma".

Per quanto riguarda i trasporti degli alunni, i collegamenti con Camerino tramite Contram, garantiscono orari e sicurezza agli studenti?
"Da sempre c’è grande sinergia con l’azienda Contram, alla quale forniamo prima dell’inizio delle lezioni informazioni dettagliate sulla composizione delle classi: numero di studenti e provenienze. Sulla base di questi dati e delle turnazioni delle classi, necessarie per garantire le percentuali imposte per legge, l’azienda predisporrà il servizio. Anche nel periodo in presenza, grazie ad un efficace raccordo con la polizia municipale, il servizio è stato organizzato in modo da evitare assembramenti fuori dalla scuola".

In che modo avete sopperito e quali problemi avete avuto con la didattica a distanza, anche per l'insegnamento di sostegno?
"La DaD ha garantito il diritto all’istruzione ed è stato uno straordinario strumento di alfabetizzazione informatica per l’intero corpo docente che si è messo in gioco ed ha risposto egregiamente. Non abbiamo avuto problematiche di tipo tecnico, grazie all’adozione di una piattaforma che fornisce i più disparati servizi, facilmente fruibili da docenti e studenti. La scuola ha fornito notebook agli studenti meno abbienti e in qualche caso siamo intervenuti per ridurre i problemi legati alla connessione, ad esempio consentendo ad alcuni alunni di frequentare in presenza. La stessa cosa è avvenuta per gli studenti con disabilità, per i quali è prevista la presenza in classe con gli insegnanti di sostegno, gli educatori e qualche docente delle materie curricolari. Le problematiche però ci sono e riguardano la necessità di svolgere la didattica in presenza; è dimostrato che la DaD aumenta le distanze non solo fisiche, ma anche quelle sociali e culturali".

Si sarebbe potuto organizzare diversamente il mondo scolastico in periodo di Covid, facendo fin da subito (da quando è stato possibile tecnicamente) prevenzione con test e tamponi a studenti, personale e docenti?
"È quello che la scuola chiede da tempo. Mi sembra che qualcosa si stia muovendo ora in tal senso".

Lo stesso discorso di prevenzione poteva essere fatto anche ad oggi dopo l'arrivo dei vaccini, pensando di inserire fin da subito nel cronoprogramma anche i ragazzi delle scuole, in modo da non perdere ulteriore tempo, non crede?
"Sono scelte che dipendono da molti fattori: il tipo di vaccino a disposizione, la particolare situazione demografica, le abitudini e gli stili di vita, l’impatto del Covid sull’economia. Ciò ha portato a strategie anche molto diverse tra nazioni. Non sono in grado di valutare la scelta operata dall’Italia, certamente, come dicevo prima, bisognava fare da subito lo screening capillare e continuo con tamponi rapidi nelle scuole".

Questi sono giorni importanti per la scuola in vista del prossimo anno, come dimostra la giornata di orientamento che avete organizzato per sabato prossimo. In tempi di Covid come vi siete preparati e quali sono le proposte per le nuove matricole?
"Abbiamo proposto attività di orientamento online, sfruttando la medesima piattaforma che usiamo per le lezioni in DaD. Inoltre, i Licei di Camerino, come capofila di una rete di scuole dell’ambito territoriale 8 della provincia di Macerata, ha organizzato ulteriori giornate di orientamento, prevalentemente di tipo informativo, per gli studenti di terza media collegati da scuola. La stessa iniziativa è stata replicata nei pomeriggi per i genitori. In alcuni casi abbiamo ospitato in presenza le famiglie, nel rispetto di tutti i protocolli, per situazioni particolari".

Lunedì prossimo la riapertura delle scuole superiori con la didattica in presenza coincide con la chiusura delle iscrizioni. Non sarebbe stato meglio, visto questo anno speciale e martoriato a causa del Covid-19, prolungare il periodo e la data di scadenza per le iscrizioni?
"Forse sarebbe stata opportuna una proroga, anche solo di una decina di giorni, per consentire a un maggior numero di famiglie di visitare in presenza le scuole".

Infine, nei giorni scorsi avete firmato il protocollo per il rinnovo della collaborazione con Unicam, in breve, in cosa consiste?
"I due documenti firmati tra Unicam e Licei e tra Unicam e Antinori ci consentono di rafforzare ancora di più la già stretta collaborazione tra l’Ateneo e i due istituti sia per attività di orientamento universitario che di approfondimento disciplinare e formazione culturale degli studenti. È una sinergia che dà valore aggiunto alle scuole superiori di Camerino, che possono realizzare l’auspicata filiera formativa tra scuola e università".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2021 alle 19:07 sul giornale del 21 gennaio 2021 - 568 letture

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