La tennista Cocciaretto a Melbourne per gli Australian Open con il coach Scolari: "Completamente isolati dalla popolazione"

5' di lettura 21/01/2021 - Misure e protocolli ferrei per atleti e tecnici in vista dei prossimi Australian Open 2021 in programma dall'8 al 20 febbraio prossimo a Melbourne, dove sono già arrivati, provenienti dai tornei di qualificazione e di allenamento da Dubai, i giocatori entrati in cartellone.

Qualche interpretazione sbagliata sulle rigide misure di sicurezza attuate dagli organizzatori e apparse sui social personali da parte di alcuni giocatori top, rimbalzate poi attraverso i media, ha scatenato un certo allarmismo, poi subito rientrate, con le scuse degli stessi giocatori.

Nel tabellone del torneo femminile, dov'è entrata dalla porta principale, ci sarà anche la cussina Elisabetta Cocciaretto, che proprio negli Emirati Arabi Uniti si è guadagnata la qualificazione superando la brasiliana Gabriela Ce per 6-3, 6-1; quindi la belga Marie Benoit per 6-4, 7-6 (4) e la francese Tan Harmony per 6-3, 6-1. Dall'Australia, dove aveva disputato alla vigilia della pandemia dello scorso anno il suo primo incontro di uno slam, debuttando così nei tornei Wta, riparte la nuova avventura della marchigiana Elisabetta Cocciaretto (attuale nr 132 del ranking Wta), che ha come obiettivo in questo 2021 di riuscire ad entrare nelle prime 100 del mondo.

Per la promessa azzurra Cocciaretto, una delle 4 italiane che parteciperanno agli Australian Open insieme a Sara Errani (132 ranking WTA), Giulia Gatto Monticone (nr 167) e Martina Di Giuseppe (nr 189), questo periodo di avvicinamento al torneo con le ferree misure di contenimento, la vede concentrata su più fronti: allenamenti, preparazione fisica in palestra e studio. Infatti la studentessa di Unicam, iscritta a Giurisprudenza, sta preparando anche un esame che sosterrà online da Melbourne il prossimo 29 gennaio. Inoltre, sempre durante questo pre-gara nella terra dei Canguri, la Cocciaretto festeggiarà il prossimo 25 gennaio il suo 20esimo compleanno.

Al suo coach Fausto Scolari, unica persona al seguito come permesso dai protocolli per gli atleti, abbiamo chiesto quali sono le misure predisposte dagli organizzatori per salvaguardare e proteggere atleti e tecnici degli staff durante la fase di avvicinamento al torneo. "Sono stati trovati 3 positivi su uno dei 6 voli charter che sono atterrati in una pista privata dell'aeroporto di Melbourne. Come da procudera stabilita fra organizzatori e Governo australiano - spiega Scolari - ci hanno quindi fatto scendere tutti in un hangar esterno all'aeroporto pubblico, per cui neanche i bagagli sono passati dall'interno. C'è stata tutta una prassi dedicata alla disinfestazione, siamo stati tutti disinfettati, ci hanno cambiato mascherine, guanti e tutto quello che riguarda il protocollo. Poi ci hanno collocato su dei bus appositi per noi del circuito con 15 persone max rispetto ai 50 posti, quindi ci hanno portato negli hotel allestiti solo per i giocatori. Siamo scesi uno alla volta, compresi quelli positivi, ci hanno disinfestato di nuovo prima di salire. Ci hanno assegnato una camera singola per ciascuna persona e ci hanno fatto subito il test di contrasto rispetto a quello che avevamo fatto prima di partire da Dubai. I controlli prevedono un giorno il tampone e il giorno dopo il test rapido della saliva e così per tutti i giorni che saremo qua".

"Non si può uscire dalla camera - prosegue Scolari - sei isolato completamente dalla popolazione australiana, non sei minimamente a contatto con la gente del posto. Da ieri, dopo il terzo tampone consecutivo, risultato negativo, siamo potuti uscire per la prima volta, di nuovo su un pulmino (stavolta più piccolo, monovolume, piccolo, solo due persone alla volta, coach e giocatore) portati davanti al campo, nuovamente disinfettati, messi in campo senza aver avuto contatti con nessuno. Allenamento per 45' il primo giorno, ieri un'ora e mezza, oggi due ore, poi ritorno con lo stesso procedimento. Anche per il rientro in camera siamo saliti uno alla volta in ascensore. Una volta dentro rinchiusi senza poter uscire dalle camere. Per i pasti, a colazione pranzo e cena, ci viene consegnato un sacchetto di carta con dentro il cibo (standard per tutti per ciascun pasto), si può ordinare anche qualcosa. Tutto comunque viene lasciato davanti alla porta della camera, dove noi, dopo che hanno bussato, li lasciamo allontanare, prendiamo il sacchetto, mangiamo, poi riponiamo i resti nel sacchetto dei rifiuti che ci hanno lasciato all'interno, lo chiudiamo e allo stesso modo lo rimettiamo all'esterno della porta dove gli addetti passano a ritiralrlo. Per i servizi anche in hotel c'è uno staff megagalattico e supervestiti con le tute protettive, mascherine, poi sopra quelle di plexiglass, guanti e si disinfettano sempre. Il personale non ha un minimo contatto con i giocatori e allenatori. Sono organizzati semplicemente in modo ferreo come dovrebbero fare tutti per preparare un evento ad alto livello e alta visibilità".

"Pertanto - conclude Scolari - chi vuole creare polemica lo fa solo per invidia. Non esiste e non c'è nessuna dimostrazione da parte della popolazione, non c'è paura e non abbiamo visto alcuna dimostrazione sull'argomento. Anzi, quando passiamo con i pulmini vediamo tutta gente bella sorridente, tranquilla e girano senza mascherina perchè qui sono a "zero casi". Le regole le conoscevamo fin dall'inizio, ovvero che dopo i 14 giorni di quarantena, al 5°, 6° tampone negativo (perché fino al 14° giorno ci sarà da fare tamponi e test come ho detto), verremo "liberati" perchè saremo assenti da sintomi e da virus. Non essendoci casi in giro per Melbourne, non possiamo ne contrarre e tantomeno infettare nessuno."


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 21-01-2021 alle 13:54 sul giornale del 22 gennaio 2021 - 221 letture

In questo articolo si parla di sport, camerino, angelo ubaldi, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bKvt





logoEV