Il camerte Ortolani conclude il mandato all'Aiac Marche: "Forse riprenderà l'Eccellenza, per le categorie inferiori la vedo dura"

5' di lettura 23/01/2021 - E’ tempo di rinnovi per i vertici del calcio, non solo nazionali, ma anche regionali.

Se a livello Federale la regione Marche ha già eletto Ivo Panichi in sostituzione di Paolo Cellini, anche l’associazione degli allenatori (AIAC) marchigiani è prossima al cambio della guardia. Sostanziale la differenza però nel sistema della scelta della successione. Se il Comitato Regionale FIGC è andato alle elezioni, per gli allenatori sarà la stessa cosa, anche se la decisione è già stabilita in quanto avviene a rotazione e, rispettando questo sistema ed ordine, il prossimo presidente dell’Aiac Marche che dovrebbe essere eletto sarà Gian Luca Dottori, ex presidente della sezione Aiac della Provincia di Ancona (ora guidata da Paolo Giampaoli), alla quale spetta la presidenza regionale. Ad eleggere il neo presidente saranno i delegati delle quattro provincie.

Il consiglio regionale Aiac è invece composto dal presidente e dai 4 presidenti provinciali, che sono rispettivamente: Mirko Cudini (per le sezioni riunite di Ascoli e Fermo), quindi Sergio Antonazzo per Pesaro, Paolo Giampaoli per Ancona, mentre per la provincia di Macerata si attendono nuove elezioni dopo le dimissioni (per motivi personali) di Alessandro Porro. Per cui al 31 dicembre 2020 ha finito il suo secondo mandato il presidente Angelo Ortolani (nella foto), camerte e allenatore del Cupramontana, che si appresta a passare il testimone a fine mese a Dottori, ma non è esclusa una nuova nomina per Ortolani alla guida del gruppo provinciale di Macerata che è alla ricerca di un presidente.

Innanzitutto un bilancio sul periodo della sua presidenza all'Aiac Marche?
“Il bilancio è sicuramente positivo, in otto anni abbiamo avuto importanti riconoscimenti in ambito nazionale, fra cui un consigliere nazionale, un revisore conti ed un membro collegio probiviri, incarico quest'ultimo ricoperto anche da me 10 anni fa, ma oltre a ciò siamo una delle 6-7 regioni con maggior numero di associati, per il 2020 su 1734 tecnici abilitati ed in regola per svolgere l'attività, abbiamo circa 700 associati quindi oltre 1 ogni 3”.

Considerato il fatto che è stato in questo periodo presidente e allenatore (e continuerà ad esserlo), quali sono state le problematiche create dal Covid-19 ai i tecnici?
“Ho già un accordo di massima con il Cupramontana con il quale collaboro da 3 anni, società serie ed organizzata, ma non disdegno altri eventuali progetti magari più in zona. Le problematiche sono notevoli prima fra tutte l'aspetto mentale di chi dovrà rimettersi in "moto" dopo un lungo stop e sicuramente troveremo sotto molti aspetti un calcio diverso sia economicamente che strutturalmente, ma i tecnici marchigiani sono molto preparati e sapranno ripartire”.

Si poteva gestire meglio il calcio a livello minore, considerato che ci stiamo riferendo alla grande platea che racchiude i dilettanti?
“I dilettanti sono la base del calcio, senza di essi non può esistere un calcio spettacolare e professionista e come tutte le basi non vanno trascurate, ovvio che poi ci sono di mezzo mille problematiche e in questo momento di pandemia, il primo obiettivo è la salvaguardia della salute, la ripartenza se come e quando dipende dal governo e nello specifico dal ministro Speranza poi a cascata il presidente che sarà della LND ed i vari comitati regionali, la nostra associazione più che stare vicina ad i tecnici con corsi di aggiornamento formazione e notizie riguardanti regole e statuti interni non può fare”.

A questo punto ha senso un eventuale ripresa dei campionati minori dall'Eccellenza in giù a primavera, o sarebbe meglio annullare la stagione (soprattutto di chi non ha nemmeno iniziato)?
“La ripresa del campionato di Eccellenza seguirà secondo me un percorso a parte, visto il suo sviluppo per promozioni al dipartimento di Serie D e sappiamo che sebbene la stessa categoria sia gestita dai comitati regionale deve per forza relazionarsi con il dipartimento di Serie D e credo che in un modo o nell'altro farà il suo percorso portando a termine i campionati, altrimenti o si dovrebbero bloccare le retrocessioni dalla Serie D o assegnare i posti con graduatorie di merito, ma questo non fa parte delle competenze dell'AIAC. Per quanto riguarda le altre categorie inferiori la vedo durissima con campionati che di fatto non sono mai iniziati, la Promozione ha svolto una sola giornata e considerando tutto senza fare forzature, forse sarebbe meglio pensare e sperare di ripartire a settembre”.

Infine, quale eredità lascia al suo successore alla guida dell'Aiac?
“Lascio un gruppo unito ed una regione sana, formata da rappresentanti presenti e competente, io avrei potuto proporre per statuto un nuovo mandato, ma per accordi interni ci siamo stabiliti che un presidente regionale non può fare più di 2 mandati vale a dire 8 anni, con regola della rotazione della presidenza alle 4 province marchigiane considerando Fermo ed Ascoli Piceno un’unica provincia e per i prossimi 4 anni la presidenza regionale spetta alla provincia di Ancona. Il prossimo 29 gennaio ci sarà l'assemblea per la votazione del nuovo presidente e dei delegati che andranno in rappresentanza delle Marche alle 2 assemblee nazionali, una generale e l'altra di categoria”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2021 alle 11:48 sul giornale del 25 gennaio 2021 - 327 letture

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