Il senatore Pazzaglini soddisfatto del nuovo governo Draghi: "Contento per il ministero del turismo, non ero d'accordo sul passaggio ai beni culturali"

6' di lettura 13/02/2021 - Soddisfazione e prudenza allo stesso tempo per il nuovo Governo targato Mario Draghi da parte del senatore della Lega Giuliano Pazzaglini, unico rappresentante del territorio dell'alto maceratese, all’indomani del giuramento del nuovo governo.

Un Pazzaglini doppiamente soddisfatto, sia per il suo schieramento che ha ottenuto ben tre ministri nella nuova formazione, ma che ha visto realizzate anche alcune proposte avanzate personalmente nel primo Governo di Giuseppe Conte come quella del Ministero del Turismo. Un Pazzaglini anche fiducioso, ma allo stesso tempo prudente quello che fa il punto della situazione.

Senatore, che giudizio si è fatto sul nuovo Governo con alla guida Mario Draghi?
“Sono uno pragmatico, per cui per il giudizio aspetto che il nuovo governo ci dia prova di sé. Nel frattempo, ovviamente, qualche idea me la sono fatta. Tra queste considerazioni, ci sono alcuni giudizi positivi sulla nomina di tre membri del nuovo governo, tre leghisti che per noi ricoprono ruoli molto importanti. La prima è la collega senatrice Erika Stefani che diventa ministro per la disabilità (un ministero chiesto da noi in occasioni delle consultazioni con il presidente incaricato e voluto fortemente anche durante il governo Conte-1). La Lega ha dato sempre molta attenzione alle problematiche dei portatori di handicap e delle loro famiglie. Quindi avere il ministero ed il ministro per noi è motivo di grande soddisfazione. Il secondo è anche un motivo di soddisfazione personale, perché quando ci fu il riordino dei ministeri da parte del governo Conte-2 ed il turismo passò ai Beni Culturali, io dissi che non ero d’accordo a quella riforma e che per me sarebbe stato utile e opportuno istituire un apposito ministero del turismo, perché questo settore tra diretto e indotto genera una percentuale importantissima del nostro PIL ed ancora con margini di crescita, quindi ancora con una parte inespressa delle potenzialità che potrebbe avere. Quindi ritenevo che una fattispecie che da sola genera oltre il 10% del PIL meritasse appunto l’attenzione di un dicastero dedicato. Vedere quindi che dopo un anno e mezzo, anche più, dal mio intervento, il Ministero è stato istituito ed alla guida c’è un uomo di grande esperienza e capacità come appunto Massimo Garavaglia, evidentemente non mi può che rendere soddisfatto. La terza considerazione la faccio sull’importanza che avrà il ministero allo sviluppo economico, che da sempre è uno dei ministeri più importanti, ma per ovvi motivi lo sarà ancora di più in un prossimo futuro, dove ci saranno centinaia di milioni che dovranno essere impiegati per la rinascita del Paese ed avere in questo ministero una persona di grandi capacità ed esperienza come Giancarlo Giorgetti, garantisce non solo la Lega che l’ha espresso, ma tutto il Paese. Quindi, alcuni elementi positivi ci sono già. Per il giudizio definitivo, aspetto il risultato sul campo, aspetto che le prime decisioni e provvedimenti vengano posti in essere, poi potrò capire se questa mia speranza per il futuro sia ben riposta o meno. Sono fiducioso, se non altro la nostra partecipazione e tre ministri di Forza Italia, comunque, inevitabilmente riporteranno l’azione del Governo più vicina alle esigenze reali del Paese. Cosa che con il precedente Governo, secondo me non avveniva, per motivi vari come discussioni infinite, provvedimenti che arrivavano sempre all’ultimo momento, monocameralità che era diventata un sistema perché non c’era mai il tempo del passaggio nell’altra camera, quindi se il primo passaggio era al Senato, alla Camera approvavano con la fiducia e basta e viceversa. Addirittura la prima approvazione era stata fatta con la fiducia, come se le camere fossero state completamente esautorate, perché, ponendo la questione di fiducia, il Governo aveva impedito la discussione propositiva, democratica e attiva per migliorare il provvedimento che erano stati proposti. Quindi, già è un grosso miglioramento questo nuovo Governo”.

Un giudizio invece sulla scelta di Mario Draghi come persona. Secondo lei non c’è un disegno politico che parte dall’Europa viste le difficoltà in Italia di trovare la persona adatta e richiesta per fra fronte ai tempi ristretti per arrivare ad accedere ai fondi europei già assegnati, considerato anche le altre persone con esperienze a livello europeo scelte dallo stesso Draghi?
“A me quello che interessa, in una fase di emergenza sanitaria, sociale ed economica, è che si faccia bene. Poi chi c’è, è del tutto irrilevante. Quindi pensiamo a cosa devono fare e vediamo cosa faranno. Se opereranno bene le motivazioni che avrebbero potuto essere rilevate magari in questa scelta, diventerebbero del tutto irrilevanti”.

Un’ultima cosa, sul fatto che ci siano poche donne nel governo Draghi cosa ne pensa?
“Il governo sarà di oltre 60 elementi, perché non ci dimentichiamo che fra ministri e viceministri e sottosegretari sono membri del governo. Una volta che sarà completa la squadra vedremo come saranno rappresentate anche le donne. Alcuni sottosegratariati e alcuni vice ministri hanno delle deleghe così importanti che, sostanzialmente, potremmo dire che valgono ancora più di alcuni ministeri. Per cui, questo parere lo sospendo fino a che la squadra non sarà stata composta per intero. In questo momento è prematuro”.

Dopo le sue previsioni azzeccatissime sulla crisi, un giudizio su Renzi che sta prendendo i meriti di aver dato una svolta al Governo?
“Renzi era all’angolo, visto che stava scomparendo (politicamente parlando), il solo ed esclusivamente “pro domo sua” (per la sua sopravvivenza politica), ha fatto saltare il precedente Governo. Quindi, che il risultato sia positivo è conseguenza ulteriore non tanto di un disegno politico, di una strategia che lui aveva di poter migliorare l’esecutività e la rappresentanza politica del Governo, è stata una conseguenza indiretta della sua disperazione di sopravvivenza politica a tutti i costi. Quindi, a mio avviso, se c’è stata una conseguenza positiva, non era voluta, perché il fine era altro. Per cui ritengo che sarebbe poco utile anche a parlarne, perché è talmente marginale nel quadro politico italiano che poteva avere una sua rappresentanza solo nel momento in cui i numeri erano molto risicati, come poteva essere Mastella nel 2006, quando il Governo Prodi sopravviveva grazie ai voti dei senatori a vita e quindi persa la fiducia di due senatori, il Governo Prodi poi cadde. Ma non credo che nessuno, in questo momento, consideri eroi quei due senatori, che non mi sembra abbiano ruoli così di primo piano. Quindi, l’ago della bilancia in qualche occasione diventa fondamentale, ma nella stragrande maggioranza delle occasioni è condannato all’irrilevanza. Per cui, secondo me questo sarà il destino di Renzi. Ha una visibilità adesso, che sta cercando di capitalizzare al massimo, ma ha dei numeri talmente bassi che, secondo me, le prospettive a breve per lui sono molto negative”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2021 alle 21:19 sul giornale del 15 febbraio 2021 - 258 letture

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