Buona organizzazione per il punto vaccinale di Camerino, parlano gli anziani: "Questa pandemia è peggio dell'Asiatica"

3' di lettura 25/02/2021 - “E’ andato tutto bene e non ho avuto problemi dopo la vaccinazione – dice Bruno Broglia – in passato non avevo mai fatto vaccini in altri periodi di forti pandemie, ma solo di recente contro l’influenza e la polmonite per il passare degli anni”.

“Sono un po’ più tranquilla e speriamo che d’ora in poi non ci prenda nulla e che sia efficace come dicono – aggiunge sua moglie Elda Andresciani 93enne già scampata all'epidemia Asiatica, di cui rimase colpita - per il resto sto bene, come quando ho fatto il vaccino antinfluenzale, che ho rifatto dopo tanti anni e per il timore del Covid-19. Non ho avuto alcuna reazione e mi sento bene. Un po’ di dolorino dopo l’iniezione al braccio, ma è passato in fretta”.

E’ questa la sensazione dei coniugi camerti Bruno ed Elda, che questa mattina hanno ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer-Biontech presso il centro vaccinale allestito nei pressi del Vallicenter in località Vallicelle, per la campagna vaccinale nell’ambito dell’AV3 di Camerino. In questa terza giornata di vaccinazioni nella città ducale, che si alterna con l’altro punto di San Severino (allestito al Cinema Italia) come riferimento per l’area montana, sono state decine gli anziani “over 80” che hanno ricevuto così la prima dose del vaccino, mentre il richiamo è previsto per il 18 marzo.

Tutto funziona per il meglio con un’organizzazione impeccabile, che non crea code e disagi per anziani ed i loro accompagnatori. Il protocollo si svolge gradualmente, con intervalli brevi, giusto per il tempo di compilare le documentazioni necessarie e di fornire al medico di turno tutte le informazioni sulle proprie condizioni di salute ed eventuali patologie e cure a cui è stato sottoposto. Dopo di ché si viene presi in consegna a fatti accomodare in una poltrona dove un’infermiera professionale esegue la puntura per iniettare la prima dose del vaccino. Quindi si passa alla fase di attesa successiva, che è di 15 minuti per chi non ha avuto patologie particolari e di 30 minuti per chi invece ne ha avute ed è sottoposto a cure con farmaci.

Per i nonnini di Camerino e come tutti in generale, la paura per il Covid-19 è diventata ormai una condizione psicologica con cui convivere, aumentata dal fatto che il ritorno alla normalità non sembra essere dietro l’angolo e il vaccino costituisce una speranza. “La paura resta comunque tanta, anche dopo il vaccino – aggiunge la signora Elda – dopo aver superato l'Asiatica, almeno per quanto mi possa rendere conto ora, posso dire che il Coronavirus è molto peggio.”

Oltre ad avere la stessa forza e tempra della moglie, è Bruno che questo lungo periodo di pandemia lo vive con una paura più controllata ed in maniera più serena.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2021 alle 21:49 sul giornale del 26 febbraio 2021 - 396 letture

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