La collezione del Piersanti di Matelica a 100 anni dalla nascita: in libreria il volume di Giulia Spina

5' di lettura 01/03/2021 - È appena uscito ed è già in libreria il volume Il Museo Piersanti e la sua collezione. Studi e ricerche per i 100 anni dalla nascita, a cura di Giulia Spina, pubblicato da Andrea Livi Editore di Fermo, con il contributo del Comune di Matelica e della ditta F.lli Gionchetti di Matelica.

Il libro raccoglie gli atti del convegno che si è svolto al Teatro Piermarini di Matelica il 17 e il 18 febbraio 2018, un evento pensato per celebrare il primo secolo di vita del Museo Piersanti con relazioni di studiosi di altissimo livello. Le giornate di studi erano state curate dall’allora direttore del Museo, don Piero Allegrini, e dalla storica dell’arte Giulia Spina, e organizzate con il patrocinio del Comune di Matelica e il contributo di Halley Informatica, la Galleria Frascione Arte e la Fondazione Federico Zeri di Bologna.

Il Museo Piersanti conserva le collezioni di Venanzio Filippo Piersanti, cerimoniere pontificio nella prima metà del Settecento, i cui eredi hanno donato il Palazzo e ciò che conserva al Capitolo della Cattedrale di Matelica. A distanza di un secolo dalla stesura del primo catalogo da parte del primo direttore don Sennen Bigiaretti, che ha arricchito la collezione di depositi dalle chiese cittadine, il convegno puntava ad approfondire diverse tematiche riguardanti storia e collezione. A causa dei terremoti del 2016 il Museo Piersanti era risultato parzialmente inagibile, ma già nell’estate del 2017 si era riusciti a riaprire il pianterreno e l’anno successivo anche il secondo piano, che aveva potuto ospitare la mostra “Milleduecento” organizzata dalla Regione Marche.

Numerosi sono stati gli eventi per famiglie, appassionati e studiosi organizzati tra 2017 e 2018 dallo staff del Museo guidato dal tenace direttore don Piero Allegrini, che ha rivestito questo ruolo per 42 anni, per poi passare il testimone, all’inizio del 2019, a don Ferdinando Dell’Amore. Il Piersanti è attualmente chiuso in attesa dei lavori di restauro post-sisma.

La pubblicazione degli atti del convegno sottolinea l’importanza del Museo Piersanti, l’unicità e l’alto valore della sua collezione. Sono infatti presentati inediti risultati delle ricerche condotte da studiosi di rilievo che da tempo hanno a cuore il Museo Piersanti e vi collaborano sul piano scientifico, ma non mancano valutazioni su argomenti consolidati che pure aprono nuovi scenari di indagine. L’occasione è ancora più importante poiché, a seguito dei lavori di restauro, chi si occuperà del riallestimento del Museo dovrà necessariamente tenere conto dei risultati qui esposti. La consapevolezza che il Museo rappresenti una delle istituzioni museali più importanti delle Marche deve costituire le basi per un nuovo coinvolgimento sociale di cittadini e turisti, proprio come nella vivace stagione che ha immediatamente seguito il sisma del 2016. Il volume si apre con un’incoraggiante introduzione della dott.ssa Maria Giannatiempo López, già funzionaria della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche, protagonista, insieme a don Piero Allegrini, dell’attività di valorizzazione del Museo condotta tra anni Novanta e primi anni Duemila.

Il primo contributo scientifico è quello di Anna Rebecca Sartore, dottoranda dell’Università di Udine, che ha ristudiato l’architettura di Palazzo Pellegrini-Piersanti dal Quattrocento al Settecento, offrendo una nuova chiave di lettura per molti palazzi storici matelicesi. Segue il saggio degli storici dell’arte Angelo Antonelli e Sabina Biocco, che ripercorrono la storia della collezione museale tra Otto e Novecento. Gli archeologi Emanuela Biocco e Tommaso Casci Ceccacci, funzionario della Soprintendenza, offrono una sintesi della raccolta archeologica della famiglia Piersanti e di Sennen Bigiaretti. Fulvio Cervini, professore di storia dell’arte medievale dell’Università di Firenze e curatore della mostra “Milleduecento”, analizza la fortuna dell’arte romanica durante la Grande Guerra a partire dal Crocifisso di Sant’Eutizio, splendida scultura lignea del XII secolo. Giulia Spina, dottoranda dell’Università di Firenze, propone nuovi ragionamenti sulla fase giovanile del pittore Lorenzo d’Alessandro, a partire da alcune opere matelicesi. La punta di diamante del libro è costituita dal saggio di Andrea De Marchi, ordinario di storia dell’arte medievale all’Università di Firenze, il quale riprende il problema attributivo della Madonna di Costantinopoli e i Sette Santi, che coinvolge il veneziano Jacopo Bellini con i figli Gentile e Giovanni. Alessandro Delpriori, già sindaco di Matelica e attualmente docente di storia dell’arte all’Università di Camerino, commenta la Crocifissione di Giuseppe Bastiani e ricostruisce l’antico allestimento della cattedrale matelicese di Santa Maria.

Silvia Blasio, professoressa di storia dell’arte moderna all’Università di Perugia, riprende e rafforza l’attribuzione ad Agostino Tassi di un’affascinante Tempesta di mare. Gabriele Barucca, già funzionario della Soprintendenza delle Marche e ora Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, passa in rassegna i pezzi più preziosi della collezione di oreficerie e reliquiari della collezione Piersanti. Chiude lo storico Giuseppe Massari che presenta uno spunto sui rapporti tra Venanzio Filippo Piersanti e papa Benedetto XIII Orsini. Il volume diventerà una pietra miliare per gli studi sull’arte delle Marche, sul collezionismo e su alcune specificità del Museo e del Palazzo Piersanti.

Mai prima d’ora così tanti studiosi di livello nazionale e internazionale avevano partecipato ad un evento come questo a Matelica. Un momento di studio e approfondimento che dimostra ancora una volta l’importanza del Piersanti in un piano sovraregionale e che dovrà servire per la costruzione di progetti di livello altrettanto alto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2021 alle 21:49 sul giornale del 02 marzo 2021 - 335 letture

In questo articolo si parla di cultura, matelica, comunicato stampa

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