Un camerte sui cieli d'Europa, Saverio e i suoi 4000 voli: "I passeggeri sono come libri da scoprire"

7' di lettura 03/03/2021 - Quello dell’assistente di volo è uno dei lavori più belli ed affascinanti, che permettono di girare il mondo.

La passione di viaggiare ha portato il 37enne camerte Saverio Taddei (una laurea specialistica in Geologia col massimo dei voti e lode) ad allontanarsi da Camerino per questo lavoro, che svolge ormai da 12 anni con la compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair (la cui base operativa più importante è all'aeroporto di Stansted a Londra). La compagnia irlandese l’anno precedente alla pandemia ha trasportato 5 milioni di persone, mentre lo scorso anno 500.000, tanto per dare un’idea del netto calo del trasporto aereo causato dal Covid-19.

Per motivi di lavoro Saverio è stato costretto a trasferirsi subito all'estero, precisamente in Spagna, uno dei paesi più frequentati dalla compagnia irlandese, che fa scalo in molti aeroporti iberici. In questa esperienza Saverio Taddei ha effettuato giù più di 4000 voli, cambiando anche diverse città dove ha risieduto tra cui Girona, Siviglia fino a stabilizzarsi con la famiglia (moglie e due figli di 5 e 7 anni) a Madrid, dove vive dal 2013. Quella che era iniziata per pura passione alla fine si è tramutata un vero e proprio lavoro, ovvero, il sogno che si realizza. Con la Pandemia in corso, a causa della riduzione dei voli, Saverio è riuscito a conciliare un'altra sua passione quella del life-coaching, che sta approfondendo e iniziando a praticare.

Quando e come ha deciso di fare l'assistente di volo?
"Ero a Ciampino, era il 2007, tornavo da un fine settimana con gli amici e dissi che lavorare in un aeroporto deve essere troppo bello, guardando gli assistenti di volo che avevano parcheggiato la macchina poco più in là di noi… ma lo vedevo come qualcosa di difficile, eppure iniziai ad informarmi e feci alcuni colloqui di lavoro".

Quali sono gli aspetti positivi e quelli meno del suo lavoro?
"I passeggeri sono come libri da scoprire, ognuno con le sue storie, ogni viaggiatore ha sempre qualche aneddoto da raccontare, storie che a volte sembrano al limite dell’impossibile ma che trasmettono sensazioni stupende. L’aspetto negativo? dormire poco, ma poco veramente, se l’aereo parte alle 5 di mattino alle 4 devo essere in aeroporto per esempio".

Visto il fascino di questo mestiere, quali sono i requisiti e la strada da seguire per diventare assistente di volo?
"Il fascino è molto legato ai film anni’ 80, ora dipende dalle compagnie, alcune chiedono 21 anni come età minima, poi devi sapere bene per lo meno un paio di lingue, in salute, poi l’altezza dipende dall’aereo, su alcuni aerei se sei troppo alto non puoi lavorare, io lavoro sul Boeing 737, molte ragazze le scartano per essere sotto 1,65. Poi va preso un brevetto, va fatto un corso e vanno superati gli esami, per esempio, quando feci il corso io, lo superarono solo la metà".

Come mai ha deciso di risiedere come base in Spagna? Oppure è stato condizionato dalle scelte legate al lavoro?
"In Spagna mi ci hanno mandato per lavoro, poi trovandomi bene sono rimasto, quindi possiamo considerarlo un mix".

Qual è il segreto della Ryanair per essere forse la compagnia low-cost con i prezzi più bassi?
"Il modello è stato di successo perché in Europa le compagnie tradizionali avevano strutture sostenibili senza competenza, c’erano come dei monopoli, che da una parte andavano a discapito del viaggiatore, quindi il successo delle low-cost in generale è dovuto alla grossa differenza con le compagnie di bandiera, dove non si badava a spese, ora questo ha fatto sì che anche le compagnie tradizionali si stiano snellendo, secondo me questo va a favore del viaggiatore quindi si può considerare positivo".

In breve ci racconti come ci si prepara ad un volo (il lavoro che c'è da fare dall'ingresso dei passeggeri sul decollo) e quanto dura uno scalo?
"Noi ci troviamo un’ora prima del decollo, il capitano ci dà i tempi, la meteorologia e andiamo direttamente in aereo a fare i controlli di sicurezza, l’imbarco lo gestisce il personale di terra, noi a bordo verifichiamo il funzionamento di luci, porte e dispositivi di sicurezza, poi iniziamo l’imbarco. Uno scalo si può fare anche in mezz’ora".

Quali sono le tratte più lunghe che ha percorso?
"Io faccio corto e medio raggio, quindi non supero le 4 ore normalmente, per me è ottimo così la sera torno a casa, normalmente vado e torno in giornata, quando ero a Siviglia i voli più lunghi erano quelli in Estonia, anche Madrid-Kiev sono quasi 5 ore".

I posti più belli che ha visitato?
"I paesaggi della Norvegia sono i miei favoriti, hanno qualcosa di speciale".

In questo anno di Covid con gli spostamenti ed il turismo fermo, come si è organizzata la compagnia e voi dipendenti come siete stati sostenuti?
"Generalizzare è complicato, perché dipende dai contratti, comunque la maggior parte di noi ha ricevuto un assegno di disoccupazione temporanea, io per esempio ho lavorato una settimana si e una no, a parte novembre e febbraio dove c’é stato poco movimento".

In questo periodo di pandemia quali sono state le precauzioni e i protocolli per viaggiare in aereo sia per l'equipaggio che per i passeggeri?
"Fino a questa estate c’é stata abbastanza confusione, ogni zona aveva regole diverse, io ho lavorato con la mascherina e con i guanti, i passeggeri ora quasi ovunque hanno bisogno di fare una prova pcr (prova antigenica), in Marocco per esempio nessuno usa la mascherina, nemmeno la polizia. Noi assistenti di volo siamo esenti dai controlli, a parte la temperatura che è automatica all’entrata e all’uscita".

In alternativa lei svolge anche l'attività di life-coaching, in cosa consiste e che successo riscuote in Spagna?
"Una passione nata per caso, un periodo di insoddisfazione nonostante andasse tutto bene mi ha spinto a cercare un vero cambiamento, un cambio di prospettive che mi ha portato a dare importanza alla mia essenza e non alle idee che mi ingabbiavano dentro schemi vecchi. L’attività entra nel settore dell’aiuto, è una di quelle cose vocative, il life-coaching è una persona che ti aiuta a trovare un appiglio in un momento di confusione, come un amico che ti fa superare sensi di colpa, vergogna, e tutti quei blocchi che si creano anche in ambito lavorativo e relazionale, un motivatore. In Spagna viene utilizzato in molti ambiti, anche a livello familiare".

Come stai vivendo la pandemia in Spagna, a Madrid, qual è la situazione attuale, quali misure sono adottate in questo momento e per il vaccino come si dovrà organizzare anche per il lavoro, lo riceverà prima possibile?
"In Spagna dipende dalle regioni, io per esempio questa settimana non posso uscire dal comune, ma per lavoro sono stato “all’estero” varie volte. I bar e ristoranti a Madrid chiudono alle 11 di sera e le riunioni sono limitate a 6 adulti. Nelle scuole i bambini vanno con le mascherine a partire da 6 anni. I vaccini non so niente, al momento non mi è stato comunicato se dovrò farlo o potrò scegliere".

Ogni quanto tempo torna a Camerino dalla sua famiglia e dagli amici?
"Fino all’anno scorso tornavo regolarmente tre o 4 volte l’anno, ora ho fatto un salto in agosto, se posso tornerò in estate, anche se una parte di me è sempre lì con voi".

Ha mai incontrato nei suoi viaggi gente di Camerino?
"Sì! Riconosco un marchigiano a 20 km, ho incontrato studenti in Erasmus, una signora la vedo spesso sul Bologna-Madrid, ormai siamo amici, ho rincontrato compagni di scuola, poi c’è anche chi fa finta di non riconoscermi, ma sappiate che io vi sgamo sempre! Ed è sempre un piacere!"


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2021 alle 14:18 sul giornale del 04 marzo 2021 - 3424 letture

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