Camerino, l'ospedale e il passaggio dalle Marche all'Umbria, il comitato: "La nostra Regione non sta facendo nulla per la montagna"

3' di lettura 06/03/2021 - Non è stata abbassata di certo la guardia sulle paure della popolazione dell’entroterra di perdere i servizi dell’ospedale di Camerino.

Il gruppo social “Salviamo l’Ospedale di Camerino” avviato da Angiolino Napolioni e che ha raggiunto oltre 6000 adesioni, non solo è attivo anche nei fatti, ma guarda avanti ed in mancanza di garanzie concrete ipotizza addirittura di avanzare la proposta di passare con l’Umbria.

Nel frattempo, lo stress da pandemia e l’assenza di servizi-sanitari a causa del Covid-19 che ha nuovamente ridimensionato le potenzialità del nosocomio camerte, fanno aumentare il malumore e le preoccupazioni della popolazione. In giro, per negozi, supermercati ed altri luoghi comuni frequentati con il giusto distanziamento, non si parla altro della paura di perdere l’ospedale, che era un’eccellenza per il settore sanitario e garantiva assistenza a tutto l’entroterra.

L’emergenza da Coronovirus è purtroppo una realtà ancora dura da vincere e non bastano nemmeno le altre strutture create appositamente come il Covid Center di Civitanova, dove è stato dirottato gran parte del personale medico ed infermieristico di Camerino, che la popolazione vuol rivedere al suo posto. Nemmeno le garanzie a voce espresse nell’incontro fra i sindaci e vertici regionali al Lanciano Forum hanno tranquillizzano gli abitanti del territorio, che ogni giorno che passa si sentono sempre più abbandonanti. “Allora forse vi sembrerà che siamo ad un punto fermo – scrive il promotore del gruppo “Salviamo l’Ospedale di Camerino “ Angiolino Napolioni - Non è vero io sono in attesa di avere dati certi sulla reale situazione del nosocomio camerte in merito ai reparti etc. Una volta in mio possesso deciderò i passi da intraprendere che vi anticipo saranno definitivi, nel senso che alla luce degli stessi ho intenzione di prendere posizioni drastiche verso la Regione Marche, che a parte dichiarazioni di intenti non sta facendo “nulla” per la montagna”.

“Richiamo per l'ennesima volta – prosegue Napolioni – i sindaci a farsi carico delle proprie responsabilità. In mancanza, io sarò il primo a proporre un referendum popolare per congiungersi con l'Umbria, che è la nostra ancora di salvezza sotto tutti i punti di vista. Il nostro territorio è storicamente e culturalmente umbro e lì dovremo tornare dopo essere stati spremuti in tutti i sensi dalla Marca bassa... capiamoci”.

I legami tra Camerino e l’Umbria risalgono all’883, quando l’allora marchese di Camerino Guido III, dopo appena tre anni alla guida del Ducato di Camerino, tornò sotto il dominio del Ducato di Spoleto. Altra coincidenza strana con l’attualità è che Guido III, morì per “un’epidemia” durante una battaglia contro l’esercito imperiale di Carlo Il Grosso. E chissà se un’altra pandemia con gli effetti negativi sull’ospedale di Camerino, come quella del Covid-19, riuscirà a riunire la città ducale con il suo antico passato dell’epoca. Fu proprio in quel periodo e nei secoli successivi che forse Camerino visse il suo periodo migliore. Oggi con la Quadrilatero, dopo il collegamento del 2015 con Foligno tramite la SS77 Valdichienti, che ha ridotto i tempi di collegamento a poche decine di minuti e con la Pedemontana in arrivo che li andrà ancora più a velocizzare nelle tratte trasversali, l’Umbria è molto più vicina e comoda per i paesi dell’entroterra.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2021 alle 19:36 sul giornale del 08 marzo 2021 - 686 letture

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