Astra Zeneca, tra i primi vaccinati over 55 a Camerino c'è il prof Fontana: "Doveroso farlo per me e per gli altri"

5' di lettura 14/03/2021 - L’accelerazione alle vaccinazioni con l’autorizzazione del siero Astra Zeneca per gli over 55 ha segnato un passo importante anche sul fronte di maggiore sicurezza per quando ci sarà la riapertura.

In una città come Camerino, dove ci sono tutti gli istituti scolastici possibili di ogni ordine e grado, questo ha significato l’accesso al vaccino di docenti, personale dipendente e addetto di questa nuova fascia ed è stata subito una corsa verso la prima tappa di immunizzazione, con una grande richiesta che ha preso il via da qualche giorno.

Uno dei primi over 55 a ricevere il vaccino Anglo-Svedese, salito al centro della cronaca nazionale e internazionale per alcune reazioni postume all’inoculazione, è il 56enne prof. Fabio Fontana, insegnante di Diritto ed Economia presso i Licei di Camerino, che ha così ricevuto nei giorni scorsi la prima dose ed ora dovrà sottoporsi al richiamo il 24 maggio. “Non ci ho pensato due volte appena saputo che era possibile vaccinarsi - dice il prof. Fontana – devo dire che tutto ha funzionato in modo celere, organizzato e perfetto. Il giorno dopo dell’autorizzazione mi sono registrato e dopo qualche giorno ho potuto ricevere subito il vaccino. Considerato che con il virus si può rischiare la vita, soprattutto se si hanno delle problematiche, ritengo sia una fortuna che si possa cogliere questa occasione. Ogni vaccino ha le sue controindicazioni, ma questo è normale. Il problema è che un po’ di pensiero e di ansia ce l’hai, perché ancora non c’è una letteratura sufficiente, tuttavia abbiamo già delle incoraggianti indicazioni che ci arrivano dall’esperienza anglosassone, dove hanno vaccinato molte persone senza particolari problemi. Poi, per carità, ci possono essere tanti altri fattori contingenti, gli eventi, il fato, un dosaggio sbagliato, un caso particolare. Però, fondamentalmente trovo che davanti ad una pandemia del genere, il vaccino va fatto. Credo poi che vaccinarsi sia un atto dovuto, per sé e per gli altri. Come ho detto anche agli altri colleghi, che senso civico infondo ai ragazzi? Soprattutto ora che è richiesta tanta solidarietà e responsabilità da parte di tutti”.

Che tipo di reazioni ha avuto dopo l’iniezione?
“Niente di particolare, una sensazione di lieve giramento alla testa all’inizio, sono stato un po’ a casa in via precauzionale. La prima notte ho avvertito un po’ di caldo, forse avrò avuto qualche linea di febbre, ma mi avevano detto che questo era normale. Non ho preso nulla, neanche tachipirina. Il giorno dopo stavo già meglio. Devo dire che al centro vaccinale di Camerino c’è una disponibilità di personale encomiabile, puntuali, disponibili, infaticabili, sempre con il sorriso sulle labbra, pronti a fornire tutte le informazioni, con la medesima dedizione dalla prima all’ultima persona in lista, con tanta professionalità e passione. Una esperienza toccante vissuta anche da parte dei colleghi che erano con me in quel giorno e riscontrata anche quando si è vaccinato mio padre”.

Cosa ne pensa dell’allarmismo in corso per il vaccino Astra Zeneca, scaturita da alcuni gravi casi verificatisi dopo la sua somministrazione sia in Italia che all’estero?
“Non posso far altro che affidarmi a quello che mi dicono gli esperti e per quel po’ di letteratura riguarda i paesi dove è stato praticato. Innanzitutto ho visto che i problemi erano sorti in special modo in relazione ad una specifica partita di prodotto, che non corrisponde a quella a cui sono stato sottoposto. Questo un po’ ti tranquillizza. Certo, che quando apprendi notizie del genere poi ti documenti inevitabilmente. Prendi atto che i numeri dei vaccini dell’esperienza anglosassone tendono a confortare. Attualmente, il virus spaventa, soprattutto nella variante inglese, perché con il mio lavoro entro in relazione con circa 150- 200 studenti a settimana, quindi la probabilità di contrarlo è molto elevata”.

Ritiene che le notizie sull’Astra Zeneca possano disincentivare la vaccinazione?
“Per quanto mi riguarda, credo nel vaccino, mi sono documentato, come penso abbiano fatto e fanno tutti. Poi ho tratto le mie conclusioni. L’ho fatto non solo per tranquillizzarmi, ma per una questione di valutazione rischi-benefici. Non fare il vaccino oggi, significa segregarsi dentro casa, disinfettare tutto quello che ti arriva da fuori, non incrociare nessuno, evitare praticamente ogni relazione e sperare comunque di non entrare in contatto col virus, perché questo circola in maniera massiccia, soprattutto nella nostra provincia. Per cui, secondo me, il vaccino è l’unico rimedio e sarebbe meglio arrivare più in fretta possibile all’immunità di gregge. Spero che questo la gente lo comprenda”.

Per una maggiore sicurezza nelle scuole, il vaccino andrebbe fatto anche agli alunni e studenti in generale?
“Ovviamente, secondo il mio parere, sarebbe auspicabile che tutti aderissero alla campagna vaccinale. Non sono mai stato particolarmente favorevole ai vaccini e prima di farne uno ci ho pensato sempre molto, non perché non ci credo, ma solo per essere risultato allergico ad alcuni farmaci in gioventù, circostanza che ho dovuto dichiarare anche prima della somministrazione del vaccino. Tuttavia ho ritenuto che in un contesto del genere non dovevo pormi troppi problemi e ho ritenuto che vaccinarsi è un atto doveroso per sé stessi e soprattutto per gli altri”.

Lei è anche un avvocato e per coloro che insegnano questo fatto di potersi vaccinare è importante. Ritiene che anche altre categorie come gli avvocati appunto debbano poter accedere alla vaccinazione?
“Costatato che anche le forze dell’ordine e i dipendenti degli uffici giudiziari abbiano giustamente potuto accedere alla vaccinazione, anche gli avvocati dovrebbero vedere riconosciuta questa opportunità, in quanto anche essi entrano in contato con molteplici ambienti, persone e situazioni potenzialmente contagiose. A questo proposito potrei dire che l’insegnamento ha costituito per alcuni di essi un’opportunità. Alcuni, infatti, oltre che esercitare la professione insegnano, anche come supplenti ed in quanto tali hanno potuto usufruire della vaccinazione. Auspico che le autorità competenti possano sempre più estendere le categorie per giungere quanto prima ad una efficace immunità di gregge”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2021 alle 20:45 sul giornale del 15 marzo 2021 - 2852 letture

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