In uscita il nuovo romanzo della camerte Donatella Pazzelli: "Amo raccontare la normalità, senza mai fermarsi alle apparenze"

3' di lettura 24/03/2021 - Sarà nelle librerie a partire da giovedì 25 in libreria il nuovo libro della scrittrice e giornalista camerte Donatella Pazzelli, dal titolo "La cosa giusta", edito dalla Pendragon di Bologna.

Si tratta di un romanzo, il secondo dell'autrice camerte dopo quello intitolato "Gli Ulivi di Albanella" e lanciato dalla stessa casa editrice, che lo mette in vendita anche online sul proprio sito. Molto conosciuta in zona per il suo lavoro di dipendente comunale, ma anche, sempre attiva e partecipe alla vita sociale della città, brillante presentatrice di eventi visti i suoi trascorsi radiofonici nell'emittente locale e con una laurea in giurisprudenza, da sempre Donatella Pazzelli è stata attratta dalla passione per la scrittura, per i racconti e da qualche anno si è tuffata nei romanzi con un ottimo successo.

Anche in questo romanzo la protagonista è una ragazza dal nome di fantasia Flavia Colforti, che in questo caso è al centro di una storia fatta di sofferenze psicologiche impensabili per una giovane di buona famiglia, i cui problemi esistenziali e amorosi erano però mascherati da una vita patinata e che vengono fuori dopo il suicidio della sorella Livia.

Nei suoi romanzi i nomi sono di fantasia, ma non si discostano molto da quelli locali, come quello dell’ultima protagonista “Flavia Colforti”. Anche per le storie prende spunto dal territorio?
“Il territorio e la realtà che vivo sono la principale fonte di ispirazione dei miei lavori, anche se evito accuratamente che persone o situazioni possano essere riconoscibili. Il quotidiano regala talmente tanti racconti da poterci fare un’enciclopedia”.

Il suo filone, stando a queste prime pubblicazioni, ha come tema e protagonista assoluta la donna, vista attraverso le varie problematiche, professionali, esistenziali, affettive ed altro. Pensa di scrivere romanzi anche di altro genere?
“In questo lavoro c’è la storia di due gemelle, Flavia e Livia (in copertina c’è proprio quest’ultima, realizzata da Katarína Kusá) ma tratto anche temi purtroppo attuali, come la violenza che troppo spesso ci vede protagoniste nella cronaca nera. Nei miei romanzi scrivo di donne perché ovviamente conosco meglio la materia, ma ho affrontato anche altri temi (terremoto, sanità, anziani) soprattutto negli articoli, esprimendo sempre e incondizionatamente il mio punto di vista”.

Quale ritiene possa essere il successo dei suoi libri?
“Riporto il giudizio della casa editrice Pendragon in sede di valutazione del romanzo: complessivamente ben scritto e piacevolmente coinvolgente”.

Come possiamo definire Donatella Pazzelli scrittrice per il genere della sua narrativa?
“Come una persona che ama raccontare la normalità e che invita sempre e comunque a non fermarsi mai alle apparenze”.

L’avvicinamento alla narrativa è stato un cammino spontaneo, improvviso, oppure ha avuto qualche scrittrice di riferimento?
“Spontaneo. Leggo molto e di tutto, da sempre e mi piacciono gli autori che descrivono le situazioni con pennellate, lasciando al lettore il compito di riempire gli spazi. E questo è ciò che cerco di fare da quando, anni fa, ho deciso di scrivere qualcosa di più di un articolo”.

Come, quando e perché prendono corpo i suoi racconti. Ci sono momenti, situazioni particolari ad ispirarli o è frutto solo della sua creatività?
“Osservo molto le persone, cerco di capire, prendo appunti che vengono convogliati nei miei lavori. Ogni situazione regala pagine di scrittura ed è divertente mescolare e incollare i pezzi, tipo mosaico”.

Quanto tempo dedica ai romanzi, visti i molti impegni lavorativi e famigliari ed il suo attivismo in generale?
“La sera, i giorni di festa, i momenti di libertà. Nella nota in fondo al romanzo racconto della lunga gestazione de “La cosa giusta” che parte dalla fine del 2015 sulla scia dell’entusiasmo per l’uscita del mio libro “Gli ulivi di Albanella” (scritto praticamente di getto), attraversa il terremoto e si conclude con la pandemia che purtroppo stiamo ancora cercando di superare”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2021 alle 11:57 sul giornale del 25 marzo 2021 - 426 letture

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