Il legame con Camerino, il Covid e le olimpiadi, il sisma e la fisica: l'intervista al prof Hirouki Tajima

6' di lettura 26/03/2021 - Se in un primo momento il Giappone aveva capito fin da subito la gravità dell'emergenza causata dal Coronavirus, rinviando con grandi sacrifici i giochi Olimpici 2020 di un anno, non pensava di avere a che fare ancora con delle restrizioni importanti ad un anno di distanza.

I giochi, che mantengono l'identità 2020, si faranno nella prossima estate a partire dal 23 luglio, anche se nel paese un'alta percentuale degli abitanti è ancora oggi propensa all'annullamento.

Anche il mondo della ricerca giapponese ha partecipato in prima linea alla lotta al Covid-19 sotto diversi aspetti, tra cui la valutazione delle situazioni e possibilità di contagio negli spazi chiusi e molto altro. Studi dove la fisica ricopre un ruolo di primo piano e può dare un grande contributo. In questa materia l'Università di Camerino ha istaurato importanti rapporti con gli atenei del Sol Levante. Il giovane ricercatore prof. Hirouki Tajima, che lavora presso la facoltà di scienze e tecnologie dell'università di Kochi e dal prossimo mese di aprile come prof-assistente in quella di Tokjo, è un fisico della materia (specializzato in superconduttività e superfluidità) e ha visitato due volte l’Università di Camerino nel 2018 e nel 2019, per proseguire la collaborazione scientifica e nel settembre del 2019 ha partecipato a Padova al congresso internazionale “SuperFluctuations 2019”, organizzato dalle Università di Camerino e di quella della città veneta.

Nel giugno 2020 Hirouki ha preso parte ad un seminario, insieme ad altri scienziati giapponesi da lui contattati, alla conferenza “SuperFluctuations 2020” e che a causa del Covid-19 si è svolta interamente online. Seminario che ha ottenuto un vasto successo di partecipanti, con circa 70 scienziati collegati da tutto il mondo. Molto probabilmente anche nel 2021 il medesimo congresso si dovrà svolgere online e anche in questo caso sarà importante la partecipazione ed il contributo da parte del Giappone.

Prof Tajima, come e quando è iniziata la sua collaborazione con il gruppo Unicam di "fisica della materia" del prof. Andrea Perali?
"Innanzitutto, ho ricevuto diversi commenti utili sul mio articolo dal prof. Andrea Perali e anche un invito per la "Conferenza internazionale sulla superconduttività e superfluidità nei solidi e nei gas ultra freddi" tenutasi in Italia, a Trieste, nel 2018. In questa conferenza, ho discusso con il prof. Andrea Perali e ho iniziato la collaborazione scientifica".

Quali sono i temi di ricerca oggetto di indagine in collaborazione col prof. Perali?
"Stiamo studiando con un approccio teorico e computazionale le proprietà di superconduttori e superfluidi fortemente interagenti, argomenti che hanno un carattere inter-disciplinare dalla materia condensata alla fisica atomica e nucleare. In particolare, siamo interessati a un fenomeno di crossover da superconduttori/superfluidi debolmente accoppiati ai condensati di Bose-Einstein di molecole strettamente legate con attrazioni interparticellari crescenti. Una situazione così estrema si è verificata negli atomi di fermioni (o gas di Fermi) ultra freddi e nei nuovi superconduttori a base di ferro. Il nostro scopo è comprendere la correlazione esistente tra forti correlazioni e proprietà elettroniche multibanda in questi sistemi".

Ha già pubblicato articoli importanti su riviste scientifiche?
"Sì, abbiamo già pubblicato cinque articoli sottoposti a revisione tra pari in questa collaborazione. I nostri articoli sono stati valutati molto positivamente dai revisori e due di loro sono stati pubblicati come "Rapid Communication" in una prestigiosa rivista internazionale Physical Review B".

Ha intenzione di esplorare nuove direzioni di ricerca in collaborazione con il gruppo Unicam?
"Sì, in effetti abbiamo molto lavoro futuro. Riteniamo di poter ottenere una maggiore comprensione dei superconduttori/superfluidi multibanda fortemente interagenti".

Quali valori aggiunti ha trovato nella collaborazione con Unicam e in particolare con il gruppo di Perali?
"In questa collaborazione ho potuto avere proficue discussioni con i membri del gruppo del prof. Perali. In realtà, è stato piuttosto stimolante per me lavorare con esperti di materia condensata e fisica atomica in questo gruppo. Inoltre, grazie all'impegno dei collaboratori, abbiamo potuto pubblicare cinque articoli di ottimo livello in questi tre anni".

A livello educativo, durante l'emergenza Covid-19, come si sono organizzate le scuole e le università giapponesi?
"Almeno nelle università giapponesi, la maggior parte delle lezioni sono state tenute online. Sebbene dipenda dalle regioni e dalle università, la maggior parte degli atenei giapponesi inizierà le lezioni online nel prossimo anno fiscale (a partire da aprile in Giappone)".

Se l'insegnamento online è stato ampiamente utilizzato, lo considera efficace?
"Penso che ci siano argomenti a favore e contro l'insegnamento online. Come vantaggio dell'insegnamento online, si può partecipare alla lezione online ovunque se si dispone di una buona connessione di rete. Anche dopo la fine di questa pandemia, penso che continueranno diverse lezioni online".

In che modo la fisica sta contribuendo a questa tremenda battaglia contro il Covid-19?
"Alcuni fisici (tra cui il prof. Perali) stanno cercando di comprendere questa pandemia in modi matematici e fisici. Questi studi basati sulla fisica possono esserci molto utili".

Sul rinvio e sulla disputa delle Olimpiadi in Giappone, dalla notizie che sentiamo anche in questi giorni, non tutta la popolazione giapponese sembra favorevole all'evento. Cosa ne pensate e qual è la situazione ad oggi?
"Anche prima della pandemia, infatti, non tutti i giapponesi erano d'accordo con i giochi olimpici di Tokyo. Recentemente, la situazione è più grave e quindi il governo giapponese e i comitati olimpici sono costretti a prendere una decisione difficile su questo tema. Penso che sia davvero necessaria notevole attenzione".

Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, qual è la situazione in Giappone, se ha prodotto il proprio vaccino e com'è organizzata la distribuzione?
"Non sono sicuro della situazione della produzione di vaccini in Giappone. Recentemente, i vaccini sono distribuiti principalmente agli operatori sanitari. Come passo successivo, la distribuzione agli anziani inizierà ad aprile".

La vaccinazione in Giappone è considerata la soluzione più promettente o le misure di contenimento giocheranno ancora un ruolo importante?
"Anche se sembra che ci siano alcune preoccupazioni sugli effetti collaterali dei vaccini, la vaccinazione dovrebbe cambiare questa situazione in Giappone".

Crede che le visite reciproche tra il gruppo di Perali ed il suo riprenderanno subito dopo la fine della pandemia?
"Sì, sarebbe fantastico se potessimo vederci di nuovo per lavorare insieme dopo la fine della pandemia."

Il problema di fronteggiare terremoti gravi e frequenti è un problema comune tra l'Italia (Camerino in particolare) ed il Giappone. Pensa che la scienza e la fisica in particolare, possano ancora fare progressi sostanziali per aiutare in questo senso (sensori, analisi dei dati, modelli, materiali speciali, ecc.)?
"Sì, penso che la scienza e la fisica possano fare importanti progressi per comprendere il meccanismo di disastri come il terremoto. Inoltre, è anche importante sapere come dovremmo comportarci quando incontriamo disastri. Nell'università di Kochi, dove mi trovo ora, c'è il centro per la prevenzione dei disastri. È stato lanciato per sviluppare la scienza e la tecnologia di prevenzione/mitigazione."


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 26-03-2021 alle 14:28 sul giornale del 27 marzo 2021 - 322 letture

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