Tennis, Torresi evidenzia le capacità della Cocciaretto: "Può arrivare tra le prime 30 al mondo"

5' di lettura 28/03/2021 - Malgrado la nuova stagione tennistica sia iniziata ancora sotto le restrizioni anti Covid-19 e con le limitazioni per la presenza di pubblico, tra le azzurre del tennis mondiali che stanno lasciando il segno nei primi grandi tornei del circuito Wta c’è sicuramente la 20enne Elisabetta Cocciaretto, che nel torneo 1000 di Miami ancora in corso è stata l’unica a vincere due match, utili per entrare in tabellone.

La giocatrice originaria di Lido di Fermo, cresciuta tennisticamente nel circolo tennis Porto San Giorgio ed attualmente anche studentessa di Unicam in giurisprudenza si sta rivelando una sorpresa, ma non per gli addetti ai lavori come il maestro di tennis Giovanni Torresi, responsabile del settore tecnico marchigiano per 30 anni, che in passato è stato campione italiano Over35 di Doppio e Over 40 a Squadra, attualmente vicepresidente del Coni Marche.

Un Giovanni Torresi che la conosce bene fin da è piccola e con il quale cerchiamo di scoprire meglio questa giocatrice che si sta facendo largo tra le grandi del tennis con la sua grinta, passione, classe e determinazione.

Che caratteristiche ha questa giovane tennista marchigiana?
“La Cocciaretto è stata sempre forte, fin da piccola. Io la seguo da quando aveva 6 anni, poi ha sempre vinto a livello giovanile dai 10 anni in poi è stata sempre campionessa italiana, quindi, quasi una predestinata. Lei ha una discreta velocità di palla, intelligente tatticamente e forte fisicamente, direi che sono queste sono le sue principali caratteristiche”.

Dove può arrivare?
“Io credo che tra le prime 30 del mondo ci arrivi sicuramente, dopodiché non è facile pronosticare il futuro, ma a mio parere fra le top30 del mondo ci può arrivare. Mi auguro di essere smentito in futuro se arriva nelle prime 10, questo è un po’ più difficile, ma ha molte qualità, non si può mai sapere”.

Con il suo gioco e le sue caratteristiche a quali big delle attuali migliori al mondo si avvicina di più la Cocciaretto?
“Ce ne sono diverse. Diciamo intanto che si assomigliano quasi tutte, perché sono tutte forti e tirano colpi potenti da fondo campo. Giocano quasi tutte uguali con il rovescio a due mani, hanno un buon servizio, hanno buona mobilità e da fondo campo in più tirano tutte forte: poi magari ci sono quelle che magari anticipano di più e la differenza la può fare questo aspetto”.

In tanti di questi aspetti che lei ha detto si nota una certa somiglianza alla Halep?
“Sì, la Halep ha queste caratteristiche. La Halep me la ricordo anche lei quando era piccola, l’ho vista in qualche torneo giovanile ed anche Simona Halep è una che ha buona mobilità e arriva molto prima delle altre sulla palla e questa è una caratteristica che non tutte hanno, riuscire a capire un attimo prima dove va la pallina. Cosa che aveva, mi ricordo, Martina Hingins, che è stata la numero uno al mondo e che se la vedevi non sembrava così forte, non sembrava che tirasse forte, ma stava sempre prima sulla palla”.

Com’è cambiato il tennis nel corso degli anni?
“Adesso i giocatori e le giocatrici devono essere forti fisicamente, che è la prima cosa e stanno diventando tutti forti tecnicamente. La testa è fondamentale, perché se non hai il carattere giusto non vai da nessuna parte. Per cui il giocatore è completo sia dal punto di vista fisico che tecnico: adesso i più forti giocano tutti bene tecnicamente, rispetto a prima è cambiato molto e fisicamente sono di un’altra categoria”.

Fra le donne soprattutto si vede molto poco giocare a volo, attaccare e chiudere con colpi morbidi?
“Intanto dipende molto dal tipo di superficie. Anche gli uomini sono per la gran parte tutti attaccanti da fondo campo con colpi potentissimi, tranne qualche raro caso fra i giganti (vedi Federer e pochi altri), però il resto a cominciare dallo stesso Djokovic, Nadal, non vanno spesso a rete e sono pochi, purtroppo”.

A Miami c’erano ben tre marchigiani fra uomini e donne, è un buon segno per il tennis regionale?
“Questi ragazzi e ragazze marchigiani sono ottimi giocatori. Anche lo stesso Travaglia, che pur non giovanissimo, è maturato tantissimo ultimamente. Peccato la Giorgi che mi sembra un po’ in fase discendente, la Cicciaretto sta facendo bene pur essendo agli inizi”.

La Cocciaretto sappiamo che è molto legata all’entroterra maceratese, dove viene spesso a rilassarsi, allenarsi e prepararsi come ha fatto anche il periodo di lockdown e dove ci sono strutture di ottimo livello tra Matelica, Camerino e Cstelraimondo. Però in queste zone scarseggiano i talenti di questo sport, perché?
“Sì, inoltre la moglie del suo allenatore è originaria di Matelica, quindi durante il il Covid è stata a Matelica ed anche qui da noi nel circolo di Macerata. Mancano i talenti, perché fare il giocatore di tennis non è semplice. Le strutture da sole non bastano. Devi avere dei buoni maestri, devi essere fortunato e poi sono tante le componenti che servono per diventare un campione. Comunque le Marche hanno oggi degli ottimi giocatori a buon livello”.

(Articolo aggiornato il 29 marzo su richiesta dell'intervistato)


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2021 alle 18:31 sul giornale del 29 marzo 2021 - 439 letture

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