Ex seminario, scontro fra Curia e Family Sport: "Investito in quell'area, ora ci troviamo inguaiati"

4' di lettura 06/04/2021 - E' scontro fra la Curia e l'associazione sportiva affiliata CONI "Family Sport" sull'utilizzo degli spazi ricreativo-sportivi dell'ex seminario di Camerino gestiti dall’Ente Seminario facente capo all’Arcidiocesi, quali: il campo di calcio, il campetto da basket e laltra area adibita all'addestramento cinofilo.

Nel febbraio del 2016, pochi mesi prima del terremoto, l’area comprendente quegli spazi era stata affidata in comodato d'uso dall’Arcidiocesi alla neonata associazione sportiva Family Sport, per attività ludiche e ricreative. A due mesi di distanza dalla scadenza rinnovabile del contratto, nei giorni precedenti la Pasqua, l'Arcidiocesi di Camerino con una lettera datata il 30 marzo scorso, si è riappropriata della gestione della suddetta area ed ha invitato l'associazione "Family Sport" a liberare gli spazi dalle proprie strutture entro 3 mesi dal ricevimento della lettera.

L'associazione, dopo aver preso atto della comunicazione, ha appeso un cartello di chiusura dell'area che è stato uno "spiacevole regalo pasquale" per tutti i soci e soprattutto per i ragazzi praticanti. La Family Sport, a sua volta, con una lettera del 3 aprile scorso, ha invitato l'Arcidiocesi a rimuovere dagli spazi ora in gestione all'associazione, i container collocati presso il campetto di calcio e che creano "gravi problematiche" (si legge nella missiva della società) agli utenti, dando alla proprietà un tempo di 7 giorni per procedere a toglierli.

L'Asd Family Sport ha quindi comunicato anche la sospensione immediata dell'attività sportiva, sottolineando come la decisione dell’Arcidiocesi di tornare in possesso degli spazi, sia stata presa all'improvviso e senza alcun preavviso verso il fruitore, che detiene un regolare contratto ancora valido fino alla sua scadenza, fissata al 30 maggio 2021 con consensuale possibilità di rinnovo. Una notizia che ha lasciato tutti a dir poco stupefatti sia soci dell'associazione e ragazzi, considerato che la stessa ASD Family Sport aveva anche investito per la propria attività sociale ed aveva comprato nuove strutture da utilizzare per i ragazzi, come ad esempio una casetta in legno mobile su rotelle, da adibire all’uso di segreteria e come luogo di riparo per i ragazzi in caso di improvviso maltempo. Investimento che ora va a gravare sulle spese effettuare, creando una situazione debitoria nel bilancio dell'associazione. "Siamo dispiaciuti, innanzitutto per il modo in cui è stata presa questa decisione - dice il presidente dell'associazione Family Sport Nando Ferretti - in quanto l'Arcidiocesi ci avrebbe dovuto chiamare, inoltre ci ha sempre rassicurato in quanto una volta che gli abbiamo consegnato la segreteria ed i locali dove dovevano essere effettuati dei lavori, noi non avremmo avuto problemi per la nostra attività. Abbiamo fatto delle spese, abbiamo investito in quell'area e ci siamo trovati inguaiati. Il problema è questo, che c'è modo e modo di poterlo fare".

Non c'è modo di sanare questa situazione, visto che gli spazi sono utilizzati per un'attività sociale, come luogo di aggregazione e divertimento per i giovani?
"Dato che non è la prima volta che il il nuovo vescovo prende simili decisioni, noi, come associazione, abbiamo deciso, che a secondo dell'evolversi della situazione, non andremo più in quei luoghi in quanto è un ambiente dove non ci piace più stare. La nostra intenzione, all’apertura della struttura con il vescovo Brugnaro, doveva essere un oratorio all'aperto, mentre il suo successore ha sconfessato tutto".

Quali sono state le motivazioni di tale decisione?
"Io non entro nel merito in quanto sarà la stessa arcidiocesi e il vescovo in persona a darle. Personalmente non è piaciuto il modo di fare e noi non vogliamo più avere nulla a che fare con tali ambienti. Adesso andremo per vie legali per tutelare i nostri interessi".

I vostri ragazzi come hanno preso la decisione di trovare chiusi gli spazi dell'ex Seminario?
"Ho dovuto togliere nella serata di ieri alcuni cartelli che probabilmente avevano attaccato e dove esprimevano con toni anche eccessivi, la loro protesta e indignazione. Coloro che avevano scavalcato la recinzione per continuare a fruire delle strutture li ho dovuti allontanare e rimandare a casa ed è questa la cosa che mi ha fatto più male, dover mandar via i ragazzi. Però a malincuore l'ho dovuto fare. Sicuramente questo non è un bel messaggio sociale che viene dato ai giovani. Restiamo pertanto interdetti da questa decisione presa senza avere un briciolo di umanità e di rapporto con le persone. Questa non è solo una colpa rivolta al Vescovo come singola persona, ma al clero locale in generale".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 06-04-2021 alle 18:01 sul giornale del 07 aprile 2021 - 972 letture

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