Nuova caserma dei Carabinieri a Camerino, Unione Montana e Comuni vogliono accelerare: braccio di ferro con il Demanio

10' di lettura 13/04/2021 - Chiariti tutti i dubbi sull’iter burocratico che sta rallentando la pratica per il definitivo atto di concessione gratuita del diritto di proprietà superficiaria della parte dell’immobile dell’Unione Montana all’Agenzia del Demanio, della parte di edificio che dovrebbe ospitare la futura caserma della Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Camerino. Resta solo da stabilire chi e come si accolli le ultime spese per superare il cavillo definitivo e legato ai lavori necessari per la messa a norma dell’impianto di sicurezza antincendio.

Il Demanio sostiene che non può spendere su immobili non di sua proprietà, l’Unione Montana a sua volta dovrebbe accollarsi ulteriori importanti oneri per diversi lavori su uno stabile che non sarà più suo. Malgrado i tanti sacrifici già fatti, pur di agevolare in tutti i modi l’operazione e accollandosi tutte i costi fino ad ora sostenuti, anche per le pratiche del cavilloso iter burocratico, l’ente montano ha proposto anche un’ulteriore sforzo che non gli spetterebbe, cioè quello di pagare i 30.000 euro necessari (fra progettazione e lavori) dell’adeguamento dell’impianto di sicurezza antincendio.

Per farlo l’unione ha proposto una compartecipazione ai comuni facenti parte del territorio in essa compreso ed il prossimo passo è quello di conoscere e redigere l’impegno all’unanimità. Questo è quanto deciso ieri (12 aprile) nell’incontro fra Unione e sindaci del proprio territorio per risolvere il nodo della questione pur di realizzare al più presto il progetto della nuova caserma dei Carabinieri di Camerino, che da dopo il sisma è ospitata nei container di via Madonna delle Carceri.

All’incontro di ieri, presso i locali del Contram ed aperto dalla relazione dettagliata di tutti i punti del travagliato passaggio di proprietà da parte del presidente Alessandro Gentilucci (che è anche sindaco di Pieve Torina), erano presenti tutti gli altri primi cittadini dei comuni facenti parte dell’Unione e che dovrebbero impegnarsi per dividersi ulteriori costi, oltre al vice presidente del Consiglio Regionale Gianluca Pasqui.

Dopo la relazione iniziale del presidente Gentilucci, il primo ad intervenire è il sindaco di Fiastra: “Ancora una volta con atti alla mano – ha detto Sauro Scaficchia rivolto al presidente dell’unione Alessandro Gentilucci – hai tutelato il territorio e i Carabinieri, evitando il rischio che la Compagnia abbandonasse Camerino, cosa che sarebbe stata un disastro per la città e il territorio. Non vedo ostacoli da parte dell’Unione Montana in questa vicenda, dove l’ente gli ha dato tutto e di più, siamo andati due volte in consiglio proprio per accelerare il più possibile la trasformazione di quell’ala dell’edificio. Non si sono parole. Se anche qui andremo in consiglio, il presidente porta l’ultima richiesta che ci viene fatta ed è quella di accollarci ancora una volta delle spese che di fatto non ci competono, come altre già sostenute. Non si trova scritto da nessuna parte, in nessun capitolo, che chi prende non paga. La responsabilità di questo territorio penso che verrà ancora una volta dimostrata, però non possiamo sempre chiedere sacrifici ai cittadini, perché poi non vedo con quale diritto noi andiamo a togliere risorse di cui gli stessi devono avvalersi. Per cui non vedo scusanti, quali sono ancora i passaggi che dobbiamo fare per vedere poi il funzionamento, o almeno l’avvio dei lavori su questa parte del palazzo destinato alla caserma dell’Arma. E’ chiaro che sono lavori consistenti e ci vorrà ancor del tempo e mi dispiace per l’Arma che deve ancora rimanere in una situazione di emergenza all’interno dei container. Esigenze che si sono anche in tanti altri comuni del territorio colpito dal sisma e dopo 4 - 5 anni, è davvero insopportabile. Vorrei fare appello anche per conoscere a che punto sono i progetti delle altre caserme sul territorio che sono state tutte finanziate. E’ stato fatto di tutto per accelerare il passaggio di proprietà dell’immobile per la Caserma di Camerino”.

E’ stata poi la volta di Slivia Bernardini, sindaco di Ussita: “Tengo a precisare che per quanto riguarda le ripartizioni, il Comune di Ussita non è tra quelli che sono proprietari dei beni del Demanio, per cui non rientrerebbe tra quei comuni a cui spetterebbe accollarsi una quota per arrivare ad una soluzione. Sono qui, perché il caso riguarda tutto il territorio. Questa vicenda è iniziata ancora prima del mio arrivo ad Ussita ed è veramente infinita. Da quello che ho capito è stato fatto di tutto. Ora mi auguro che qualcosa in più venga fatto da parte dell’Agenzia del Demanio, perché come si diceva prima, è ora che questi territori debbano avere qualcosina. E’ vero che si parla di aiuti, di contributi, ma per ora sono solo belle parole. Per quanto riguarda Ussita noi perderemo la caserma dei Carabinieri, in quanto per una questione di sistemazione (almeno si vocifera questo) ci spetta quella dei Carabinieri Forestali, mentre quella dei Carabinieri, che è storica, verrà spostata a Visso. Vorremmo essere un po’ partecipi in questo gioco delle sistemazioni, però aspettiamo fiduciosi che qualcosa vada per il verso giusto.”

“Sono per fare tutto quello che c’è da fare per risolvere questo problema – dice Mario Baroni sindaco di Muccia – chiaramente io non ho e non ho avuto mai questo problema perché a Muccia non c’è mai stata la caserma dei Carabinieri. Per quanto riguarda le spese il comune di Muccia valutiamo, vediamo quanto serve. Non ci tiriamo indietro. Però mi sembra che alcune spese per la messa a norma del sistema antincendio, sono un po’ alte”.

“Ringrazio il presidente Gentilucci per l’invito e per aver ripercorso dettagliatamente l’intera vicenda - dice il sindaco di Serravalle di Chienti Emiliano Nardi - Riguardo alla quota parliamone. Io non ho nemmeno 5000 euro da impegnare per il mio Comune, comunque proseguiamo su questa strada”.

“Prendo atto che tuti i Comuni dell’Unione hanno a cuore la situazione della Compagnia dei Carabinieri di Camerino. E’ un iter che parte da lontano – dice il sindaco Sandro Sborgia – siamo a tre anni di distanza e siamo arrivati solo alla firma del protocollo d’intesa, ma è arrivato il momento di stringere. Qui non è in gioco solo la struttura ma il dovere morale, politico, di assicurare una sede dignitosa a quelle persone che svolgono un servizio all’intera collettività. Allora quando si parla delle istituzioni, basta ricordare che queste hanno un loro valore e noi il dovere renderle migliori affinché svolgano il loro lavoro. Dopo tutte le vicende superate e l’atteggiamento sempre propositivo, ora si pone il problema del certificato antincendio. Preso atto che il Demanio non può fare interventi su beni terzi. Appreso che abbiamo una stima dei costi della realizzazione dell’impianto, questa situazione va risolta ed anche in fretta. Abbiamo detto che siamo pronti ad accollarci le spese, che non mi sembra ammontino ad una cifra particolarmente importante, ho sentito parlare di 30.000 euro. Penso che già nel bilancio dell’Unione Montana siano reperibili simili somme, non credo siano difficilmente irraggiungibili, se poi dovesse essere necessario aggiungere qualcosa da parte dei comuni, penso sia possibile, anche perché è una cosa che dobbiamo necessariamente fare. Quindi, se siamo tutti d’accordo, prendiamo un impegno, adesso, che è quello di contattare il Demanio per firmare l’atto. Penso che sia doveroso perché è un segnale di fronte a tutte le difficoltà incontrate fino ad ora di fronte alla burocrazia ed i suoi cavilli”.

Viste le problematiche economiche al nocciolo della questione è intervenuto anche il vice presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui: ”Tengo a sottolineare, non solo come esponente della Regione Marche, ma anche come cittadino di questa terra – dice Pasqui - che mi fa piacere conoscere come avete lavorato per portare avanti l’iter procedurale, che ha delle lungaggini che sono purtroppo chiare. Credo che il presidente e voi tutti (rivolto ai sindaci) avete fatto il massimo e siete andati anche oltre quello che dovrebbe fare un buon amministratore. Avete fatto tutto e di più. Intanto mi meraviglia di come dopo 3 anni non ci siano documenti come un preliminare, un progetto, siamo ad un punto di partenza, come mi auguro venga sbloccata al più presto la pratica. Non c’è progetto perché ad oggi l’Agenzia del Demanio non ha tenuto un atteggiamento che ha consentito di arrivare a sottoscrivere l’atto. Siccome la ricostruzione di questo territorio non passa solo attraverso lo sblocco di certe situazioni o costruzioni di edifici, noi dobbiamo ricostruire un tessuto socio-economico e dobbiamo mantenere i servizi. Quindi se non comprendiamo che dobbiamo mantenere tra le altre cose il presidio della Compagnia dei Carabinieri, mantenere l’ospedale (e per farlo serve cambiare le norme nazionali dando incentivi, altrimenti i medici non vengono) è chiaro che questo diventa difficile. Credo che l’Unione Montana ha fatto il massimo per quello che poteva fare. Se avete bisogno di qualcosa e se la vicenda dovesse continuare ad andare com’è avvenuto fino ad oggi in altre sfere, potremmo andare a parlarne anche al Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Mi rendo disponibile, eventualmente, per avere un incontro con celerità. Perché, a prescindere da che parte sono state le colpe, bisogna agire e in fretta, anche per capire bene chi deve intervenire economicamente, perché se la cifra di 30.000 non è alta per l’Unione Montana, questa lo è ancora meno per enti di livello superiore, che devono intervenire per garantire quanto di più importante deve essere fatto per queste zone”.

“Il territorio sta dimostrando il suo attaccamento alla propria gente ed al rispetto verso le istituzioni accollandosi spese anche non proprie e che ricadranno sui cittadini – ha concluso il presidente dell’Unione Alessandro Gentilucci – mentre lo Stato ci snobba ancora rispetto ad altri interventi in Provincia. Noi in questa vicenda ci siamo pagando l’atto (di 3000 euro), il percorso relativo al frazionamento, ci pagheremo probabilmente questa nuova linea antincendio che alla Unione Montana non servirebbe, se non per dividere i due stabili. Quindi, l’immobile già progettato unitariamente è una spesa in più, perché a noi non servirebbe farlo oggi, però ci impegniamo anche in questo percorso. Certo è che a Macerata non si sono comportati così. Il palazzo che ospita il Comando Provinciale, è stato beneficiario di 6,1 milioni di euro e verrà riaffittato alla stessa Arma. Quindi vedete, vivere in montagna quanto è più difficile, quanti più sacrifici dobbiamo fare. Certo, verifichiamo immediatamente questo percorso, ci aggiorniamo a lunedì, ci siederemo per trovare i fondi necessari e cercheremo un modo per chiudere la situazione senza evacuare l'intero stabile come è stato fatto fino ad oggi e quindi senza creare disagi per gli enti che sono al suo interno. Se il percorso così come identificato questa sera è fattibile, prendiamo, cediamo e poi controlleremo che l’Agenzia del Demanio faccia di tutto non solo per i carabinieri di Camerino, ma anche di per le altre stazioni del territorio”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 13-04-2021 alle 10:41 sul giornale del 14 aprile 2021 - 703 letture

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