Nuova Caserma dei Carabinieri a Camerino: possibili soluzioni e proposte

4' di lettura 15/04/2021 - Chi deve pagare i 30.000 euro i lavori per la messa a norma dell'impianto di sicurezza antincendio nello stabile della Unione Montana, che lo stesso ente è intenzionato a cedere gratuitamente al Demanio per realizzare la nuova caserma della Compagnia dei Carabinieri di Camerino in località Vallicelle?

Perché è questo il cavillo che blocca il definitivo atto di concessione gratuita del diritto di proprietà superficiaria della parte dell’immobile dell’Unione Montana all’Agenzia del Demanio. Impianto di sicurezza che, va precisato, va rinnovato per rendere autonome le due parti dello stesso immobile (il blocco che ospita l'ente montano ed altri uffici da quello che sarebbe destinato alla nuova caserma).

Ad oggi, infatti, per quello che riguarda gli spazi occupati dall'Ente Montano e dagli altri uffici ospitati, la certificazione antincendio è in linea con le attuali caratteristiche. Pertanto, mentre l'Agenzia del Demanio, che gestisce gli immobili che ospitano i presidi dell'arma sul territorio, dice che non può sostenere spese in edifici che non sono suoi e pretenderebbe che i lavori riguardanti le modifiche all'impianto sarebbero a carico del proprietario, da parte di quest'ultimo si fa valere il fatto che si andrebbe a pagare un lavoro su una parte di struttura che non sarebbe più sua.

Se l'acquirente non avrebbe problemi di spesa, considerato gli adeguamenti da fare e probabilmente anche per le risorse a disposizione, come si più pensare o immaginare, l'Ente Montano dovrebbe andare a valutare uno scostamento dal proprio bilancio per tale somma. Dalle ultime proposte avanzate, in primis dal sindaco di Camerino Sandro Sborgia, l'Unione Montana sta valutando questo ennesimo sforzo con la ripartizione della quota (secondo le percentuali previste) da parte dei comuni facenti parte dell'ente.

Su questo punto ci si è lasciati lunedì scorso ed una risposta definitiva dovrebbe arrivare entro lunedì prossimo, quando è stato fissato il prossimo consiglio dell'Unione. Nel caso andasse in porto quest'ultimo accordo, con il consenso di tutti o gran parte dei comuni facenti parte dell'Unione Montana, questi ultimi andrebbero incontro ad una riduzione ulteriore dei loro già residui budget finanziari, il tutto a scapito di servizi (più o meno impegnativi) per fronteggiare le proprie esigenze. Sarebbero quindi gli stessi cittadini ad impegnarsi per sostenere quello che un servizio dovuto, come quello della sicurezza e della sorveglianza del territorio, spetterebbe invece allo Stato, tramite il Ministero di Grazia e Giustizia.

La somma in discussione non è certo rilevante, ma il principio d'intervento non lascerebbe dubbi sulla competenza statale a sostenere tale onere e magari un accordo a metà fra le parti, già sgraverebbe di molto l'impegno dei comuni e dell'Ente Montano. Di soluzioni se ne potrebbero individuare tante, dal coinvolgimento del Ministero di Grazia e Giustizia, a quello degli enti locali come Regione, Provincia ed in ultimo i comuni coinvolti, con l'impegno di questi ultimi attraverso le rispettive quote previste.

Oltre a queste soluzioni magari si potrebbero trovare anche altre alternative esterne, com'è stato fatto in occasione dell'emergenza terremoto, ovvero attraverso donazioni private e campagne solidali da parte di altri enti, fondazioni, o addirittura raccolta fra i cittadini.

Vista la problematica legata ad un'istituzione di primaria importanza per la sicurezza e la sorveglianza del territorio, oltre che per l'attaccamento da sempre dimostrato all'Arma da parte della popolazione in generale, si potrebbe trovare qualche privato disposto a sostenere e/o partecipare (nel rispetto della discrezionalità individuale e secondo le proprie disponibilità) a finanziare parte dell'importo necessario.

Il tutto però sempre tenendo conto delle difficoltà che già deve affrontare la gente dell'entroterra maceratese, colpita prima in modo gravemente dal sisma e poi anche dalla pandemia in corso.

Potrebbero essere queste alcune soluzioni per superare in via definitiva l'ostacolo della firma dell'atto per la locazione della nuova Caserma della Compagnia dei Carabinieri di Camerino, che, comunque vada, in futuro potrebbe essere realizzata ex novo in un altro sito cittadino, probabilmente anche più idoneo e logisticamente più efficace e funzionale ai propri fini ed esigenze di lavoro e di pronto intervento. Premesso, infatti, che il presidio dell'Arma a Camerino resterà comunque, non è difficile da immaginare che se non si dovesse superare con il buonsenso questo ultimo ostacolo burocratico-finanziario, ci saranno sicuramente altri piani strategici (B e probabilmente anche C) già individuati e che si potrebbero conoscere solo dopo la decisione che sarà presa dal Consiglio dell'Unione Montana di lunedì prossimo. Alternative che, se non sono già state individuate in edifici già esistenti ed eventualmente solo da adeguare alle caratteristiche di una Caserma del tipo Comando di Compagnia, porterebbero alla realizzazione di una struttura completamente nuova ed i cui costi sarebbero tutti a carico del dell'Agenzia Demanio.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2021 alle 15:27 sul giornale del 16 aprile 2021 - 237 letture

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