La pallavolo a Caldarola, più di uno sport: l'intervista al presidente Cataldi

5' di lettura 17/04/2021 - Il Caldarola Volley a 360° dagli inizi ai giorni nostri. Tutte le curiosità con il Presidente Simone Cataldi.

Presidente quando nasce a Caldarola questo meraviglioso sport?
“Nel 1973, a Caldarola fu organizzato presso l’oratorio il primo torneo dal nome “volleybar” anche se già nel 1953 sembra si sia partecipato ad un torneo in quel di Castelraimondo. Nel 1986 poi, l’U.S. Caldarola iscrisse per la prima volta una squadra maschile ad un torneo federale mentre la compagine femminile arrivò nel ‘89. Sotto il nome di U.S. Caldarola Volley, la società negli anni successivi ha saputo ritagliarsi un importante ruolo, sia nella provincia di Macerata che in regione, con svariati successi nel settore femminile e maschile, ponendo un profuso impegno per il settore giovanile grazie soprattutto a presidenti e dirigenti volontari del luogo. Nel 2010 poi, una nuova dirigenza formata da validissime persone, con un mix tra giovani pieni di idee e gente d’esperienza, decide di fondare ex-novo la società odiernamente chiamata A.D.U.S. Caldarola Volley della quale sono ormai presidente da 9 anni; l’intento fu allora come oggi quello di allargare gli orizzonti del panorama pallavolistico locale impegnando tutte le energie con il solo scopo di promuovere e sensibilizzare la pratica di questo sport a livello giovanile e di categoria sotto lo spirito agonistico ma anche del divertimento”.

Quali sono stati i presidenti dell’associazione e quali gli allenatori più significativi che sono transitati sotto rete?
“Beh, un ricordo doveroso lo devo a Riccardo Donati, presidente già da prima che rifondassimo la società ed il quale purtroppo non è più con noi; il suo ricordo è sempre vivo in palestra, con lui ho vissuto le prime due stagioni da consigliere e mi ha formato sotto diversi aspetti con la sua indubbia mitezza e senso di responsabilità. Sono passati per il Caldarola Volley altri presidenti prima di lui che hanno fatto la storia di questa società, ma di cui ho un vago ricordo visto che ero molto giovane all’epoca; di loro comunque nutro profondo rispetto perché senza di loro non ci sarebbe oggi a Caldarola la passione per questo sport. Tra gli allenatori più significativi di questi undici anni non ho preferenze ma ricordo tutti in maniera più o meno positiva perché, come tutti sanno, lo sport è fatto di annate buone ed altre un po’ meno e spesso, in questo mondo, l’allenatore è sempre il primo ad andare sul “patibolo” ma è pur sempre una figura che scrive un tratto importante della storia di una società sportiva e quindi un elemento fondamentale se ci si pensa bene”.

Quanti iscritti avete e quante compagini ci sono all’interno del Caldarola Volley?
“Abbiamo all’incirca una novantina di tesserati e diverse compagini, dai piccoli del settore volley S3, alle categorie Under con la 15 femminile e la 13 maschile (3vs3); inoltre le prime squadre con la Prima div. femminile e la Serie D maschile”.

Tra le partite che hai giocato, ricordiamo che ricopri il doppio ruolo presidente/libero quali sono state le più belle e quali le più brutte?
“Ma, che dire, di partite belle ne ho giocate diverse, senz’altro la gara della vittoria del campionato di prima divisione nel 2011/2012, i quarti di finale di coppa Marche nella stagione 2013/2014 e diverse gare nelle ultime due stagioni, sia nel campionato di prima divisione vinto nel 2019 che molte partite di Serie D nella stagione 2019/2020 prima che la pandemia ci fermasse nel bel mezzo dei play-off per andare in serie “C”. Di partite brutte né ricordo pochissime anche perché di solito cerco subito di metabolizzare e dimenticare le sconfitte, prenderne gli insegnamenti e pensare subito alla gara successiva”.

Recentemente avete dovuto far fronte, prima all’emergenza del terremoto nel 2016, poi il Covid, come avete reagito? Con quali precauzioni siete ripartiti?
“Diciamo che sono due importanti esperienze che certamente non dimenticheremo insieme a tutto il mio direttivo societario. Il sisma ci ha toccato profondamente, ancora tutt’oggi vediamo le ferite nei monumenti ed edifici del nostro paese e a distanza di 5 anni sembra sia successo ieri; ma non ci siamo mai persi d’animo, abbiamo subito reagito e la molla è stata sicuramente l’instancabile passione per questo sport unita ad un gruppo di persone fantastiche con il quale portiamo avanti da anni tutto questo. Direi che, l’aver affrontato il sisma non ci ha trovati spiazzati con questa nuova emergenza, anche se qui si tratta di un nemico invisibile, infatti ci siamo ancora una volta rimboccati le maniche e abbiamo cercato di fare attività sportiva quando possibile mentre, nei periodi di stop, ci siamo dedicati ad attività ludiche via social per i più piccoli e qualche esercizio a casa ai più grandi con l’aiuto degli allenatori. Il nostro intento è stato comunque quello di mettere al primo posto la sicurezza di tutti i nostri tesserati attuando protocolli rigidi come richiesto dalle normative”.

Per l’eventuale ripartenza come vi state organizzando a livello di allenamenti e partite ufficiali?
“Siamo ripartiti ai primi di ottobre con tutti i gruppi esclusi i più piccoli che non si potevano allenare, ma il 24 siamo ricaduti come tutti in un nuovo stop; da febbraio 2021 abbiamo ripreso le under essendo categorie di interesse nazionale e a marzo anche le prime squadre senza obbligare nessuno a partecipare vista la situazione. Dovrebbero partire nel prossimo mese sia i campionati delle categorie under che la Coppa Italia delle prime squadre e salvo complicazioni “Covid” ci saremo; stiamo per l’appunto elaborando il protocollo anti-contagio specifico alla parte relativa alle competizioni sperando che tutte le misure adottate facciano prevenire il pericolo di contagio che purtroppo non possiamo calcolare”.


di Diego Cartechini
redazione@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2021 alle 23:02 sul giornale del 19 aprile 2021 - 525 letture

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