Viaggio nelle palestre vuote dell'entroterra, Attili (Camerino): "Speriamo nella svolta a giugno, altrimenti conseguenze pesanti per il settore"

6' di lettura 19/04/2021 - Dopo lunghi mesi di lockdown, seguiti ad una parziale riapertura, per i gestori di palestre si vede una luce in fondo al tunnel, con le riaperture previste agli inizi di giugno.

Riaperture che per il settore avvengono in bassa stagione e dopo una lunga crisi, che nemmeno con un boom di iscrizioni per tornare in forma dopo la pausa e con la stagione balneare avviata, basterà probabilmente a risanare le perdite subite.

I parziali ristori ricevuti a molti sono nemmeno serviti a pagare le spese vive di gestione affitto a seconda delle caratteristiche delle rispettive strutture. Sui problemi, disagi e prospettive abbiamo avvicinato alcuni gestori dell’entroterra maceratese.

Partiamo da Camerino con il Centro Fitness Revolution di Marta Attili, per proseguire con la palestra New Golden Body di Matelica (leggi) gestita da Gina Romaldini che al suo interno ha anche la Piscina, un centro estetico, il solarium ed una scuola di lingue, quindi la Palestra Asd New Center Gym sita a Selvalagli di Gagliole (leggi) e gestita dall’ex culturista Roberto Fedeli e Monica Boccolini. Ogni palestra con problematiche diverse, ma tutte attrezzate per la sicurezza con i dispositivi di protezione, igienizzanti e distanziamento, misure che non sono servite per riprendere in sicurezza, nemmeno con presenze ridotte.

Anche il mondo del fitness in tempi di pandemia si è trasferito online, ma finché c’è stata una possibilità di stare all’aperto, la palestra Revolution di Marta Attili ha giocato tutte le sue carte, con lezioni itineranti e negli spazi anche storici della città e nei dintorni. Idea che ha riscosso un enorme successo. L’amministrazione comunale ha provato ad andare incontro agli operatori del settore, ma è stato difficile trovare una soluzione per sostenere economicamente gli stessi, aldilà dei contenuti ristori statali.

Quali difficoltà ha incontrato a causa del lockdown?
“Per chi ci vive con questo lavoro è difficile affrontare questa situazione - dice Marta Attili - e speriamo che con l’ultima decisione siamo ad una svolta definitiva con le riaperture di giugno, ma solo se saranno definitive. Nel frattempo noi ci siamo reinventati lavorando attraverso una piattaforma online, attraverso la quale facciamo ancora tutt’ora dei corsi in diretta, però a lungo andare ci si stanca, si comincia a sentire la stanchezza. Lo scorso anno era andata bene anche l’attività all’aria aperta, ma in questo ultimo lockdown non era consentita. Non sono arrivati grossi aiuti da parte delle istituzioni”.

In alternativa?
“Eravamo stati contattati dal Comune, che gentilmente ci aveva proposto un'idea per venirci incontro, poi non si è fatto nulla. Noi avevamo chiesto che una liquidità era la cosa che ci aiutava più direttamente, però da parte dell’amministrazione c’erano delle difficoltà a trovare e giustificare queste eventuali uscite. Allora avevano proposto di chiedere incentivi ai cittadini, agli utenti delle palestre con una formula particolare. Ad esempio, se vi abbonate a una delle palestre di Camerino per un anno, avete la possibilità di pagare il 50% dell’abbonamento, mentre l’altra metà l’avrebbe pagata il Comune. Anche in questo caso ci era venuto qualche dubbio, perché comunque, io che lavoro con i corsi ci può stare che l’utente ti faccia l’abbonamento annuale perché comunque si è sempre allenato anche in modalità online. Però laddove questa modalità online non viene sfruttata io quando riapro non ho comunque entrate, perché l’utente che mi ha fatto l’abbonamento online, in qualche modo glielo devo fare sfruttare”.

Perché secondo lei non è stato possibile portare avanti l’attività delle palestre fino ad oggi con i protocolli stabiliti?
“Secondo me, invece, sarebbe stato addirittura molto fattibile lavorare in palestra. Per quanto riguarda il mio caso la gente si sentiva al sicuro, perché la mia è una palestra molto luminosa, con ampie vetrate e finestre, ben areata, come d'altronde avevamo fatto sempre, oltre ad aver incrementato poi i dispositivi di sanificazione anche individuali, per gli attrezzi e le singole postazioni, all’ingresso veniva presa la temperatura. Quindi non ho capito perché se uno lavora in sicurezza non avrebbe potuto continuare a lavorare. Poi magari potrebbero incentivare i controlli ed andare a penalizzare chi non rispetta le regole. Anche perché, come si dice da anni, l’attività fisica aiuta a superare lo stress, ad aumentare le difese immunitarie. In un momento come questo, dove la situazione è difficile per tutti, anche dal punto di vista sociale e psicologico, andare a togliere quello che in realtà farebbe bene mi sembra molto strano. Poi il problema dell’aumento dei contagi è un altro, visto che anche con palestre e scuole chiuse sono continuati ad essere elevati. Inoltre in palestra si va anche per curare patologie di vario genere, per la riabilitazione, invece così ci hanno ridotto dietro ad un computer e questo andrà anche a peggiorare lo stato di salute delle persone”.

Ci sarà a questo punto, anche se a giugno è già stagione di mare, un incremento di ritorno in palestra per riprendere la forma per andare in spiaggia?
“Me lo auguro, lo spero che per questa situazione venutasi a creare aumenteranno gli iscritti alla riapertura. Quando avevamo riaperto, lo scorso anno, ero anche abbastanza soddisfatta dell’utenza che girava, si facevano classi su prenotazioni e non c’era mai comunque l’affollamento, era tutto super controllato e ben organizzato. Però avevo ripreso via bene. Gli utenti erano soddisfatti della qualità dell’ambiente che trovavano. Però di contro c’è anche da dire che a livello generale un po’ di paura di prendere la malattia c’era. C’erano due filoni, chi voleva riprendere l’attività e chi invece ne faceva a meno per paure di ammalarsi. Io mi ero organizzata, tenendo aperto, ma allo stesso tempo facevo dei corsi online per chi non poteva o non voleva venire in palestra. Avevo trovato una strada abbastanza buona per andare avanti e lavorare un po’".

Per il futuro cosa prevede?
“La mia speranza era quella che uscendo dalla zona rossa ci fosse più libertà ed a quel punto non sarebbero state vietate le attività all’aria aperta, quindi riprenderle come abbiamo già fatto altre volte in vari posti come sotto le piante, alla Rocca, attorno alla mia palestra dove ho del verde. Però anche lì, vai un po’ anche in base alle condizioni del tempo. Ora pare che si riapre a giugno e la speranza è che sia la volta buona ed anche definitiva, altrimenti se questa situazione dovrebbe tornare a ripetersi, ci stancheremo un po’ tutti e le conseguenze potrebbero essere molto pesanti per l’intero settore”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 19-04-2021 alle 18:38 sul giornale del 20 aprile 2021 - 927 letture

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