Viaggio nelle palestre vuote dell'entroterra, Romaldini (Matelica): "Il danno economico? Meglio non conteggiarlo"

5' di lettura 19/04/2021 - A Matelica la Palestra New Golden Boy è molto di più di un normale centro di fitness, in quanto all’interno ha diverse attività e dipendenti, per cui le difficoltà ed i sacrifici sono stati enormi, come ci spiega la titolare Gina Romaldini, che vanta un passato agonistico di buon livello nel culturismo femminile nazionale.

Il viaggio nelle palestre dell'entroterra prosegue quindi a Matelica, dopo la tappa a Camerino con il Centro Fitness Revolution di Marta Attili (leggi) e a Selvalagli di Gagliole con la Palestra Asd New Center Gym gestita dall’ex culturista Roberto Fedeli e Monica Boccolini (leggi). Ogni palestra con problematiche diverse, ma tutte attrezzate per la sicurezza con i dispositivi di protezione, igienizzanti e distanziamento, misure che non sono servite per riprendere in sicurezza, nemmeno con presenze ridotte.

Oltre al danno economico, ci sono altre conseguenze che avete subito a causa della pandemia piuttosto prolungata?
“Il danno economico è meglio non conteggiarlo – dice Gina - considerato che noi paghiamo un affitto abbastanza oneroso di 3.300.00 euro mensili, non ci è stato abbonato niente e si deve solo aspettare. Poi, c’è da considerare anche tutte le altre spese connesse come luce, metano che vanno pagate comunque. E quest’anno c’è combinata anche la rateizzazione del terremoto del 2016, per cui invece di 11 rate ne stiamo pagando 14. Inoltre a livello psicologico. Prima della pandemia avevamo poco tempo per noi, perché aprivamo dalle 9 alle 22 e si pranzavo in palestra con le colleghe, mentre adesso sei a casa e sai che non puoi, anzi non ti fanno lavorare, perché il lavoro ci sarebbe e la gente continua a chiamare per sapere quando riapriamo, non è facile, sapendo inoltre che a fine mese le spese ci sono comunque e noi non abbiamo praticamente incassi. Quindi psicologicamente sono preoccupata, molto preoccupata”.

Secondo lei perché non si può tornare in palestra, anche in misura ridotta come presenze, seguendo tutti i protocolli che sono stati stabiliti?
“Il fatto è che ci hanno fatto mettere tutto a norma per la scorsa apertura, quella del 25 maggio 2020, quando abbiamo potuto riaprire con le dovute precauzioni. Cioè, abbiamo dovuto spostare tutti i macchinari nella sala pesi, metterli distanti 1,5 metri l’uno dall’altro, poi noi fortunatamente abbiamo il parco pesi che è coperto e abbiamo messo uno avanti e uno dietro, in modo che la gente non stava di fronte, ma di schiena. Nella sala corpo libero abbiamo delineato con dei segni a terra i metri quadrati a disposizione di una persona. Abbiamo predisposto il disinfettante personalizzato, i gel per le mani, abbiamo comprato la macchinetta per disinfettare ogni ora e mezza (perché facevamo tutti turni da un’ora e mezza) quindi 15 persone massimo. Quindi ogni ora e mezza facevamo mezz’ora di stop, prima di far rientrare le persone, per disinfettare con il macchinario. Abbiamo fatto tutto come ci avevano detto, ma alla fine ci hanno fatto chiudere. Per cui, abbiamo speso in più. Considerando che nella nostra palestra abbiamo un volume di area molto più ampio degli altri, perché noi siamo su un capannone, quindi la reception ha un’altezza normale, mentre la sala pesi, la piscina e la sala a corpo libero danno sulla sala più alta del capannone che è di oltre 6 metri. Quindi anche come volume di aria ci stavamo. In più, noi abbiamo anche il ricircolo dell’aria che ogni 2 ore circa (oltre ad essere tutto aperto); la si accendeva (soprattutto per la sala pesi che era la più incastonata), per cambiare l’aria. Per cui, da parte nostra ci abbiamo messo tutto e di più. Negli spogliatori abbiamo tolto tutto, le cappelliere, i porta abiti, smontato e distanziato tutto e poi ci siamo trovati comunque chiusi”.

Nel frattempo siete riusciti a organizzarvi diversamente?
“Inizialmente abbiamo fatto attività online con lezioni di corpo libero, esercizi di pilates, il funzionale ed anche le lezioni di lingue, in quanto la mia collega fa ripetizione di inglese e spagnolo madrelingua. Però la mole di lavoro si è più che dimezzata, perché, mentre prima c’erano tutte le attività, ora online si fa lezione al massimo a 10 persone. Inoltre c’era possibilità di fare attività all’esterno con il funzionale (che sarebbe simile al “crossfit”) e sapendo che nei dintorni lavoravano esternamente, ho chiesto personalmente al Comune se potevo fare attività all’esterno e ce l’ha bandita proprio. Non ho capito per quale motivo. Quindi noi abbiamo anche perso di più, nel periodo da novembre a gennaio, per le lezioni che potevamo fare all’esterno. Questo divieto non l’ho mandato proprio giù”.

E’ stato varato un programma per le riaperture ai primi di giugno per le palestre, che ne pensa?
“La mia speranza era per i primi di maggio, ma non ci credevo poi molto, infatti è slittata ancora. Pensavo come lo scorso anno da metà o forse fine maggio, ma ormai tanto siamo lì, tra i primi di giugno e il 25 maggio cambia poco. Purché ci facciano effettivamente riaprire e non più chiudere, perché qui è veramente dura, poi, a questo punto, se ci fanno richiudere di nuovo non si sa se ce la facciamo. La situazione è veramente disastrosa. Per quanto ci si impegniamo con le lezioni all’esterno, con il centro estetico, con la nutrizionista e tutto il resto, non riusciamo a coprire niente. Tra l’altro non ci stanno neanche i ristori, noi ci dobbiamo vivere con questa attività. Per cui se ci sarà in futuro un’altra chiusura, la vedo molto dura. Se ci fanno aprire senza richiudere, mi auguro che ci sia un gran flusso di gente anche perché il periodo da giugno a settembre per le palestre è il periodo di bassa stagione, quella più intensa l’abbiamo passata tra le chiusure. La speranza, ironicamente, è che a casa per il lockdown la gente abbia mangiato di più ed ora voglia tornare in forma”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 19-04-2021 alle 18:48 sul giornale del 20 aprile 2021 - 1580 letture

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