Zucconi sull'ipotesi del taglio del carcere a Camerino: "Abbiamo diritto a uno nuovo e più grande con i fondi del sisma"

3' di lettura 10/06/2021 - Che il carcere di Camerino fosse a rischio, era nell'aria già prima del sisma del 2016 e le preoccupazioni erano in rialzo già dopo la chiusura del tribunale nel 2013, considerato che i servizi giudiziari così staccati fra di loro non avevano alcun senso.

La questione torna ora alla ribalta dopo la lettera informativa, con la quale l'amministrazione penitenziaria chiede un parere ai tre soggetti principalmente interessati, il Comune di Camerino (sede di ubicazione della casa circondariale danneggiata fortemente dal sisma), la Procura (finita a Macerata) e l'Ordine degli avvocati (che ora racchiude quelli di Macerata e Camerino).

Dopo il sisma i penitenziari delle Marche sono passati da 7 a 6 (per l'inagibilità di quello di Camerino) e gli agenti di Polizia Penitenziaria di Camerino sono ancora in forza allo stesso, ma considerati in missione nei vari carceri dove hanno fatto richiesta, da Spoleto, a Fermo, ad Ancona (i più prossimi). Di un nuovo carcere a Camerino se ne è parlato a lungo, prima con la proposta di 600 posti, poi con la proposta ridotta a 100, con quest'ultima che tornerebbe in corsa ora, ma visti i tempi e le decisioni legate alla gestione del settore giudiziario (spending review), unita alle prospettive ed alle urgenze di ricostruzione, si complica la realizzazione di una nuova struttura nel camerte.

Sulle sorti del penitenziario abbiamo avvicinato l'avvocato Corrado Zucconi Galli Fonseca, ex presidente dell'Ordine deli legali camerti, che anche nelle vesti di esponente politico ha sempre seguito da vicino le vicende della giustizia a Camerino.

Innanzitutto, dopo i danni subiti dal terremoto e la precedente soppressione del tribunale, tale intenzione era prevedibile e sembra più di una semplice richiesta ai vari organi ed enti interessati?
"Vorrei sapere da chi è firmata la lettera di cui si parla perché prima del terremoto il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dr. Franco Ionta, preoccupato per il sovrappopolamento degli istituti penitenziari italiani, si era impegnato per la realizzazione di una nuova struttura penitenziaria a Camerino. Anche dopo il terremoto il nuovo Capo Dipartimento dr. Santi Consolo sembrava favorevole alla realizzazione di un istituto penitenziario da cento posti. Perciò questa nuova iniziativa dall’Amministrazione Penitenziaria non era affatto prevedibile!"

Per tanti anni si è parlato del carcere nuovo, preso soprattutto come cavallo di battaglia per le campagne elettorali e non è mai andato in porto. Inoltre lo standard progettuale dell'allora nuovo carcere era per una capienza di 600 posti; mentre ora si ipotizza la realizzazione di una nuova casa circondariale da 100 posti (quando Camerino ne aveva in dotazione 40 di cui 8 posti per la sezione femminile). Cosa ne pensa di questa soluzione?
"Prima del terremoto la nostra casa circondariale ospitava generalmente oltre 40 detenuti, di cui dieci circa nella sezione femminile. La proposta di realizzare un nuovo istituto da cento posti alla periferia della città, non lontano dall’uscita della superstrada, mi trovava assolutamente favorevole, anche perché abbiamo diritto alla ricostruzione del Carcere con i fondi del terremoto! So che il sindaco Sborgia si stava adoperando in questa direzione".

Dopo la soppressione del tribunale nel 2013 (unito a quello di Macerata) con il conseguente accorpamento dell'ordine degli avvocati, l'eventuale soppressione delle piccole realtà penitenziarie, sono frutto delle decisioni dei grandi numeri, contro i quali si sono già perse battaglie. Come finirà?
"In molti (compresi il Comune e la Regione Marche) ci stiamo battendo per riavere il Tribunale a Camerino, magari con un ampliamento del precedente circondario. Dunque la casa circondariale sarà necessaria, come prima. Le decisioni accentratrici devono essere assolutamente avversate perché non hanno dato i risultati promessi. La distribuzione sul territorio dei servizi essenziali, anche ospedalieri, è un diritto delle popolazioni periferiche e risponde anche agli standard europei".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2021 alle 17:39 sul giornale del 11 giugno 2021 - 581 letture

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