Pioraco scende sotto i 1000 abitanti, Cicconi: "Rischiamo di ricostruire paesi fantasma"

pioraco 3' di lettura 15/06/2021 - L’entroterra maceratese suscita interesse e fa registrare ogni domenica un gran movimento di turisti.

Lungo le rive del Potenza, la cittadina di Pioraco, conosciuta per le sua storia legata alla produzione della carta e sede di una sezione delle cartiere di Fabriano, offre molto in fatto di relax, ma soffre come tanti altri centri il problema dello spopolamento. Probabilmente accentuato di recente dal sisma del 2016, questo è un problema che si protrae però già da qualche anno e serve ben altro per bloccarlo ed attirare magari nuovi nuclei familiari.

“C’è un calo demografico molto importante – dice il giovane sindaco Matteo Cicconi – in questo momento significativo perché siamo scesi sotto quota 1000 abitanti. Da una parte ci dà la possibilità di accedere anche a delle sovvenzioni aggiuntive particolari come per esempio maggiori entrate con il decreto crescita, ma dall’altra è un dato allarmante e preoccupante. Basti pensare che nel 1990 eravamo circa 1340 residenti, poi, intorno al 2010, siamo passati intorno a 1280 e poi siamo arrivati ad oggi a 998. E’ vero che in parte ha influito con il terremoto, ma fino ad un certo punto, perché i cittadini terremotati sono comunque rimasti residenti a Pioraco, perché dei 998 residentie, almeno 200 sono sicuramente residenti a Pioraco ma vivono altrove perché terremotati. Per cui il calo demografico è una tendenza in negativo, che ormai è da decenni in incremento. Riguarda non solo Pioraco, ma un po’ tutte le aree interne della dorsale Appenninica. Quindi, in realtà, il dato reale è ancora più preoccupante ed allarmante".

A questo punto cosa si può fare per frenare l’esodo e tornare ad incrementare le presenze fisse, a Pioraco e un po’ in tutto l’entroterra? “Le soluzioni sicuramente sono quelle di renderla accattivante con diverse proposte. Una sicuramente con una zona economica speciale, con insediamenti produttivi del territorio per attrarre lavoro, ma allo stesso tempo, secondo me, queste misure devono essere accompagnate da incentivi alle famiglie, ai giovani, che decidono di vivere e comprare casa nei nostri territori, perché altrimenti c’è il rischio che se le due misure non vanno a braccetto, magari vengono a lavorare in queste zone, poi vanno a comprare casa e a vivere in cittadine più lontane. Questo potrebbe essere un domani accelerato, considerato che la natalità è pressoché azzerata ed anche per le scuole è un dramma, anche perché con il terremoto si stanno realizzando edifici scolastici nuovi e la domanda è: chi usufruirà di queste strutture. Rischiamo quindi di ricostruire paesi fantasma, bellissimi, attrezzati, però non vissuti nel corso di tutto l’anni. L’esempio è quello di Pioraco, un boom di turisti dei fine settimana, quest’anno anche tutto l’anno, però chi dà solidità al paese sono ovviamente i residenti”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2021 alle 13:22 sul giornale del 16 giugno 2021 - 512 letture

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