Persi 16891 abitanti nelle aree del sisma delle Marche

Recupero beni Camerino 3' di lettura 09/07/2021 - Sul fondo del cratere. Quello dell’area sismica marchigiana. A cavallo tra le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Sono 85 Comuni nei quali prima del sisma vivevano 348.473 persone. Oggi i residenti nell’area del cratere sono 331.582. In cinque anni se ne sono persi 16.891, pari al 4,8 per cento di tutta la popolazione residente.

Le imprese attive nell’area sono 35.652 rispetto alle 36.058 di agosto 2016. Un saldo di 406 aziende in meno rispetto a prima del terremoto. A chiudere sono state soprattutto le imprese agricole, del commercio, e dei trasporti.

Cinque anni fa erano stati colpiti duramente dalle scosse telluriche. A febbraio 2020 sulle macerie del sisma è arrivata la pandemia a frenare la ripresa economica. E tutto si è fermato di nuovo. A quantificare i costi della crisi pandemica nell’area del cratere ci ha pensato il “Team Sisma Marche”, un organismo costituito dalla Cna, sostenuto dalla Camera di Commercio, per monitorare la situazione socioeconomica delle zone colpite dal sisma e predisporre analisi e proposte per le istituzioni locali e regionali. Nel 2020 il fatturato delle imprese del cratere è diminuito del 15,1 per cento. Guadagnando meno, le imprese dell’area, hanno ridotto gli investimenti del 45,9 per cento ed hanno diminuito anche l’organico aziendale, con le spese per le retribuzioni in calo del 19,5 per cento. In soli dodici mesi le imprese nell’area del cratere sono state 316 in meno, con la perdita di oltre mille posti di lavoro.

“Le difficoltà del sistema produttivo del cratere - afferma il segretario Cna Marche Otello Gregorini - pregiudicano la tenuta del tessuto sociale, con un lento spopolamento di aree che rischiano di non riprendersi più. Particolarmente inquietante la chiusura di tante imprese dei servizi di prossimità, piccoli negozi, edicole, bar che non erano solo attività economiche, ma anche centri di aggregazione e di socialità".

Insomma, cresce il divario territoriale all’interno della nostra regione. “E’ necessaria - precisa Gregorini - una strategia chiara e una forte regia regionale che coinvolga enti locali e parti sociali, per arginare le tendenze in atto nell’area del cratere sismico, che riguardano soprattutto le piccole e medie imprese, che non hanno ancora recuperato il livello di ricchezza di un decennio fa. Senza sostegno al sistema produttivo del cratere e senza lavoro qualificato, le Marche rischiano di uscire ancora più diseguali dalle due crisi del sisma e del Covid. La ripartenza dell’area del cratere, perché possa allinearsi a quella del resto della regione e consolidarsi, ha bisogno di una strategia di contrasto allo spopolamento delle comunità, per recuperare almeno parte dei quasi 17mila abitanti in meno, tra i quali ci sono tanti giovani che hanno scelto di andare altrove. Ed ha bisogno di misure incisive sui fronti dello sviluppo e delle opportunità per i cittadini e le imprese”.

Cna chiede che un importante segnale venga già dall’imminente manovra che la Regione sta predisponendo, utilizzando l’avanzo di bilancio. “Ci auguriamo - incalza Gregorini - che tenga conto delle maggiori fragilità e incertezze di prospettiva delle imprese del cratere, anche attraverso lo strumento del credito”.

Secondo la Cna, bisogna pensare ad un futuro dell’area del cratere sismico puntando su turismo, manifattura ecosostenibile, artigianato culturale e creativo, servizi alla persona, ricerca e formazione, banda ultralarga. “Tra Contratto Istituzionale di Sviluppo, PNRR, nuova programmazione europea 2021 -2027, rifinanziamento della Strategia Nazionale delle aree interne - conclude Gregorini - le risorse non mancano. Serve una visione”.






Questo è un articolo pubblicato il 09-07-2021 alle 19:15 sul giornale del 10 luglio 2021 - 253 letture

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