I versi del camerte Maraviglia premiati anche a Cingoli: "Mai avrei sognato di girare l'Italia con le mie poesie"

4' di lettura 19/07/2021 - Ancora un riconoscimento importante per il giovane poeta camerte Stefano Maraviglia, che si è aggiudicato il Premio letterario nazionale Paesaggio Interiore a Cingoli, indetto dall'Associazione Letteraria Euterpe, presidente Francesca Innocenzi.

Alla giuria, presieduta da Lorenzo Spurio sono giunte ben 210 opere per il concorso 210. Il camerte ho ricevuto il premio "Villa la Quercia" per l'opera "L'amica di mio figlio", nella sezione della poesia.

Versi ispirati ad una storia totalmente inventata, che parla di un padre che vede il figlio subire la ferocia della SLA (Sclerosi laterale amiotrofica). L'opera nasce in una tarda nottata di un sabato sera invernale, ispirata dalla canzone "L'ombra della luce" di Franco Battiato. La cerimonia causa Covid-19, si è tenuta in forma virtuale: per poi ritirare il premio in forma privata direttamente dagli organizzatori.

Maraviglia aggiunge al riconoscimento ottenuto nei giorni scorsi a Cingoli altri premi e segnalazioni, di un tour iniziato ormai 4 anni fa in giro per tutta Italia: Matera, San Benedetto, Pisa, Livorno, Savona, Milano, Roma ed altre tappe, addirittura bissate consecutivamente o a distanza di 1 anno. Risale allo scorso giugno l’ultimo riconoscimento a livello nazionale, ottenuto nel Premio Letterario Nazionale città di Livorno, dove ha ricevuto il premio speciale “Fortezza Vecchia di Livorno“, con i versi intitolati “Per te, di te” (dedicata a suo papà). Riconoscimenti anche di premi internazionali per l’autore camerte. Tutti traguardi ricchi di soddisfazione, per chi fa della poesia l’espressione delle proprie sensazioni e non una vera professione. Il desiderio di esprimersi e di scrivere lo ha portato ad occuparsi anche di sport sui social, per di più per la sua squadra del cuore, il Milan, una soddisfazione in più. Nel suo obiettivo anche quello di scrivere testi per canzoni. L’espressione scritta nella famiglia Maraviglia, è un fattore ereditario, considerato che anche suo fratello Daniele si è fatto largo nel mondo della narrativa e della poesia, ricevendo importanti riconoscimenti.

Quando e come è iniziata la passione per la poesia?
"Più che passione – dice Stefano - la definirei una sorta di indole. A nove anni scrissi la mia prima “opera” dal titolo “Cane bastonato”. Ricordo che destò una certa curiosità, tanto che venni invitato in una radio locale a leggerla pubblicamente. Ne seguirono altre, fino a quando subìì un blocco, dovuto all'adolescenza e ad altri interessi fattisi prioritari".

A cosa si ispirano in genere i suoi versi?
"I miei componimenti sono una sorta di trascrizione di emozioni in forma poetica. Ciò che scrivo è sempre legato ad un qualcosa che mi riguarda direttamente o che mi colpisce. Immancabile la musica come musa ispiratrice. Mi spiace solo di dare un tono malinconico ai miei versi, ma è in quei momenti di solitudine e di momenti cupi che riesco ad esprimermi al meglio".

Come riesce a conciliare il lavoro con la poesia, in quali momenti trova l'ispirazione e quanto tempo dedica alle sue opere?
"Non è facile conciliare entrambi i percorsi, ammetto che sto lavorando per far sì che il mio lato artistico diventi sempre più dominante. L'ispirazione solitamente mi fa visita nelle tarde notti. Luci soffuse, silenzio, musica e lavoro introspettivo, è così che la accolgo".

Quando ha iniziato a scrivere poesie, probabilmente per hobby o per piacere personale, pensava di poter conquistare tanti riconoscimenti?
"Da piccolo mi serviva a sentirmi diverso, ancora oggi mi aiuta a distinguermi. Quattro anni fa, quando ricominciai a comporre, mi accorsi di aver ancora intatto il senso artistico, ma mai avrei immaginato di girare l'Italia ininterrottamente a fare incetta di applausi, stima e riconoscimenti, nazionali e internazionali".

Qual è il premio più bello, significativo e importante che ha ricevuto?
"Il primo a S. Benedetto del Tronto è stato la sorpresa, insperato e con mio padre presente alla cerimonia. Il più significativo quello conseguito a Livorno con la poesia dedicata a mia madre. Il più bello, pur non essendo un vero premio, è quello legato a Camerino. In occasione dell'inaugurazione del Sottocorte Village, fui invitato a leggere la pluripremiata opera dedicata alla città (Il sisma e un sogno, Te ndr), che in quell'occasione donai all'allora sindaco Pasqui e ritirai da ogni concorso".

Pensa un giorno di racchiudere i suoi lavori in una collana per pubblicarli e magari venderli?
“Per arrivare ad una pubblicazione vorrei essere conscio di poter offrire a chi legge un qualcosa di assoluto valore. Gradirei prima guadagnarmi la stima di chi mi circonda, Stefano artista, poeta camerte e dei camerti. Sogno di essere fiore all'occhiello di una popolazione, senza alcuna distinzione. Riuscito in ciò, potrei pensare ad una prima pubblicazione, magari volta al rilancio del territorio o comunque, a scopo totalmente benefico“.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 19-07-2021 alle 13:11 sul giornale del 20 luglio 2021 - 481 letture

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