Un taglio del nastro speciale per l'Università di Camerino

4' di lettura 29/07/2021 - Realizzato in tempi record il nuovo polo di ricerca di Chimica dell'Università di Camerino, che prende il nome di Chip (Chemistry Interdisciplinary Project) è stato inaugurato questa mattina a Camerino alla presenza del Ministro del MIUR, Maria Cristina Messa, del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio e del suo predecessore Angelo Borrelli, e molte altri autorità politiche, civili e militari tra cui il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, in vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia.

A fare gli onori di casa ed a tagliare il nastro, il rettore Claudio Pettinari, orgoglioso per la nuova struttura, che arriva a poco tempo di distanza da altre soddisfazioni, come la conferma del primato fra gli atenei fino a 10.000 studenti nelle classifiche nazionali. Rettore che ha sottolineato come tale edificio è un esempio di bellezza e sicurezza, da prendere come esempio per l'edilizia Italiana. Una struttura rivolta al futuro.

A rendere ancora più soddisfatta la governance di Unicam, c'è anche il fatto che il progetto è frutto della propria scuola di design e architettura che ha sede nella città di Ascoli Piceno. Ad illustrare le caratteristiche tecniche ed i sistemi più avanzati utilizzati per la realizzazione, i docenti che hanno seguito e curato il progetto come: il prof. Andrea Dall'Asta, per il quale tale opera è la dimostrazione della vivacità della scuola ed il frutto del coinvolgimento di tanti giovani; quindi il prof. Luigi Costa, che ha definito tale struttura come la materializzazione di un grande sogno, reso possibile grazie alla Protezione Civile che lo ha sostenuto ed un percorso partito da lontano. Insomma, un successo di squadra per Unicam, che non si è mai fermata sia nelle ore immediate al disastroso sisma del 2016 ed ha continuato il suo cammino in maniera impeccabile anche durante questi ultimi periodi di pandemia. Altra dimostrazione di impegno ed efficienza rivolta al futuro, come ha sottolineato il Pro Rettore Vicario di Unicam con delega alla ricostruzione.

L'Innovativo e imponente edificio, domina l'area lungo via Madonna delle Carceri in cui sull'altro versante sono dislocati gran parte dei dipartimenti della scuola di Scienze e Tecnologie. Anche il nome dato al neo dipartimento di ricerca prende lo spunto dalla scienza, infatti la sua forma si ispira ad un "chip" (un circuito elettronico miniaturizzato). Si tratta di una struttura di 7000 mt2 che ospita 44 laboratori ed altrettanti uffici.

"In Italia la ricerca è un po' la cenerentola, per tanti motivi - ha detto il ministro del Miur Maria Cristina Messa nell'incontro con la stampa - ma penso che sono proprio i cittadini che devono valorizzarla e noi dobbiamo aiutarli. L'emergenza Covid-19 ha dato un segnale di sensibilità alle persone verso la ricerca ed ora è compito nostro metterlo in positivo e di dare sempre più fiducia alla ricerca. Dobbiamo avere la forza di rimboccarci le maniche, di lasciare perdere discorsi poco attenti per il futuro del nostro Paese e di lavorare insieme. Questa è una forza importante, perché come dice il Papa, nessuno se la cava da solo. La sfida è di fare dell'Italia il Paese che è, molto apprezzato all'estero e poco all'interno dei propri confini ed è importante recuperare questo gap. Questa struttura è effettivamente l'emblema di questa sfida, perché è stata sfidante a se stessa, per come è stata costruita, ideata, disegnata, ma si fa qui, perché qui ci sono le possibilità e le competenze per farlo. Queste c'erano perché esiste una struttura di ricerca che è capitanata dall'università, ma anche altri, come gli enti di ricerca molto forte, altrimenti non si sarebbe potuta fare”.

"Credo che le università abbiano un ruolo, oltre a quello primario della formazione e della ricerca - prosegue Maria Cristina Messa - che è quello di essere un punto di riferimento dei propri territori e sicuramente Camerino con Unicam è l'esempio più lampante, che porto sempre in giro per l'Italia, ma lo è proprio e perché si occupa del futuro, dei giovani e di portare attraverso la ricerca miglioramenti per l'uomo. Perché la ricerca non è solo curiosità ma evoluzione per il miglioramento delle condizioni di ciascuno di noi".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 29-07-2021 alle 11:48 sul giornale del 30 luglio 2021 - 506 letture

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