Operazione "Hybris" della Finanza: terremoto sulle gare d'appalto di un Comune del Maceratese

3' di lettura 30/07/2021 - Irregolarità negli appalti in un Comune dell’entroterra maceratese per oltre due milioni di euro, un terzo dei quali legati alla ricostruzione post-sisma 2016.

E' quanto emerso dall'operazione “Hybris” della Tenenza delle Fiamme Gialle di Camerino a contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e delle condotte che turbano la regolarità delle procedure di affidamento.

Nei guai sono finiti un dipendente e un ex dipendente di un Comune dell’alto maceratese (Gagliole), entrambi rinviati a giudizio. Le indagini, scaturite dall'esposto presentato dal Sindaco di un Comune del maceratese e condotte attraverso la valorizzazione delle molteplici banche dati in uso alla Finanza e acquisizioni documentali nel Comune da dove è partito l'esposto, hanno messo in luce l’operato poco limpido di due dei suoi dipendenti. il modus operandi consisteva nell’emettere determinazioni “in bianco”, con oggetto generico, inesistente oppure difforme dal contenuto della determinazione, procedendo alla materiale scrittura delle stesse in epoca successiva rispetto alla formale presa in carico e protocollazione, aggirando in tal modo i normali controlli preventivi demandati all'organo politico.

Questi disallineamenti temporali, tra l’emissione e la compilazione degli atti amministrativi 'incriminati', non sono stati considerati dalla Finanza come mere sviste, poiché dagli accertamenti eseguiti, anche mediante l’analisi dei registri informatici del Comune, è stato constatato che la predisposizione di questi atti pubblici “in bianco” non era diretta all'immediata adozione di provvedimenti, bensì a realizzare preventivamente dei presupposti documentali idonei ad essere posti alla base delle successive procedure d’appalto, cosicché molti lavori venivano assegnati ai soliti soggetti economici senza il rispetto della normativa di settore. Inoltre, in alcuni casi è stato rilevato che l’importo delle varianti in corso d’opera, avallate sempre attraverso il sistema sinora descritto, coincideva con il ribasso praticato dalla ditta aggiudicataria. Queste condotte hanno violato le norme sull’impegno di spesa - ex art. 183 del testo unico sugli enti locali - disattendendo con sistematicità i principi fondamentali a cui deve attenersi la pubblica amministrazione, ovvero quelli di economicità, imparzialità, pubblicità e trasparenza. I funzionari, oltre a evitare i controlli che prendono le mosse dalla redazione dell’impegno di spesa, hanno “ostacolato” la funzione propria demandata all’organo elettivo del Comune, gestendo, attraverso le proprie condotte, le risorse pubbliche a propria totale discrezione (da qui il nome dell’operazione Hybris).

Infatti, venivano generati e imputati costi “fuori bilancio” derivanti da oneri documentati con pregressi fittizi impegni di spesa, nei confronti dei quali l’organo politico era costretto a modificare il proprio indirizzo economico finanziario e a reperire i fondi necessari attingendo da altri capitoli di spesa. Le indagini hanno permesso di acclarare irregolarità nell’assegnazione di 58 appalti, per un ammontare complessivo di oltre due milioni.

Tra questi, una ventina, per un valore complessivo di circa 650mila euro, riguardano opere legate al post-sisma, quali puntellamenti, demolizioni, ripristini e delocalizzazioni di attività produttive. Nel corso delle indagini delegate sono emerse anche condotte di peculato, poiché alcune somme destinate in favore di privati a seguito del sisma del 1997, pari ad oltre 6000 euro, sono state utilizzate intenzionalmente per scopi diversi, nonché condotte corruttive che hanno coinvolto uno dei citati dipendenti pubblici, il quale ha ricevuto la somma di 5000 euro al fine di favorire una ditta, rivelatasi poi aggiudicataria, in una procedura di gara.

Al termine delle indagini, il giudice per l’udienza preliminare ha disposto, su richiesta della Procura di Macerata, il rinvio a giudizio dei due indagati, i quali dovranno rispondere anche del danno erariale di oltre 300mila euro, cagionato in conseguenza degli illeciti commessi, per il quale sono stati segnalati alla Procura regionale della Corte dei Conti di Ancona.


di Roberto Scorcella
robertoscorcella@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2021 alle 14:26 sul giornale del 31 luglio 2021 - 1252 letture

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