Si chiude con il favore della critica la mostra di Crocenzi e Gobbi a San Severino

2' di lettura 17/09/2021 - Chiusura tra gli applausi, e i commenti positivi della critica, per la mostra “Come funamboli sul filo sospesi”, una doppia personale con opere di Adriano Crocenzi e Paolo Gobbi, promossa dall’Amministrazione comunale di San Severino Marche sotto l'egida del Consiglio Regionale delle Marche e del Ministero della Cultura.

Le sculture di Crocenzi ed i dipinti di Gobbi hanno trovato ospitalità nelle bellissime sale espositive del palazzo della Ragione Sommaria e in quelle della chiesa della Misericordia da inizio giugno scorso e per quasi tutta l'estate. Molti, in questi mesi, i visitatori che hanno osservato e apprezzato le opere dei due artisti settempedani: lavori realizzati solo negli ultimi tre anni, dove il quarantennale percorso di ricerca artistico dei protagonisti ha evidenziato una corroborata e decisa maturità, attraverso forme e figure tanto elaborate quanto evocative. Anche nel giorno della chiusura in molti si sono recati in visita alla mostra.

Tra i tanti anche Maria Letizia Paiato, critica d'arte e docente all'Accademia di Belle Arti di Macerata nonché autrice di uno dei testi in catalogo. Vedendo finalmente dal vivo le opere allestite, ha commentato: “I segni di Gobbi, a volte più duri, altri più lievi e atmosferici, raccontano con solidità di pensiero la fragilità e le ferite di un territorio: le Marche, i terremoti. Fra carte che cercano tra di loro un nesso nelle parole e i corrispondenti frammenti di materia in assemblaggi, quelli di Crocenzi, la mostra narra come nella precarietà della vita si rintracci, per paradosso, il suo stesso equilibrio. Eugenio Montale questo lo sapeva bene”.

Ritorna insomma Montale, su cui Gobbi ha lavorato, sempre a San Severino Marche, in altre due occasioni: le esposizioni “Tratti da Xenia”, nel 2013, e “Pagine per Montale”, nel 2016, ed i suoi segni, duri e lievi, bene si abbinano alle sculture aggrovigliate di Crocenzi: tecniche, artisti, e materiali così differenti che perfettamente esprimono un autentico e condiviso senso di precarietà. Le sculture ricche di diversi materiali di Crocenzi hanno dialogato con i lavori pittorici di Gobbi per più di tre mesi. E’ stato un continuo scambio di strutture visive, costruzioni e frammenti, capaci di stimolare il pubblico in questa seconda estate ancora condizionata, purtroppo, dalla pandemia. A patrocinare l’iniziativa anche la Provincia di Macerata, l’Accademia di Belle Arti di Macerata, l’Università degli Studi di Macerata, l’Università degli Studi di Camerino, l’Unione Montana Potenza Esino Musone, le Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche, la Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative e la Fondazione Claudi.

(foto di Emanuele Bajo)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2021 alle 13:19 sul giornale del 18 settembre 2021 - 229 letture

In questo articolo si parla di cultura, san severino marche, Comune di San Severino Marche, comunicato stampa

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