Pasotti torna a Ortopedia a Camerino come primario: "Qui mi sono innamorato di questa professione"

6' di lettura 21/10/2021 - Si insedierà nella seconda metà di novembre il nuovo e tanto atteso primario del reparto di ortopedia dell’ospedale di Camerino, quel Leonardo Pasotti che ha ricevuto ufficialmente nei giorni scorsi la carica dopo essere risultato primo al bando di concorso dell’Asur Marche.

Arriva da Narni, ma nella sua carriera ha lavorato anche a Camerino, Perugia e Foligno, con un’esperienza in Scozia nell’agosto del 2004 presso il Richmond Fellowship Scottland Hospital di Aberdeen. Quello del dott. Pasotti è un gradito ritorno a Camerino, dove ha iniziato la sua avventura da specialista ortopedico e dove ritrova l’amico e compagno di studi Stefano Sfascia, verso il quale la stima, il rispetto e la collaborazione è reciproca, tanto da far capire come il nosocomio di Camerino con Pasotti e Sfascia avrà non uno, ma due primari.

Il collega Stefano Sfascia nel periodo della pandemia è rimasto da solo a tirare a avanti reparto e ospedale in generale ed il nosocomio camerte non può fare a meno di lui. Intorno ai due ed alla loro esperienza, il reparto punta a tornare quell’eccellenza che aveva conquistato e per farlo punterà sui giovani, proprio come quando i due colleghi iniziarono da Camerino il loro percorso professionale.

Dottore, possiamo dire che si tratta di un “gradito” ritorno?
“Direi proprio di sì – conferma Pasotti – visto che il dottor Pasotti è diventato dottor Pasotti quando lavorava all’ospedale di Camerino. Io da giovanissimo arrivai a Camerino ed iniziai tutto quel percorso che mi ha portato poi ad innamorarmi di questa professione e dell’ortopedia. Quindi, posso dire che è un gradito ritorno ed anche inaspettato. Fino a qualche mese fa non avrei mai pensato che ci sarebbe stata la possibilità di ritornare, anche perché dove attualmente lavoro (all’ospedale di Narni e consulente a quello di Foligno), mi trovo molto bene, avevo formato delle equipe molto valide e forse è anche questo il motivo per il quale sono stato scelto dalla commissione, perché comunque ho sempre fatto gruppo, creato equipe, ho lavorato sempre con i giovani e spero di continuare a farlo, anche perché a Camerino ci sarà bisogno di formare una squadra.”

Il suo legame comunque con Camerino non si è mai rotto definitivamente considerata la collaborazione medica con altre associazioni sportive e le cure di atleti in generale?
“Certo, io ho operato circa 5000 persone e posso dire che la metà sono della provincia di Macerata, comunque ho tantissimi pazienti della zona, che mi hanno dato fiducia da sempre. In questi 15 anni ho lavorato con molti sportivi in queste zone. E’ chiaro che adesso molti marchigiani mi hanno seguito e sono venuti in Umbria e d ora non vedo perché non può avvenire il contrario. In fin dei conti con la nuova superstrada siamo molto più vicini rispetto a 15 anni fa quando sono arrivato a lavorare a Camerino. Sicuramente la nuova superstrada, ma anche i buoni rapporti che ho avuto con tutti gli ospedali dove ho lavorato, agevoleranno il percorso comune di tanti pazienti che vorranno seguire me”.

Quali sono gli obiettivi che si propone con questo nuovo incarico?
“L’obiettivo è quello di formare un’ortopedia di Camerino efficace ed efficiente, con il numero giusto di persone. Non sarà facile, perché gli ortopedici sono carenti in questo momento in Italia, ce ne sono pochissimi. Però conto di lavorare con i giovani, così come, facendo un paragone calcistico, una grande squadra comincia il ciclo con i giovani, pertanto vorrei fare la stessa cosa a Camerino, prendendo ragazzi che hanno voglia di imparare, di mettersi in gioco e di scoprire queste bellissime terre, dove si sta molto bene”.

Avrà un ruolo di responsabilità in più come quello di primario e ritrova anche il collega ed amico Stefano Sfascia, una persona esperta e con cui ha già lavorato e che la potrà sostenere in questa nuova ripartenza con i giovani ortopedici?
“E’ vero. Io e Stefano abbiamo iniziato questo percorso all’università insieme. Non c’è solo un rapporto di stima reciproca, ma c’è una vera e propria amicizia, che dura esattamente dal 1991, ovvero da 20 anni. Noi abbiamo fatto tutto il percorso e ci siamo laureati insieme, ci siamo specializzati con un anno di differenza. Quindi ricordo con affetto il fatto che gli dissi di seguirmi a Camerino in questa bella cittadina in terra marchigiana e lui accettò ed ora Camerino è diventata casa sua. Io spero, insieme al dottor Sfascia, di poterci definire due colonne importanti dell’ortopedia, per cui non mi posso immaginare come un suo primario, ma come amici che lavorano insieme per ristrutturare, per creare un’ortopedia degna di questo nome. Lui aveva questo bisogno di aiuto. Il fatto, il destino ha voluto che diventassi primaio io e non lui, quando ci sono queste cose il vincitore è solo uno ma in realtà, insieme potremo fare molte cose per l’ortopedia di Camerino. Se Dio vuole.”

Lei arriva in un momento particolare, dove fra la popolazione c’è tanta paura sul fatto che l’ospedale di Camerino non sarà più un’eccellenza come prima del Covid-19. Come vede queste preoccupazioni?
“Sicuramente non mi preoccupa, perché nel momento peggiore del Covid-19 in Umbria quando avevamo tutte le rianimazioni occupate, quando c’era difficoltà di reperire posti dove operare, mi sono mosso, ho cercato e trovato soluzioni andando a fare 60 km in più al giorno per avere sale operatorie disponibili all’Asl, dove il primario dott. Scaglia è stato per me un padre, un maestro, un amico. Quindi mi sono messo in gioco, trovando e dando delle soluzioni e non cercando soltanto aiuto all’esterno. Questa cosa qui mi ha fatto capire che anche un ospedale piccolo come Narni o come Camerino, può fare tanto se c’è la persona giusta. Noi, non più tardi di 6 mesi fa abbiamo fatto un intervento particolarissimo, il primo di quel tipo in un ospedale pubblico in Umbria come quello di Narni. Per cui, non è l’ospedale il problema, ma il medico che ci lavora e che viene messo in condizioni di lavorare bene. Se questo avverrà non ho nessun dubbio che Camerino tornerà ad essere l’ospedale con le sue eccellenze, com’è stata da sempre l’ortopedia. Quindi, questo non mi spaventa affatto”.








Questo è un articolo pubblicato il 21-10-2021 alle 17:04 sul giornale del 22 ottobre 2021 - 1808 letture

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