Un vino di San Severino servito al tavolo del G20 a Roma

3' di lettura 02/11/2021 - I vini settempedani delle cantine Fattoria Colmone della Marca dal cuore del sisma al tavolo del G20 che ha riunito, a Roma, i grandi della terra, tra cui capi di Stato e di Governo ma anche rappresentanti di alcuni Paesi invitati e quelli delle principali organizzazioni internazionali.

La presenza di uno dei prodotti tipici del territorio di San Severino Marche si è fatta non solo notare, ma anche apprezzare. Agli speciali commensali è stato servito un prezioso nettare, il “1,618” in edizione limitata, prodotto nella più piccola Doc d’Italia, I Terreni di San Severino Moro, azienda della famiglia Meschini che unisce la tradizione alla conoscenza che Piero ha saputo trasmettere ai suoi figli, Giovanni e Pierluigi.

“Unoseicentodiciotto è un’edizione da collezione speciale come il raccolto che ci ha permesso di produrlo, quello del 2021, regalatoci dalla nostra meravigliosa terra che è unica perché nasce dall’equilibrio perfetto tra il miracolo della natura e il cuore degli uomini, tra il favore degli astri e il duro lavoro delle mani - spiega Giovanni Meschini, che prosegue - Abbiamo voluto donare a questo vino un nome particolare, un numero che rappresenta un intero mondo, fatto di equilibrio, armonia, perfetta proporzione. Un mondo che possiede tutte le caratteristiche ideali di un buon vino. Perché 1,618 è il numero del phi, della regola a proporzione aurea studiata dal matematico Leonardo Fibonacci nel XIII secolo e applicata da numerosi artisti e scienziati, a partire da Leonardo da Vinci. Nel mondo naturale esistono tanti esempi di questa proporzione, chiamata per questo anche “proporzione divina”: nelle conchiglie i cerchi della spirale sono distanziati tra loro in base al numero phi. Ma anche nei fiori i petali sono presenti in base alla successione di Fibonacci e molte delle galassie sono a forma di spirale e il movimento delle stelle al loro interno avviene in base alla regola aurea".

"Il rapporto della nostra altezza – spiega ancora Giovanni Meschini presentando il suo straordinario vino – e la distanza da terra dell’ombelico corrisponde al numero aureo così come la scala musicale si basa sulla successione di Fibonacci. Insomma questo vino, con il suo nome, vuole essere un omaggio a tutto ciò che la natura, e quindi la terra, ci ha donato e continuerà a donarci. E vuole rendere omaggio – aggiunge il produttore con riferimento proprio al G20 – all’uomo che quando mette nelle sue mani la conoscenza e la passione, il rispetto della natura e l’orgoglio del lavoro, riesce a realizzare grandi sogni, talmente grandi sa sembrare divini”.

Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, si è complimentata con la famiglia Meschini per l’importante riconoscimento raggiunto: “Abbiamo portato al G20 uno dei prodotti più esclusivi del nostro territorio che ben ci rappresenta perché unisce tipicità, tradizione e innovazione, ma soprattutto attaccamento alle nostre zone e che rappresenta la vera voglia di fare di tantissimi settempedani”.








Questo è un articolo pubblicato il 02-11-2021 alle 15:22 sul giornale del 03 novembre 2021 - 3128 letture

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